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Cinque atterramenti, tre soli round: Filip Hrgović travolge Marko Radonjić!

Sono bastati tre round conditi dalla bellezza di cinque atterramenti al peso massimo croato Filip Hrgović per avere la meglio sul precedentemente imbattuto pugile montenegrino Marko Radonjić al Worthersee Stadium di Klagenfurt in Austria. Sospinto dai cori indiavolati dei suoi sostenitori, Hrgović ha sbrigato la pratica senza tentennamenti facendo un passo ulteriore verso un’opportunità prestigiosa. Il match era valido per il titolo internazionale IBF dei pesi massimi.

Marko Radonjić poteva essere considerato fino a ieri una vera e propria incognita: sempre vittorioso in 22 incontri da professionista, tutti vinti prima del limite, non aveva però mai affrontato rivali davvero probanti prima di essere catapultato dai suoi manager verso questa sfida da brividi con il potente picchiatore di Zagabria. L’atleta montenegrino ha comunque iniziato il match con buona personalità, muovendosi rapidamente sulle gambe e mostrandosi più propositivo rispetto al grande favorito della vigilia che nei primi tre minuti si è limitato a gestire la distanza mettendo a segno un unico destro degno di nota.

Gli equilibri si sono però rotti in modo drammatico già nella seconda ripresa, quando il caratteristico gancio destro di Hrgović ha impattato tra la tempia e la nuca del rivale facendolo crollare al suolo visibilmente scosso e disorientato. Radonjić si è rialzato con grande fatica, al punto che molti arbitri avrebbero probabilmente sospeso il combattimento senza indugio, e ha provato stoicamente a continuare, ma non ha più recuperato dagli effetti devastanti di quel primo pesante knock down. Il suo equilibrio era ormai precario, la sua lucidità dimezzata ed infatti le successive combinazioni pesanti di Hrgović lo hanno costretto al tappeto altre tre volte prima del fatidico suono della campana.

Capita davvero raramente di assistere a quattro atterramenti nello stesso round senza che il direttore di gara ponga fine alle ostilità, ma il signor Joerg Milke nella circostanza non ha ravvisato gli estremi per decretare il KO tecnico e così i due pugili si sono fronteggiati per un’ulteriore ripresa. Pur riuscendo in qualche modo a limitare i danni rispetto alla terribile frazione precedente, Radonjić ha dovuto incassare altri duri fendenti anche nel terzo round, subendo l’ennesimo conteggio e non riuscendo a proporre nulla di vagamente intimidatorio sul piano offensivo. Vista l’eccessiva disparità delle forze in campo e l’oggettiva impossibilità per il loro pugile di sovvertire l’esito dell’incontro, gli uomini d’angolo dell’atleta montenegrino hanno quindi optato per il ritiro prima dell’inizio della quarta ripresa.

Ordinaria amministrazione dunque per il colosso di Zagabria che continua a sbaragliare un avversario dopo l’altro e a scalare posizioni nelle classifiche mondiali. A impressionare nelle performance di Hrgović, oltre alla potenza mortifera dei suoi colpi, è la tranquillità con cui porta avanti il suo lavoro chirurgico di demolizione. Certo l’agilità e la fluidità dei movimenti non saranno mai i suoi punti di forza, ma del resto con le sue misure fisiche (198 centimetri per 112 chili) sarebbe ingeneroso biasimarlo per questo motivo. Occorrerà vedere se contro avversari di classe mondiale, ancora assenti nel suo record, sarà ancora in grado di far valere i suoi pregi minimizzando gli effetti dei suoi punti deboli.

A Marko Radonjić occorre dar atto di aver fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per ingaggiare battaglia contro un avversario troppo più forte di lui. Il montenegrino ha subito colpi pesantissimi, si è rialzato per cinque volte e sarebbe andato ancora avanti se il suo allenatore non lo avesse saggiamente fermato per risparmiargli una punizione ancora più severa. Ora la sua carriera dovrà necessariamente ripartire da rivali più abbordabili.

 

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