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Fury: “Hughie può farcela tanto quanto i primi 5 massimi al mondo”

Il 31 agosto il peso massimo britannico Hughie Fury (23-2-0, 13 KO), cugino del celebre Gipsy King, tornerà sul ring per tentare di scalare il ranking mondiale. Alla O2 Arena di Londra, in undercard della sfida tra Vasiliy Lomachenko e Luke Campbell, il ventiquatrenne affronterà l’ex campione del mondo Alexander Povetkin (34-2-0, 24 KO). Un ostico avversario il russo, scelto come opposizione per il suo primo incontro targato Matchroom Boxing.

In passato l’inglese ha fallito la sfida mondiale contro l’allora campione WBO Joseph Parker (26-2-0, 20 KO) e poi l’eliminatoria IBF contro Kubrat Pulev (27-1-0, 14 KO), entrambe le chance finirono ai punti. Adesso il ragazzo punta di nuovo ai vertici e sia lui che suo padre (e allenatore) credono di poter ambire a tale posizione.

“Sì, può farlo”, ha dichiarato Peter Fury. “Su quel ring può accadere di tutto. Povetkin potrebbe metterlo in difficoltà, ma se Hughie si attiene ai nostri piani, alla nostra strategia, e mette insieme tutto il lavoro a cui si sta dedicando correttamente, tutto andrà bene. 

È una sfida molto grande che gli darà una bella visibilità. Eddie ci ha fornito un elenco di sette avversari e abbiamo detto di volere il migliore. Povetkin ha tanta esperienza, ha affrontato grandi avversari, è un ex campione del mondo, una medaglia d’oro. Credo che Hughie sia pronto ora.

Ha avuto 25 incontri da professionista e questo è il suo momento. Ha già ottenuto molto per la sua età ed è pronto per la vetta. Una vittoria su Povetkin spingerebbe Fury nella rosa dei migliori pesi massimi e lo farebbe notare al mondo. Mettiamola così: per me ha le stesse possibilità di farcela di chiunque tra i primi cinque al mondo”.

In più il fatto che la vittoria di Andy Ruiz su Anthony Joshua abbia sconvolto i piani,  secondo Fury è la prova che l’intera categoria sia aperta:

“Il numero uno dei pesi massimi del momento si ha quando un massimo batte tutti gli altri. Finché non accade, non c’è nessuno al primo posto. È un errore. È quello che la gente pensa, e potrebbe essere corretto, chi sono io per giudicare, ma nessuno è migliore di chiunque altro fino a quando non sale sul ring e vince!”.

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