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Grandelli sfida Tassi per l’internazionale IBF: “Sono ben allenato e pronto”

Venerdì 26 febbraio nella manifestazione organizzata a porte chiuse  all’Allianz Cloud di Milano da Opi Since 82-Matchroom-DAZN, Francesco Grandelli (14-1-1, 2KO) sfiderà Davide Tassi (11-0, 5 KO) per il vacante titolo internazionale IBF dei pesi piuma  sulla distanza delle dieci riprese. 

Crediamo molto in Francesco Grandelli – spiega Alessandro Cherchi della Opi Since 82 – che ha  dimostrato il suo valore superando ai punti un pugile quotato come l’inglese Reece Bellotti l’11  ottobre 2019 a Trento. In precedenza, Grandelli aveva vinto due volte il titolo italiano dei pesi  piuma. In questo momento, è classificato numero 5 in Europa dall’European Boxing Union.  Francesco ha solo 26 anni, si allena seriamente e siamo convinti che potrà fare strada.”  

Francesco, come procede l’allenamento?  

“Nel migliore dei modi. Come sempre, mi seguono mio padre Antonello e mio fratello Andrea. Ci  alleniamo nella nostra palestra: Boxe Club Nichelino. Per la preparazione atletica mi affido a  Daniela Lettieri. Mi alleno 6 giorni su 7 per 4 ore e mezza al giorno: dalle 16.00 alle 18.00 faccio  preparazione atletica, dalle 18.00 alle 20.30 mi dedico al pugilato.”  

Mentre ti alleni, hai un campione come punto di riferimento?  

“Mi piacciono molto Vasily Lomachenko, Gervonta Devis e Teofimo Lopez, ma non ho dei veri e  propri modelli. Mio padre mi faceva vedere i match di Marvin Hagler, ma io preferisco i campioni di  oggi.”  

Quando hai saputo che avresti affrontato Davide Tassi?  

“Un mese fa. Mi stavo allenando per sfidare Carmine Tommasone, ma quel match è saltato. Non  ho visto combattere Davide Tassi, di questo si occupa mio padre che poi elabora la strategia per  battere i miei avversari. Comunque, sono ben allenato e quindi sono tranquillo.”  

Hai vinto due volte il titolo italiano dei pesi piuma, ma ti sei fatto conoscere in Europa battendo l’inglese Reece Bellotti. E’ stato il tuo miglior incontro? 

“Forse si, lo dicono gli addetti ai lavori che hanno visto un match equilibrato fino all’ultimo secondo.  Per me, è stato solo un match difficile. Ma lo sapevo perché gli inglesi non sono mai avversari  facili.”  

Dopo aver vinto il titolo italiano contro Emiliano Salvini, hai vinto un match senza titolo in  palio e poi sei stato fermo un anno. Per quale motivo?  

“Perché sono andato a Los Angeles ad allenarmi alla Wild Card Gym di Freddie Roach e mi sono  fratturato la mandibola sinistra facendo sparring con Ivan Redkach, un ucraino molto quotato. La  mandibola mi faceva male ma non tanto da non poter continuare con il mio programma di  allenamento ed infatti sono rimasto a Los Angeles e poi sono andato per due settimane a Las  Vegas ad allenarmi nella palestra di Floyd Mayweather. Tornato in Italia, la mandibola mi faceva  ancora male e sono andato a farmi vedere da un medico che ha riscontrato la frattura e mi ha  detto di non fare sparring per diversi mesi. Tornato sul ring ho vinto di nuovo il titolo italiano  battendo Nicola Cipolletta.”  

Cosa hai imparato nell’esperienza americana?  

“A combattere a viso aperto, i miei sparring erano messicani abituati a scambiare pugni senza  curarsi del rischio di finire knock out. Mi considero un tecnico, ma non ho problemi ad accettare gli  scambi. Voglio dare spettacolo. Da notare, che a Los Angeles e Las Vegas non c’erano mio padre  e mio fratello ed anche questo mi ha fatto crescere sia professionalmente che umanamente.”  

Nella riunione del 26 febbraio, all’Allianz Cloud, combatteranno anche Mirko Natalizi (9-0 con 6  KO), Vincenzo La Femina (6-0 con 3 KO) e Christian Mazzon (4-0 con 3 KO). 

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