Fury risorge dalle bombe di Wilder. E’ pari

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Dodici riprese di linguacce e gestione mentale, due atterramenti. Il Re dei gitani è tornato al suo posto. Wilder si riconferma bombardiere e lo manda al tappeto. Non c’è nessun vincitore, nessun vinto. Il match clou finisce con un pari. Ci vorrà una rivincita per giocarsi con il “pollo” Joshua. Joyce, Ortiz e Hurd fanno il loro lavoro e accontentano il pubblico Americano.

A luci spente lo Staples Center di Los Angeles è uno spettacolo suggestivo. La luce dei flash suggerisce che il pubblico supera la capienza massima dei ventunomila posti dell’arena che solitamente ospita le partite dei Laker e dei Clippers. Riddick Bowe, Evander Holyfield, Danny Carcia, Gennady Giolovkin e Floyd Mayweather jr sono solo alcuni dei Big che affollano il parterre  e si aggirano a bordo ring. Jimmy Lennon Jr prepara il pubblico al grande spettacolo e infiamma la folla elencando le vittorie dei due sfidanti.

jab di Fury al volto di Wilder

Al primo gong Gypsy King inizia fin da subito con il lavoro mentale invitando Wilder a portare colpi nascondendo i guanti. L’inizio di Bronze Bomber è, invece, insolitamente cauto e attento. Il primo round si chiude con Fury in parziale gestione grazie al lavoro di nervi. Nel secondo round Deontay Wilder lascia da parte il tatticismo e fa prevalere la solita foga che lo contraddistingue aggiudicandosi la ripresa. Nel terzo round Wilder cerca di impostare la ripresa per come aveva terminato la precedente, ma Fury manda a vuoto il maggior numero dei colpi e ritorna a gestire il match. Fury continua a provocare Wilder e mantiene  la gestione anche nel quarto round, disinnescando gli attacchi del padrone di casa, proprio come aveva fatto con Wladimir Klitschko, lavorando continuamente con il jab mantenendo il movimento del tronco costante. Ricky Hatton e Freddie Roach consigliano Tyson di continuare a muoversi e portare il jab. Nel quinto round, come una mantide, Fury continua a tessere la sua tela, e Wilder continua ad impigliarsi nella trama. I colpi del bronzo di Tuscaloosa non  sortiscono effetti, mentre il jab di Fury continua a toccare l’occhio sinistro. Sembra poter continuare ancora per molto a mantenere questo ritmo, il gitano di Manchester che gestisce ancora i nervi del treno Wilder. Dall’altra parte, Deontay lascia capire che non trova la distanza ed è restio nel portare colpi. Il lavoro mentale di Fury sta sortendo i suoi effetti.

Fury si rialza dopo il primo atterramento

Al giro di boa, Fury ha in mano le redini del match e porta ancora a spasso il cicerone. Wilder prova a prendere il centro del ring, poi indietreggia e subito dopo contrattacca portando Fury alle corde, ma questi si libera della morsa ed esce con ottimi ganci al volto. Proprio il volto pare essere il bersaglio preferito dell’inglese. Entrambi i pugili superano i due metri di altezza e preferiscono la lunga distanza. Fury continua a tornare all’angolo esultante, e nei suoi occhi si legge la sicurezza che trasmette anche al secondo. Negli scambi Fury fa assaggiare la forza del suo destro, poi a distanza favorevole stuzzica Wilder mostrandogli il destro e caricandolo alla Roy Jones Jr. Nel nono round Fury provoca in modo eccessivo Wilder dopo un ottimo montante al mento, invitandolo a colpire al nuovamente, e Deontay non se lo fa ripetere due volte. Le bordate del carro armato arrivano all’angolo e stendono Fury per la prima volta in questo match, ma da terra il gigante ha ancora la forza di scherzare. Fury e subito in piedi e, in ripresa, chiude il round provocando ancora Wilder.

Il terzultimo round è quello più bello fatto dal pugile inglese, fino a questo momento. Fury rompe gli indugi e mette da parte il tatticismo. Sente che l’atterramento del round precedente lo abbia penalizzato e porta colpi precisi in mezzo alla guardia. Ad ogni diretto destro a segno sul volto di Wilder, Fury esulta e accende il pubblico americano. La stanchezza affiora nel penultimo round e Fury ritorna nello sfiancate lavoro di gestione su Wilder.

