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Haney supera ai punti Diaz e sfida Kambosos per la riunificazione totale!

Nessuna sorpresa alla Grand Garden Arena dell’MGM Grand di Las Vegas, dove il 23enne americano Devin “The Dream” Haney (27-0-0, 15 KO) ha difeso con successo il suo titolo mondiale WBC dei pesi leggeri dall’assalto dello sfidante Joseph “Jo Jo” Diaz (32-2-1, 15 KO) superandolo nettamente ai punti con i seguenti punteggi ufficiali: 117 a 111, 117 a 111, 116 a 112. Al termine del main event della riunione organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn, Haney ha poi lanciato la sua sfida al campione WBA, WBO e IBF George Kambosos Jnr per la riunificazione totale delle cinture.

Com’era lecito attendersi, i primi round sono stati contraddistinti dalla velocità di braccia del campione che ha sfruttato la freschezza atletica iniziale per creare subito un piccolo gap nel punteggio muovendosi con perizia sulle gambe e tenendo a bada il rivale con un fitto fuoco di sbarramento. Per almeno tre riprese Diaz è stato quasi non pervenuto: lo sfidante si limitava infatti ad avanzare a piccoli passi in guardia chiusa, assorbendo i fendenti e affidandosi in fase offensiva a fiammate isolate e sporadiche che di certo non potevano impensierire The Dream.

I tifosi di Jo Jo hanno dovuto dunque attendere il quarto round per assistere a una prima reazione d’orgoglio del loro beniamino: Diaz ha infatti aperto la frazione con grinta, gettandosi in avanti in maniera veemente ma disordinata e finendo persino con lo scaraventare al tappeto Haney nell’impeto della foga. Nessun conteggio naturalmente, ma quantomeno un piccolo cambiamento d’inerzia che per qualche minuto ha interrotto lo spartito monotematico imposto dal campione. Come anticipato in sede di presentazione tuttavia, Diaz ha nell’assenza di continuità il suo limite più grande, e nei due round successivi non è riuscito a dare seguito al momento favorevole, ripiombando in un preoccupante stato di apatia.

L’incontro è quindi andato avanti senza particolari sussulti fino al giro di boa, con Haney pienamente padrone della situazione ed abile nell’impedire sistematicamente all’avversario di chiuderlo alle corde e di lavorare da vicino. Oltre alle note qualità tecniche The Dream ha messo in mostra una certa dose di malizia, legando nei momenti opportuni e infilando qualche colpo basso di troppo, piccole scorrettezze che l’arbitro Russell Mora ha più volte rimproverato all’americano senza tuttavia mai infliggergli un punto di penalità.

Joseph Diaz è tornato a rendersi pericoloso nella settima ripresa, quando con una serie di ganci sinistri caricati a tutto braccio ha messo in apprensione il campione costringendolo a rifugiarsi in clinch e a interrompere il suo monologo. Tuttavia lo sfidante, che non si distingueva per la sua potenza neppure nella categoria inferiore dei superpiuma, non si è rivelato in possesso del “pepe” necessario nei guantoni per dare vita a un forcing decisivo: ha perso l’attimo ed è tornato ben presto a subire l’azione del rivale. A favorire Haney erano tra le altre cose i ritmi troppo bassi impressi da Diaz al combattimento: il piccolo demolitore californiano riusciva a costruire qualcosa di buono soltanto dalla corta distanza, ma i suoi affondi erano intervallati da lunghe pause nelle quali il pugilato tecnico e vario del campione la faceva da padrone.

Jo Jo ha cercato disperatamente di rimettersi in carreggiata nel decimo round, quando la situazione appariva ormai praticamente compromessa, ma ancora una volta i suoi sforzi sono apparsi vani poiché Haney, dopo aver subito per alcuni tratti l’iniziativa dello sfidante, ha chiuso la frazione con un gancio sinistro strepitoso, sufficiente a far traballare Diaz per un attimo. L’ultimo momento topico del combattimento si è fatto registrare nella ripresa finale, quando il solito gancio sinistro di Jo Jo ha colto il campione impreparato mettendolo in leggera difficoltà e infiammando il pubblico. Il pathos è tuttavia scemato molto presto poiché gli affondi successivi di Diaz si sono rivelati ripetitivi e prevedibili, dando modo ad Haney di recuperare lucidità e sicurezza e di chiudere persino il match in crescendo.

Nessun dubbio quindi sullo score finale, sancito da cartellini pienamente condivisibili (chi vi scrive aveva sei punti di margine). La sconfitta del resto è stata riconosciuta dallo stesso Diaz, che pur ritenendo di aver dato vita a un match più equilibrato rispetto a quanto decretato dai giudici, ha applaudito il rivale dopo la proclamazione del verdetto e gli ha fatto i complimenti nel corso dell’intervista di rito. Entusiasta del successo si è invece mostrato Devin Haney, che ha sottolineato tra le altre cose la sua capacità di superare senza affanni anche i momenti più intensi del match evidenziando a suo dire quelle doti di resistenza i colpi che alcuni ancora non gli riconoscono.

Bello infine il siparietto tra il vincitore e l’australiano George Kambosos Jnr, salito sul ring per un amichevole faccia a faccia nel corso del quale i due pugili hanno espresso la comune intenzione di incrociare i guantoni per determinare il solo ed unico campione della divisione dei pesi leggeri. A essere onesti fino in fondo, se non fosse per le stravaganti invenzioni della WBC, oggi Kambosos avrebbe già con sé tutti e quattro i titoli principali: Haney ha infatti ottenuto la sua cintura senza conquistarla sul quadrato quando quella di Vasyl Lomachenko è stata trasformata per decisione dell’ente in “WBC Franchise” prima di passare nelle mani di Teofimo Lopez e infine in quelle dell’atleta australiano. Nondimeno un match tra Haney e Kambosos sarebbe certamente molto interessante e contribuirebbe a fare chiarezza sulle gerarchie di una categoria che oggi come oggi è probabilmente la più ricca di talento del panorama mondiale.

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One comment

  • Pier Paolo Gangemi

    Secondo me Haney batterà Kambosos e dopo accetterà la sfida di Gervonta Davis. Quello sarebbe proprio un nell’incontro.

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