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Fury: “Hearn parla a vanvera. Miller è l’avversario più in alto in classifica!”

Il contendente imbattuto dei pesi massimi Tyson Fury ha dichiarato che non avrebbe problemi ad affrontare Jarrell Miller in futuro. Il pugile americano, sospeso fino a settembre per aver fallito l’antidoping, era presente al match tra Fury e Schwarz.

Fury dopo aver disatteso le aspettative in termini di numeri di PPV vendute, sta cercando un avversario che possa alzare il suo audince davanti al pubblico americano. Il profilo di Miller sembra adattarsi perfettamente al prototipo dell’avversario ideale per un evento che dovrebbe tenersi tra settembre o ottobre al Madison Square Garden di New York City.

Qualche giorno fa avevamo riportato le dichiarazioni del promoter di Joshua, Eddie Hearn, furioso per l’idea di un incontro tra Fury e Miller. Visto che crede che il pugile americano dopo essere risultato positivo a più di una sostanza proibita e pesante dovrebbe essere allontano per un po’ più di tempo dal pugilato.

Tuttavia Fury su IFL TV ha risposto al promoter: “Non ho alcun interesse per tutto quelle parole di Eddie Hearn, parla a vanvera. Ovvio che lui la vede un’ipotesi negativa, la sua oca d’oro è stata appena sconfitta da un uomo grasso. Deve cercare di screditarmi per farmi sembrare inferiore. 

Non si può credere qualsiasi parola che esca dalla sua bocca, a mio parere non sa nulla del pugilato. Derek Chisora è stato battuto sotto la sua gestione da Agit Kabayel per non essersi neanche allenato. Ha fatto battere Joshua da Andy Ruiz perché si sono fossilizzati sul suo fisico e non hanno studiato invece la sua boxe, questa è la verità.

Sono aperto a combattere con Jarrell Miller, nessun problema, non ho problemi con lui, se ha sentito il bisogno di fare quello che ha fatto, non mi interessa. La mia preoccupazione è il pugilato e la vittoria, Miller è una solo una delle opzioni. Lui è un grande uomo, molto stimato, ha 30 anni ed è ancora imbattuto. È l’avversario più in alto in classifica disponibile ed utile per me. È il numero tre in America, dietro Ruiz e Wilder, ha una buona reputazione presso alcune organizzazioni ed è popolare anche a causa dello scandalo”.

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