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Golovkin è tornato! Rolls subisce un KO devastante

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Gennady “GGG” Golovkin (39-1-1, 35 KO) è tornato sulle scene alla sua maniera, ovvero travolgendo in meno di quattro riprese il malcapitato canadese Steve Rolls (19-1-0, 10 KO), annichilito da un colpo magnifico quanto terribile al Madison Square Garden di New York. Il fenomenale atleta kazako veniva da circa nove mesi di pausa dopo aver ceduto le cinture mondiali dei pesi medi al messicano Saul Alvarez ed era alla sua prima uscita dopo la firma multimilionaria per il colosso televisivo DAZN.

Nonostante gli addetti ai lavori fossero decisamente concordi nel considerare scontato il pronostico di questo match, c’era comunque notevole curiosità in relazione ad alcune risposte che il rientro di Golovkin avrebbe potuto dare. Ci si interrogava sul suo stato di forma a 37 anni compiuti, sulle eventuali innovazioni che il nuovo allenatore Jonathan Banks avrebbe potuto apportare alla sua boxe e su quanta fame fosse rimasta al pugile dopo l’ultima amara sconfitta patita a Las Vegas. Probabilmente i quattro round disputati non sono stati sufficienti per fornirci tutte le risposte desiderate, ma ci hanno comunque detto qualcosa.

Tanto per cominciare, la volontà di GGG di seguire alla lettera le indicazioni del nuovo trainer è apparsa chiara fin dall’avvio. Il grande favorito della vigilia ha infatti sfoderato nella prima ripresa movimenti di tronco e di testa che in passato gli si vedevano fare soltanto di rado. Sembra dunque chiaro che Banks stia cercando di fornire al picchiatore kazako gli strumenti per accorciare la distanza in maniera meno prevedibile, evitando di dare bersaglio fisso al rivale di turno al fine di mandare a vuoto eventuali colpi d’incontro. Ne è venuto fuori un primo round piuttosto accademico in cui i due pugili si sono punzecchiati a suon di jab, senza tuttavia prendersi troppi rischi.

Ispirato dall’incredibile impresa compiuta sabato scorso dal messicano Andy Ruiz Jr, il semisconosciuto Steve Rolls ce l’ha messa tutta per imprimere a sua volta il proprio nome sui libri di storia dello sport. Dopo un round e mezzo dedicato quasi esclusivamente alla difesa e dopo aver incassato alcune pesanti bordate al corpo, il canadese ha infatti lasciato andare le mani evidenziando un’ottima velocità e sorprendendo il più quotato rivale con alcuni colpi pericolosi. In questa fase GGG ha dato la sensazione di dimenticare temporaneamente le direttive dell’angolo per lasciarsi andare allo scambio cruento, subendo più del necessario.

Catechizzato da Jonathan Banks durante il minuto di pausa, Golovkin ha tuttavia ripreso immediatamente il controllo delle operazioni e a partire dall’inizio della terza ripresa non ha più sbagliato assolutamente nulla. Il fuoriclasse kazako ha infatti fatto salire notevolmente il livello di concentrazione registrando la difesa e non concedendo più alcuna chance al suo avversario di rendersi pericoloso. Naturalmente l’ha fatto alla sua maniera, ovvero attaccando senza sosta e alternando con perizia colpi al corpo e al volto in un processo di demolizione controllata che pur nella sua brevità ha offerto ai numerosi spettatori presenti una straordinaria dimostrazione di pugilato con la P maiuscola.

Il pur coraggioso Rolls non ha saputo individuare alcuna contromisura: incapace di trovare bersaglio con le sue repliche, il canadese ha retto finché ha potuto la dura punizione che gli veniva imposta ma ha iniziato a traballare dopo che un sinistro portato quasi dall’alto verso il basso lo ha colpito alla testa scombussolando i suoi centri nervosi. Si tratta di un colpo molto inusuale che però GGG cerca spesso per scardinare guardie apparentemente ermetiche, tavolta con ottimi risultati: nel 2014 fu proprio in questo modo che mise KO il messicano Marco Antonio Rubio. Rolls ha cercato maldestramente di legare ma è stato raggiunto da altri colpi e sospinto alle corde dove un terrificante gancio sinistro alla mandibola lo ha spedito al tappeto senza tanti complimenti. Anche il occasione del bellissimo KO si è visto un marchio di fabbrica del kazako che ha portato avanti il piede destro ritrovandosi quasi in guardia mancina per una frazione di secondo al fine di liberare una traiettoria più ampia per il suo sinistro micidiale.

Nemmeno con un contggio di 60 secondi lo sconfitto sarebbe riuscito a rimettersi in piedi con la lucidità necessaria per continuare: l’arbitro Steve Willis ha decretato lo stop ancor prima di arrivare al fatidico dieci, accorgendosi dello sguardo perso nel vuoto del pugile canadese. Portato in trionfo dal suo nuovo team, Golovkin ha quindi potuto festeggiare il suo ritorno alla vittoria e lo ha fatto con un’espressione raggiante in volto, simile a quella di un ragazzino intento a scartare il regalo di Natale tanto desiderato. Che si senta un ragazzino del resto lo ha confermato lo stesso GGG nell’intervita di rito andata in diretta su DAZN al termine del combattimento. La risposta più interessante ed attesa è stata tuttavia quella sull’avversario che il kazako vuol trovarsi di fronte per il prossimo match, una risposta secca e inequivocabile: “Portatemi Canelo a settembre!”. Non sembrano dunque esserci percorsi alternativi per Gennady Golovkin: nella sua mente c’è un solo nome ed è quello del pugile che lo ha scalzato dal tetto del mondo con un verdetto non condiviso da tutti, circostanza velatamente sottolineata da GGG quando si è definito il “campione della gente”.

Ora la palla passa nel campo di Saul Alvarez: sarà disposto il fuoriclasse messicano a regalare ai fan una terza indimenticabile sfida con il suo principale rivale sportivo già a settembre o preferirà aspettare un po’ di più, concedendosi una difesa meno impegnativa dei propri titoli? Lo scopriremo nel prossimo futuro!

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