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Roach, Garcia e Rozier discutono sul post lockdown: “La boxe sta per cambiare”

La boxe, come qualsiasi sport del mondo, è ferma a causa della pandemia da Covid-19 che non ha risparmiato nessuno. Si discute molto sulla data del possibile rientro ma ancora non si hanno certezze. Tuttavia, mentre i pugili cercano di allenarsi come meglio possono in attesa di scoprire quando potranno finalmente mostrare il loro meglio sul ring, tre famosi trainer, Freddie Roach, Robert Garcia ed Andre Rozier, sul canale Youtube della Matchroom Boxing condotto da Chris Mannix, hanno discusso del lockdown, dell”importanza dello sparring e della possibilità di far combattere i pugili a porte chiuse.

Riguardo il lockdown:

Garcia: “Questa fase è dura perché i pugili combattono per vivere e, senza entrate, devono cercare supporto altrove. A parte alcuni pugili fortunati come Manny Pacquiao e Miguel [Mikey] Garcia, che hanno ottenuto dei grandi introiti, il resto dei pugili andranno incontro a delle difficoltà, soprattutto se questo blocco verrà prolungato per altri quattro o cinque mesi. Saranno nei guai“.

Roach: “Questo virus ha attaccato tutto il mondo, non eravamo preparati e perciò ci sta colpendo duramente. Ha ucciso tutti gli sport. Ho detto ai miei pugili di non farsi cogliere alla sprovvista e di farsi trovare pronti. Devi essere sempre in forma perché quando riceverai una chiamata, non potrai rispondere dicendo di non essere pronto, perché facendo in questo modo non andrà bene con i promoter“.

Rozier: “Mantenere il lavoro cardio è davvero importante. Sei in casa, cosa fai? Guardi la TV e mangi, e alcuni dei miei ragazzi mangiano e mangiano e mangiano. Quindi, sto dicendo loro di fare in modo che continuino i lavori fatti strada facendo e di fare il più possibile. Gli è già stato insegnato tutto in palestra. Fare esercizi, shadow boxe, questo è tutto quello che possono fare in questo momento: devono lavorare. Bisogna farsi trovare praparati quando si tornerà a una ‘nuova normalità'”.

Capitolo sparring:

Garcia: “Ci ho pensato e credo che non possiamo smettere di combattere perché i ragazzi ne hanno bisogno. Penso che adesso siano sufficienti tre giorni alla settimana. Non dobbiamo coinvolgere ragazzi che vengono da fuori, ma delle volte dovrò chiamare il Wild Card per chiedere loro se c’è qualcuno per uno dei miei ragazzi. Non ci sarannno problemi perché i ragazzi vivono, mangiano e si allenano assieme, quindi, non penso che ci influenzerà troppo“.

Rozier: “Lo sparring è l’essenza della pratica. Non sto dicendo che i tuoi ragazzi devono uccidersi a vicenda nello sparring, ma devi formulare i tuoi piani di attacco, il tuo gioco di gambe, il tuo generalship del ring e questo è il modo in cui guadagni la tua esperienza, facendo sparring. Quindi, sarà davvero difficile, l’unica cosa positiva del mio gruppo di ragazzi è che sono così diversi che possono far sparring l’uno con l’altro, non devo chiamare ragazzi dall’esterno”.

Roach: “Un giorno Mike Tyson mi ha chiesto perché avrebbe dovuto fare sparring con tre diversi sparring partner. Lui mi chiedeva di sceglierne uno con cui fare sparring per tutto il giorno. Allora io gli ho risposto che sapeva bene che non era così che funzionava. Ma ha cercato di convincermi! Mike era un personaggio“.

Infine, hanno discusso sul fatto di riprendere a porte chiuse:

Garcia: “La boxe sta per cambiare. Penso che, piaccia o non piaccia, dovrà succedere. Jose Ramirez, ad esempio, mi ha detto che prefereribbe combattere con la presenza dei suoi fan, ma per come stanno andando le cose, dovrà farlo, non c’è nient’altro che possa fare. Non gli piace l’idea ma cos’altro si può fare? I pugili che hanno già realizzato tanto possono pensare di ritirarsi, mentre quelli che sono da lungo tempo in questo sport e non hanno guadagnato grosse somme possono pensare di dedicarsi ad altro. Tuttavia, gli altri dovranno combattere, perché non c’è altro modo di guadagnare denaro. Combattere senza il pubblico che che ti incoraggia non è la stessa cosa ma dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi come gestire questa situazione. Cambierà anche il modo di prepararsi ai match, perché spesso alle sessioni di sparring assistono molte persone“.

Roach: “Gabriel Rosado ha combattuto in un’arena vuota a Phoenix, ed è stato davvero difficile motivarlo a combattere, specialmente dopo che l’arena si era svuotata in seguito al match tra Jacobs e Chavez Jr. Era insolito ma almeno si è esercitato. Per lui è stato molto difficile, ma credo che dovremo abituarci per un po’ di tempo“.

Rozier: “Ne ho parlato con Derevyanchenko. Lui mi ha detto che farà quello che deve fare. I pugili dovranno adeguarsi, non potranno rifiutarsi. Non puoi dire a un promoter che non vuoi combattere perché non c’è il pubblico“.

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