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Liam Williams e Tommy Fury vincono per KO

Nella serata londinese della Copper Box Arena, incentrata sulla sfida tra i pesi massimi Daniel Dubois e Kyotaro Fujimoto, non sono mancati i fuochi d’artificio nel ricco sottoclou. A spiccare è stata soprattutto la vittoria del peso medio gallese Liam “The Machine” Williams (22-2-1, 17 KO) capace di sbarazzarsi in cinque round dell’americano Alantez “SlyAza” Fox (26-2-1, 12 KO). Vittoria lampo invece per il mediomassimo Tommy “TNT” Fury (3-0-0, 2 KO), fratellino del più famoso Tyson, che ha fermato il collaudatore polacco Przemyslaw Binienda (2-27-0, 2 KO) in appena un minuto.

Liam Williams vs Alantez Fox

Da quando è salito dai superwelter ai pesi medi, Liam Williams sembra aver guadagnato esplosività e freschezza atletica. Troppo sacrificato nella categoria inferiore, il gallese si è presentato a questa sfida cruciale per il suo futuro dopo una striscia di cinque successi consecutivi prima del limite, a testimonianza del potere distruttivo dei suoi colpi, per nulla depotenziato dall’aumento di peso.

Il suo rivale, altissimo per la categoria con i suoi 193 centimetri di statura, non è invece mai stato celebre per la sua potenza, ma aveva fama di pugile solido essendo arrivato a sentire l’ultima campana contro il talentuoso Demetrius Andrade, oggi campione WBO, con cui disputò un match dignitoso. Fox aveva anche affermato in conferenza stampa di avere molte altre doti oltre alle misure fisiche e di essere bravo anche nella corta distanza, ma sul ring i fatti non hanno dato ragione alle sue parole.

Nonostante la differenza di altezza Williams ha controllato il combattimento con il suo pesante jab sinistro fin dall’inizio, facendo suo il centro del ring e costringendo l’avversario a indietreggiare verso le corde. Una combinazione utilizzata spesso e volentieri dal gallese è stata quella costituita dal destro di prima intenzione seguito da un immediato diretto sinistro: una sorta di uno-due al contrario che già gli era tornato estremamente utile nel match contro Mark Heffron dello scorso anno e che Fox ha trovato a sua volta indigesto.

L’americano ha offerto davvero poca resistenza, non avendo le capacità difensive per limitare gli assalti del rivale né la potenza necessaria a scuoterlo. Un bel destro in apertura di secondo round, che ha sorpreso un Williams troppo sicuro di sé, è stato l’unico vero squillo di tromba da parte del pugile ospite, per il resto impegnato in una difficile prova di sopravvivenza. The Machine ha aumentato progressivamente i ritmi andando a segno sempre più spesso fino a produrre un atterramento nel corso della quarta ripresa dopo l’ennesima combinazione a segno. Fox si è rialzato, ma da quel momento in poi ha completamente smesso di credere nella vittoria, legando disperatamente al costo di un richiamo ufficiale e prendendo colpi gratuiti a profusione.

Stupisce che il suo angolo non abbia gettato la spugna e che l’arbitro Steve Gray abbia atteso così tanto ad interrompere un confronto che nel corso del quinto round è diventato assolutamente impari e privo del benché minimo senso sportivo. Quando mancava soltanto un secondo alla fine della ripresa, il direttore di gara si è finalmente frapposto tra i due contendenti, a parere di chi vi scrive con almeno un minuto di ritardo. Oltre al Titolo Inter-Continentale WBO, il trionfo è valso a Williams il posizionamento al primo posto nella graduatoria della federazione, il che lo pone ora in rampa di lancio per affrontare il già citato Demetrius Andrade.

Tommy Fury vs Przemyslaw Binienda

Non c’è molto da raccontare invece sulla serata di Tommy Fury, vista la brevità del suo combattimento e la totale inconsistenza del suo avversario. Il polacco Binienda aveva la faccia di chi non vede l’ora di tornare a casa fin dalle presentazioni ufficiali e come ci si poteva attendere leggendo il suo record sconfortante, non è riuscito a mettere a segno neppure l’ombra di un fendente.

Fury ha assalito il malcapitato dirimpettaio subito dopo aver sentito il gong iniziale sommergendolo di colpi e facendolo crollare al suolo per due volte nel giro di una manciata di secondi. Il pugile ospite ha avuto abbastanza dignità da rialzarsi in entrambe le occasioni, ma venendo fatto bersaglio di una nuova raffica è stato fermato senza appello dall’arbitro Jeff Hinds.

Viene spontaneo chiedersi a cosa servano match così squilibrati, decisamente meno allenanti di una banale seduta di sparring in palestra. Il ventenne Tommy Fury, nonostante stia appena muovendo i suoi primi passi nel mondo del pugilato professionistico, ha già un discreto seguito grazie al suo cognome e al suo aspetto fisico, più simile a quello di un modello che a quello di un pugile. Con una famiglia come la sua alle spalle, il sangue del guerriero e i giusti consigli per crescere non gli mancheranno di certo; attendiamo ora sfide più impegnative per comprendere quali siano le sue reali potenzialità.

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