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Fury chiude la trilogia con Wilder con un brutale KO dopo brividi e atterramenti!

Si è conclusa col botto l’appassionante trilogia tra Tyson “The Gipsy King” Fury (31-0-1, 22 KO) e Deontay “The Bronze Bomber” Wilder (42-2-1, 41 KO): davanti al folto pubblico della T-Mobile Arena di Las Vegas, Fury ha trionfato per KO all’undicesima ripresa dopo un match pieno di brividi, atterramenti reciproci e colpi di scena, dimostrando una volta per tutte la sua superiorità sul rivale. Al momento dello stop, il campione del mondo in carica della WBC era in vantaggio su tutti e tre i cartellini dei giudici (94 a 92, 95 a 91 e 95 a 92); ora la storica riunificazione totale delle cinture dei pesi massimi appare più vicina.

Ci si aspettava un Tyson Fury arrembante quindi fin dal primo suono del gong e desideroso di ripetere il capolavoro tattico della seconda sfida tra i due, e invece la ripresa d’apertura ha regalato le prime sorprese. Il colosso britannico è infatti apparso piuttosto guardingo e prudente, boxando da attendista, mentre Wilder ha immediatamente cercato di farsi rispettare portando una gran quantità di colpi con molta foga e poca precisione. I primi tre minuti sono stati quindi analoghi a quanto accadde nell’ormai lontano primo match della trilogia, in cui il Bronze Bomber agì nel ruolo di aggressore e Fury in quello di outfighter, ma stavolta i ruoli si sono invertiti piuttosto in fretta.

Fin dalla seconda ripresa il Gipsy King ha iniziato a prendere confidenza col match aprendosi la strada col suo diretto sinistro forte e preciso che la difesa assai approssimativa di Wilder lasciava regolarmente arrivare a bersaglio. Il considerevole gap in termini di qualità tecniche, ben noto alla vigilia, si è dunque palesato in tutta la sua evidenza e ha permesso al pugile di Manchester di gestire i ritmi e di preparare il terreno per il primo fendente da punto esclamativo del combattimento, un destro alla tempia che nel terzo round ha fatto crollare lo sfidante al tappeto. Chi ha seguito il match in diretta avrà senz’altro avuto la classica sensazione del deja vu: la situazione era infatti estremamente simile a quella che abbiamo vissuto nel febbraio del 2020, con Wilder instabile sulle gambe e prossimo a crollare e Fury che lo sballottava per il quadrato senza riuscire a chiudere i giochi.

A differenza della scorsa volta tuttavia, l’americano ha trovato le risorse, nel momento di massima difficoltà, per rimettere tutto in discussione e sfiorare addirittura un clamoroso successo. Mentre il rivale si avvicinava nel tentativo di chiuderlo all’angolo nel corso del quarto round, Wilder ha esploso il suo famigerato diretto destro, autentico marchio di fabbrica, colpendo Fury allo zigomo e facendolo carambolare di lì a poco al tappeto. Un Gipsy King visibilmente scosso è stato contato nuovamente poco dopo, quando si è lasciato cadere dopo un destro giunto tra tempia e nuca, probabilmente con l’intento di recuperare lucidità e rifiatare per qualche altro secondo.

Se Wilder avesse avuto una maggiore coordinazione e una maggiore imprevedibilità nelle sue azioni d’attacco, un ulteriore sprint nella ripresa seguente avrebbe forse potuto condurlo alla vittoria. Invece l’americano ha sprecato molto, non trovando il momento giusto per piazzare altri colpi decisivi e ha dato così modo a Tyson Fury di ristabilirsi e di tornare a tessere la sua tela. E così il Gipsy King, dopo aver fatto buon uso della sua mole sfiancando il rivale nel corso di prolungate fasi di clinch, ha nuovamente pizzicato l’americano alla tempia nel settimo round, rendendolo ancora “groggy” e castigandolo severamente nei minuti seguenti. Da quel momento in poi il match di Wilder è diventato un calvario: il picchiatore di Tuscaloosa non aveva più alcun equilibrio sulle gambe, non riusciva a imprimere potenza nei suoi colpi e soprattutto non trovava modo di sottrarsi agli attacchi un po’ caotici ma incessanti del campione.

