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Vargas tra i Boxing Hall of Famer del Nevada: “Ero in una grande era e ho dato il massimo ogni volta”

Lo scorso mese i membri della Nevada Boxing Hall of Fame hanno tenuto a Las Vegas una conferenza stampa per presentare i nuovi pugili che saranno inseriti nella loro classe nel 2020 e tra i nuovi nomi che si aggiungeranno alla lista di campioni c’è anche quello dell’ex “feroce” superwelter di Oxnard, Fernando Vargas. Un annuncio che ha inorgoglito molto l’ex campione che ha dichiarato in un’intervista recente a BoxingScene.com di essersi sentito onorato di questa scelta.

“Sono rimasto felicemente sorpreso e grato della notizia. Ringrazio sicuramente Dio per tutte le sue benedizioni e sono felice di essere qui. È un onore bellissimo e sono davvero entusiasta”.

Vargas, ormai ora 42enne e residente a Las Vegas, è stato un membro della squadra olimpica degli Stati Uniti nel 1996, da professionista poi è diventato per due volte campione del mondo delle 154 libbre, ha battuto avversari del calibro di Ronald Wright e Ike Quartey e, pur perdendo contro di loro, ha reso la vita difficile a campionissimi come Felix Trinidad, Oscar De La Hoya e Shane Mosley, combattendo con molto onore.

Nel corso dell’intervista, tra le altre cose, gli è stato chiesto dunque, anche di fare un confronto tra la sua era e quella più recente: Ognuno è relativo alla propria generazione. Penso che ci siano ancora grandi combattenti in questa era. Voglio dire, c’è ancora Manny Pacquiao in giro, che iniziato tra l’altro un po’ prima di me. C’è lui e poi Floyd che potrebbero sempre tornare, non si sa mai. Sono grandi campioni”.

La carriera professionistica di Vargas è durata circa dieci anni ed è stato molto amato dal pubblico per il suo spirito, sia nella vittoria che nella sconfitta, da guerriero sul ring, qualità per le quali vorrebbe essere sempre ricordato: “Sono decisamente arrivato in un grande momento nel pugilato e ho combattuto contro avversari davvero validi, che erano davanti a me, come Ike Quartey, Oscar De la Hoya e Felix Trinidad. Erano lì prima di me, ma ero un campione che aveva il cuore e che voleva affrontare i migliori. Quando sei il migliore e sei il campione, vuoi confrontarti con i migliori. Non importa vincere, perdere o pareggiare, si vuole dare il massimo e questo è quello che ho fatto ogni volta.

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