Wilder esulta aper l’atterramento

E’ l’ultimo round, Deontay Wilder sente che per vincere il match deve mandare Fury al tappeto. E’ l’unica soluzione. L’insicurezza domina il pensiero di entrambi. Passano trenta secondi, Wilder trova un gancio destro dopo che Fury era andato a segno con un preciso uno due. Subito dopo l’americano prepara il destro con un jab, carica la bomba e sgancia il missile. L’impatto è devastante. Fury sta andando al tappeto, ma Wilder sente di dover finire l’opera con un secondo colpo. Porta un gancio al mento che accompagna Fury a terra. Tyson Fury sembra essere quasi privo di sensi. E’ finita, Wilder festeggia all’angolo, ma l’arbitro non arriva nemmeno a sette che Fury resuscita letteralmente e mostra di poter combattere nuovamente. Non sono bastati due atterramenti, l’inglese ha vinto ben altre battaglie, e sul suo curriculum non esiste sconfitta da professionista. Nel finale prova il colpaccio e sorprende Wilder con un jab e un gancio al volto che gli fanno tremare le gambe, prendendosi gioco di lui fino alla fine. Wilder torna all’attacco, Fury schiva. Non c’è più tempo, suona l’ultima campana. E’ finita. Ha vinto ancora una volta lo show.

I due arrivano alla lettura dei cartellini con un forte abbraccio e parole di rispetto, cancellando mesi e mesi di provocazioni fuori dal ring. E’ Split decision. Il giudice Phil Edwards ha la meglio sui colleghi, il suo cartellino dice totale parità 113-113, mentre i due si dividono il parere: Alejandro Rochin 115-111 per Wilder; Robert Tapper 114-112 per Fury. I due atterramenti hanno stravolto sicuramente il giudizio dei giuduci, ma Tyson Fury ritrova se stesso e conquista una fetta importante di pubblico.

E’ inevitabile non chiamare in causa la star della categoria Anthony Joshua a fine match. A fare il suo nome è proprio il connazionale Fury che nel siparietto finale urla al pubblico, indicando Wilder:

“E’ lui il miglior peso massimo dopo di me. Io sono il migliore, ho battuto Klitschko…

 

“Pollo” Joshua dove sei? AJ vieni a combattere…”

Jarret Hurd conquista la vittoria numero ventitré e si riconferma campione IBF, IBO e WBA dei super welter. Hurd sistema la pratica Welborn in quattro round, dopo aver subito la foga dell’inglese per due minuti, trovando un montante al corpo micidiale. Atteggiamento difensivo e conservativo ad avvio match per Swift Hurd, e piuttosto aggressivo per l’avversario che ha portato più volte il campione alle corde per scaricare buone serie al volto e alla figura. Al numero uno della categoria è bastato il colpo singolo al secondo minuto della quarta ripresa per mettere al tappeto Jason Welborn: montante alla bocca dello stomaco e via a festeggiare la vittoria. Dopo il verdetto Jermell Charlo sale sul ring a creare scompiglio. Quella con Charlo potrebbe consacrare Hurd come migliore pugile della categoria, dopo aver battuto signori del ring come Erislandy Lara e Austin Trout.

Luis Ortiz in azione su Travis Kauffman

Luis “King Kong” Ortiz sistema Travis Kauffman in dieci round con un KO poco prima della campana conclusiva. Ortiz in precedenza aveva atterrato il trentatreenne pugile di Reading già al sesto e all’ottavo round. L’incontrista cubano, è stato in totale gestione del match per tutti e dieci i round, dopo aver più volte invitato l’avversario a venire avanti ed accendere la sfida ha trovato i due atterramenti con ottimi diretti al mento. A trentanove anni Luis Ortiz dimostra ancora di essere tra i migliori pugili della categoria e di meritare nuovamente una sfida mondiale, magari nuovamente con Wilder.

La valanga Joyce si abbatte su Jersey Joe Hanks. Il pugile americano vede arrivare il gancio sinistro e può solo sperare che non faccia ulteriori danni. Il nuovo campione WBA Continentale, è il potente inglese. Con maggiore qualità difensive può inserirsi nella lista dei pretendenti di lusso dei pesi massimi.

A sorpressa il filippino Mark Anthony Barriga subisce la sua prima sconfitta proprio in occasione del match che lo avrebbe consacrato tra i “piccoli” grandi. La split decision finale premia il co-sfidante messicano Carlos Licona. A ventitré anni, con quattordici incontri vinti su altrettanti match, Licona diventa il campione IBF della categoria di peso minima.

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