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Big drama show: Golovkin supera un grande Derevyanchenko

Vittoria portata a casa ma tanti grattacapi per il fuoriclasse kazako Gennady “GGG” Golovkin (40-1-1, 35 KO) che nonostante i suoi 37 anni è venuto a capo dell’ennesima guerra all’arma bianca domando un intrepido e lodevole Sergiy “The Technician” Derevyanchenko (13-2-0, 10 KO) per decisione unanime ai punti. Questi i cartellini ufficiali che hanno incoronato nuovamente Golovkin come Campione del Mondo per la sigla IBF al Madison Square Garden di New York: 114 a 113 e due volte 115 a 112.

Proprio come nel suo precedente tentativo mondiale, quando Daniel Jacobs lo stordì con un terribile gancio destro costringendolo al conteggio, Derevyanchenko ha iniziato questo match attesissimo nel peggiore dei modi: dopo una fase di studio senza acuti si è infatti fatto sorprendere da una combinazione di GGG che in seguito a un superbo montante ha lasciato partire due ganci destri consecutivi, l’ultimo dei quali ha spedito l’ucraino a terra. La zona dell’impatto è stata quella situata tra tempia e nuca, il che ha spinto Dere a lamentarsi con l’arbitro senza tuttavia convincerlo a mutare decisione.

Un Golovkin molto sicuro di sé ha dettato i ritmi anche nel secondo round grazie a un uso prodigioso del sinistro riuscendo anche ad aprire con un gancio magistrale una brutta ferita in prossimità dell’occhio destro del suo avversario: un taglio destinato a sanguinare copiosamente e a condizionare la visuale di Derevyanchenko per l’intera durata del match.

A partire dal terzo round The Technician si è finalmente svegliato ed è entrato pienamente in partita. Nonostante i proclami della vigilia secondo i quali avrebbe dovuto adottare una strategia accorta e basata sulla tecnica, Sergiy ha capito presto che l’unico modo per mettere in difficoltà il kazako era quello di costringerlo ad arretrare, togliendogli l’arma del pressing e subissandolo di colpi per impedirgli di ragionare. Così ha fatto ed in breve tempo la sfida è parsa volgere in suo favore, col momento culminante raggiunto a fine quinto round: un micidiale montante sinistro al fegato ha infatti prodotto su Golovkin effetti mai visti prima in carriera costringendolo a fare ricorso a tutta la sua esperienza per mascherare il dolore e arrivare alla salvifica campana.

Messo in allarme dal rischio inatteso, dalla seconda metà del sesto round Triple G ha ripreso fiducia affidandosi al consueto jab sinistro, pesante quanto il destro di molti pugili, per aprirsi la strada in fase offensiva. Ne sono derivati round equilibrati in cui la maggiore incisività dei colpi del kazako si contrapponeva al ritmo e alle sfuriate dell’ucraino. Spesso Derevyanchenko partiva a razzo per poi lasciare l’iniziativa al rivale e limitare i danni, e per quanto di stretta misura GGG ha dato la sensazione di accumulare punti fino alla nona tornata, iniziata con un montante destro da antologia.

Magnifica per intensità e capovolgimenti di fronte è stata la decima ripresa: un Derevyanchenko letteralmente indemoniato ha dato il tutto per tutto spingendo Golovkin contro le corde e sommergendolo di colpi pesanti al corpo e al volto. Incredibile come di consueto la tenuta del kazako: nonostante l’età non più verde e nonostante il match dispendioso disputato fino a quel momento ha retto la tempesta assorbendo di tutto senza battere ciglio e negli ultimi secondi del round, dominato in larga parte dal rivale, ha persino cercato di prendere il sopravvento.

Quello di Dere si è rivelato tuttavia l’ultimo sforzo disperato di un pugile coraggiosissimo: nei cosiddetti championship round infatti è stato Golovkin a premere col piede sull’acceleratore dominando l’undicesima ripresa e cercando costantemente l’iniziativa nella dodicesima, più caotica e ricca di clinch, ma anch’essa chiaramente favorevole al kazako.