Le condizioni del Bronze Bomber apparivano sempre più preoccupanti, tanto che l’arbitro Russell Mora ha iniziato a interpellare il medico di riunione al termine di ogni round, scaricando su di lui la responsabilità di far proseguire un match sempre più impari. Pur essendo in totale controllo infatti, Fury si mostrava ancora fermamente intenzionato a trovare la soluzione prima del limite, obiettivo quasi raggiunto con un’azione sensazionale nel decimo round che ha prodotto un nuovo atterramento: una schivata magistrale sul gancio sinistro di Wilder eseguita con una perfetta flessotorsione del busto a cui ha fatto seguito immediatamente un forte gancio destro al volto. Soltanto il cuore e l’orgoglio hanno permesso all’americano di rialzarsi e di chiudere il round con un’ultima disperata e generosissima sfuriata a due mani.

L’ormai inevitabile epilogo si è concretizzato dunque nell’undicesima tornata, quando l’ennesimo gancio destro del Gipsy King ha impattato ancora una volta sulla martoriata tempia del rivale facendolo crollare pesantemente al suolo e inducendo il signor Mora a porre fine saggiamente alle ostilità senza nemmeno eseguire il conteggio. Fury ha quindi potuto dare il via ai meritati festeggiamenti, esibendosi anche in una simpatica esibizione canora dopo aver rilasciato l’intervista di rito mentre Wilder si dirigeva sconsolato verso gli spogliatoi. La superiorità del pugile di Manchester nell’arco dei tre capitoli di questa saga appassionante è stata piuttosto chiara, per quanto la potenza mostruosa del destro del Bronze Bomber sia stata una costante spada di Damocle sulla sua testa. Anche in questa sfida finale Wilder stava per fare il colpaccio e se quel fendente micidiale nel quarto round fosse arrivato qualche centimetro più in basso, impattando sul mento, probabilmente oggi avremmo un nuovo campione e una nuova classifica. Ad ogni modo, “con i se e con i ma la storia non si fa” e le qualità di Fury unite alle sue fantastiche doti di recupero hanno avuto ragione anche questa volta, consolidando la posizione del Gipsy King al vertice dei pesi massimi attuali. Ora il sogno di tutti noi di avere un unico campione con tutte e quattro le cinture in vita potrebbe essere più vicino a realizzarsi.

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2 comments

  • Greg

    Grandissimo incontro, emozionante dall’inizio alla fine. Finalmente abbiamo un ottimo periodo nella categoria regina.
    Fury è una cosa più unica che rara. Riesce a mantenere i movimenti di Busto e di testa nonostante la mole che oltre a essere gigantesca di suo oggi era ancora più grande dovuta al netto sovrappeso di Fury.

    Fury rispettava le mani pesanti di Wilder ed era particolarmente preoccupato all’inizio cosa dimostrata dalla tattica Klitschko di legare subito dopo aver attaccato e stendersi sull’avversario.

    Altra cosa buona che ha fatto vedere fury è ormai l’arte quasi persa dell’infighting. Si vede che Fury viene dalla Boxe irlandese a mani nude e secondo me l’arbitro li staccava prematuramente anche quando potevano continuare perché avevano le mani libere.

    Non vedo l’ora di vedere Usyk contro Fury. davvero imprevedibile e ad alto tasso tecnico.
    Joshua permettendo ovviamente.

    Adesso wilder che farà? Come lo vedreste un eventuale Joshua Wilder in futuro?

    • Marco Pc

      Condivido il tuo commento. Personalmente sono convinto che Wilder abbia parecchie possibilità di vittoria contro Joshua, che non ha neanche lontanamente la resistenza fisica e soprattutto mentale di Fury. Bisogna vedere però se Wilder vorrà continuare dopo questa batosta. Invece mi piace molto, ma sinceramente faccio molta fatica a pensare che possa battete il Fury attuale.

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