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GGG vs CANELO: THE SHOW IS A DRAW

A Las Vegas il match dell’anno: GGG vs Canelo, finisce in pari. Equilibrato dal primo all’ultimo round, si andrà al rematch. Ma la Byrd cosa ha visto?

Non manca il pubblico delle grandi occasioni alla T-Mobile Arena di Las Vegas. I ventimila posti sono tutti occupati, ed il bordo ring è pieno zeppo di grandi nomi. Il colpo d’occhio è entusiasmante e l’ingresso sul ring dei pugili fa venire la pelle d’oca, soLo al pensiero della battaglia. Poteva essere una review di Hearn vs Hagler, ma questo match ha avuto una sua storia, un suo perché…

In Italia gli occhi si aprono prima che spunti il sole, e rimangono spalancati fino a che l’incontro non arrivi alla dodicesima campana. Tutte le opinioni, i pronostici, le chiacchiere terminano al primo gong.

La fase di studio la lasciano negli spogliatoi. Prende il comando GGG incitato dalla folla, in delirio. Il Jab è sempre a segno sul volto di Canelo. Nell’ultimo minuto  Alvarez inizia a sganciare bombe. Centra il bersaglio, ma è una pietra: le miniere del Kazakistan lo hanno plasmato. La prima pende verso Golovkin. Che spettacolo!

La massa, messa su dal messicano, non sembra essere di impiccio. Non perde fluidità nei movimenti e porta colpi micidiali. Siamo nel secondo round e nessuno dei due vuole cedere il centro del ring. Questa volta Golovkin, in sordina, concede qualche colpo a Saul. La situazione si infiamma con montanti spettacolari. Il pubblico ha ragione a gridare: Canelo, Canelo… Il secondo round è suo.

Lavora ancora col Jab, Gennady. Si apre un varco per il gancio sinistro, Canelo arretra e risponde colpo su colpo. Ancora Jab, ancora ganci e poi il diretto destro. Sono alle corde: Canelo vuole il corpo a corpo, ma Golovkin lo sposta con un gancio sinistro micidiale. Si infrange su un muro: Canelo saltella, the Show Must Go On. Un montante isolato, ma potente, di Canelo, rivelano un pugile attento ed intelligente. La terza è per triple G.

Stai colpendo alla cinta” sembra dire Golovkin e, sotto il baccano del pubblico, risponde Canelo: “Sono qui ma non mi predi“. Al Jab risponde un Jab, al diretto destro risponde un montante. Il messicano sta facendo il bello ed il cattivo tempo adesso: si appoggia alle corde ed invita il Kazako a colpire. E’ di Alvarez la quarta.

All’angolo Abel Sanchez consiglia a Golovkin di chiudere il match. Ma qua arrivano treni, e questi se la ridono. Ancora GGG col Jab, ancora Canelo con il montante. Non resta un attimo per respirare. Alle corde si scambiano colpi senza che nessuno dei due ceda un millimetro. Eppure si scoprono, lasciano il bersaglio libero. Al quinto round siamo 3-2 per Gennady, e la folla esalta i due.

La cattiveria pugilistica del Killer Kazako, viene fuori nel sesto round (la si potrebbe definire la zona GGG, ndr). Ma il “Rosso” pare abbia allenato la mascella facendosi sparare dai carroarmati dell’esercito messicano. E al gancio sinistro risponde sempre con un montante limpido e continuamente a segno. Non c’è pausa per Golovkin che avanza inesorabile. Ancora un round a suo favore.

Al giro di boa, Canelo accorcia la distanza, prende il centro e porta azioni perfette. Golovkin assorbe, prende fiato, si abbassa e sgancia missili terra aria. Alle corde sembra che uno dei due debba andare a tappeto. Arrivano montanti e ganci che ad un comune mortale gli si staccherebbe la testa. Saltella ancora Alvarez; è incarognito Golovkin.

Pochi secondi ed è: WOW. Il lavoro sopra/sotto chiuso dal solito gancio sinistro di Golovkin fa irrigidire le gambe al messicano. Ma ci vuole ben altro per mandarlo al tappeto. Riprende il passo e a trenta secondi dalla fine un montante destro fa alzare la testa del Kazako. Va via l’ottavo round e la folla grida ancora Triple G, Triple G

Nel nono round partono testa a testa, e si scagliano colpi micidiali, fino a che Golovkin allontana Canelo grazie ad un gancio sinistro da atterramento. Imperterrito Alvarez continua a girare intorno alla furia Kazaka; approfitta di un attimo e fa partire un colpo al mento. Ancora un gancio. Il cuore si ferma per un attimo e poi torna a battere. E’ una guerra.

L’intensità dei colpi e la ferocia fanno sembrare un minuto un’eternità, e tre minuti un attimo. Irma (l’uragano) sembra niente. E’ un istante: arriva il gancio perfetto, e per la prima volta le gambe di Golovkin fanno un movimento strano. Per la prima volta in carriera, pare che Golovkin voglia cedere. Ma è solo un attimo. Nelle braccia ha ancora potenza: e ganci, e jab, e montnati. Se ne può scrivere un intero almanacco.

Penultimo round. Canelo danza sul ring, è fresco come se fosse al secondo minuto. Inferocito, Golovkin, lo insegue. Al Jab risponde ancora un gancio, al gancio risponde ancora un montante. “Colpisci” fa segno Golovkin, e Canelo esegue. Poi ancora “Colpisci”, e ancora Canelo. Sono alle corde, ma Golovkin non riesce a chiudere la preda nel suo angolo preferito. 

Via gli schemi, è l’alba, è l’ultimo round. La signora Alvarez è nel panico più totale. “Il rosso” parte a razzo: combinazioni rapide e potenti. Si lascia colpire Golovkin, poi attacca. Canelo risponde ancora: non c’è più guardia, i colpi arrivano da tutte le parti.

Mancano dieci secondi. Solo dieci secondi e sarà finita. Jab, Jab, gancio, poi ancora Jab, jab e diretto destro. Suona la campana. E’ finita. Entrambi alzano le mani al cielo: hanno vinto. Ma chi ha vinto? Ha vinto Golovkin? Ha vinto Alvarez? Ha vinto De La Hoya?

 

Il match è PARI. Sarà re-match.

I cartellini dicono:

Adelaide Byrd: 118-110 per Saul Alvarez

Dave Moretti: 115-113 per Gennady Golovkin

Don Trella: 114-114

 

Il campione rimane tale (IBF, IBO, WBA, WBC). Lo sfidante una stella. Il pubblico fenomenale. L’incontro vale la nottata.

Le immagini sono state fotografate Live durante l'incontro.
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