Chi vi scrive al termine del match aveva un punteggio di 116 a 111 in favore di Gennady Golovkin e reputa dunque un po’ stretti i cartellini dei giudici, benché Derevyanchenko si sia fatto indubbiamente onore al di là delle più rosee aspettative, ingaggiando battaglia, regalando spettacolo e mettendo in difficoltà in più frangenti il più blasonato avversario. Particolare rammarico resterà all’ucraino per aver messo a segno il sinistro quasi decisivo a così pochi secondi dalla fine del quinto round: con più tempo a disposizione forse avrebbe davvero potuto approfittarne per siglare il colpaccio.

Questo match, oltre a divertire ed entusiasmare chiunque ami il pugilato, ci ha detto principalmente due cose. La prima è che le motivazioni sul ring possono dare a un pugile spinte sensazionali: il Derevyanchenko timido e scialbo del precedente incontro con Jack Culcay è scomparso lasciando spazio a una belva assetata di sangue per il match della vita. Il secondo aspetto che vale la pena di sottolineare è che per quanto la sua professionalità e la sua classe lo rendano ancora oggi uno dei pesi medi più forti del mondo, Golovkin di match in match continua a perdere qualcosa sotto il profilo del ritmo e della reattività. Pur presentandosi sul ring in condizioni atletiche invidiabili, al punto da chiudere in attacco un mondiale infuocato contro un rivale più giovane, il kazako non possiede più il cambio di passo e le accelerazioni inarrestabili di una volta. Un terzo match contro Saul “Canelo”Alvarez, invocato per l’ennesima volta da Triple G durante l’intervista di rito, vedrebbe oggi il messicano certamente favorito, ed in fondo, dati anagrafici alla mano, è normale che sia così.

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5 commenti

  • Max

    Strano, gli highlights dicono l’esatto contrario dell’articolo.
    Sembra proprio che un pari ci fosse tutto.

    • Mario Salomone

      Mai giudicare un libro dalla copertina, mai giudicare un match dagli highlights. Scherzi a parte, la valutazione di un incontro di pugilato lascia un certo spazio alla soggettività, ed è inevitabile che al termine di un match pieno di riprese equilibrate come questo ci siano differenze di vedute. Del resto gli stessi giudici nei loro cartellini ufficiali hanno valutato all’unanimità appena 4 round su 12, dividendosi sui restanti 8. Da giornalista non posso far altro che scrivere quello che credo sia giusto, senza la pretesa di convincere gli altri. E personalmente, pur riconoscendo a Derevyanchenko i meriti di un grande combattimento, ritengo che Golovkin si sia portato a casa alcune delle riprese di dubbia assegnazione grazie alla maggiore incisività dei suoi colpi finendo col meritare la vittoria.

      • Turchi Marco

        Credo che l’incontro sia stato deciso dall’atterramento di Derevyacenko visto che vale in automatico 2 punti, per il resto è stato piuttosto equilibrato. Per quanto riguarda GGG mi è stato detto che sta avendo problemi a rientrare nel peso. Già ne avevo sentito parlare due anni fa mentre mi allenavo alla palestra Glysons di Brooklyn

    • Matteo

      Tu quindi stili il cartellino di un match guardando gli highlights?

  • Paolo

    Credo francamente che la tanto sperata cura del nuovo allenatore di GGG, Jonathan Banks, abbia fatto cilecca, ho visto un Golovkin quasi irriconoscibile, fiacco in certi momenti, sofferente in altri. Certo tutto ciò può essere dovuto all’età che avanza, ma non sono tanto convinto, un calo troppo repentino a mio avviso. Non doveva essere piú rapido, portare più colpi, lavorare di più al corpo (aspetto quasi totalmente assente nei match con Canelo e che avrebbe fatto una netta differenza a favore del kazako)?
    Personalmente credo che probabilmente abbia sbagliato a lasciare Abel Sanchez. Altro aspetto da non escludere, é che inizi a stargli stretta la categoria.
    Comunque pur ritenendo GGG vincente in entrambi i match con Canelo, ora come ora lo vedrei in difficoltà in un ipotetico terzo incontro.

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