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Eubank Jr batte nettamente DeGale in un match orrendo

Poco fa, presso la O2 Arena di Greenwich, in Inghilterra, il figlio d’arte Chris Eubank Jr (28-2-0, 21 KO) ha avuto la meglio su James “Chunky” DeGale (25-3-1, 15 KO) per decisione unanime dei giudici facendo suo il titolo mondiale dei supermedi della federazione minore IBO. Questi i cartellini ufficiali: 114 – 112, 115 – 112 e 117 – 109, tutti in favore del vincitore.

Dopo una prima ripresa di sostanziale studio, in cui DeGale ha messo a segno i pochissimi colpi degni di nota col suo sinistro di prima intenzione, il primo evento cruciale, destinato a condizionare il proseguo della sfida, ha avuto luogo nel secondo round: un gancio sinistro largo di Eubank ha colto impreparato DeGale facendolo arretrare verso l’angolo dove ulteriori fendenti lo hanno sbilanciato e costretto al conteggio.

Intimorito dalla potenza del rivale, DeGale si è affidato da quel momento in poi ad una strategia puramente ostruzionistica e a dir poco snervante per gli spettatori: dopo ogni singolo colpo portato si tuffava letteralmente in avanti e abbracciava Eubank per impedirgli di replicare. Tale modus operandi ha determinato una sequenza interminabile di clinch favoriti dalla scarsa propensione di Eubank nel trovare contromisure. Il figlio d’arte infatti, usando poco il jab e non facendo opportuni passi indietro per mandare a vuoto gli slanci dell’avversario, si è trovato imbrigliato in un match frustrante e inconcludente ma seppur a tratti e con successo intermittente si è anche dimostrato l’unico dei due atleti sul quadrato intenzionato a proporre del pugilato degno di questo nome.

Semplicemente sconcertante è stata la condotta dell’arbitro Michael Alexander: nonostante la condotta palesemente contraria al regolamento tenuta da DeGale per la quasi totalità del match, non ha mai provveduto a richiamarlo neppure verbalmente per il suo ostruzionismo, lasciando così che l’incontro si trasformasse in una sorta di gara di lotta libera caratterizzata da prolungate fasi di corpo a corpo, colpi sporchi e confusi e inevitabili cori di disapprovazione da parte del pubblico.

Come detto Eubank di tanto in tanto è riuscito a liberarsi dalla morsa delle braccia tentacolari del rivale e in tali frangenti ha messo a segno colpi estremamente efficaci ma non si è dimostrato in possesso del killer instinct necessario per finire l’opera e di conseguenza il match si è protratto per l’intera durata prevista. Un ulteriore acuto Junior è comunque riuscito a farlo registrare: negli ultimi secondi del decimo round una nuova grandinata di colpi ha scosso DeGale al punto da farlo inginocchiare per un attimo. Tanto è bastato a far scattare il secondo conteggio della serata e a scavare un solco ancora più ampio sui cartellini in favore del figlio della grande leggenda.

Il canovaccio tattico non è mutato nelle due riprese finali. Eubank, innervosito dalla condotta antisportiva del rivale, lo ha scaraventato a terra con forza nel corso dell’undicesima tornata beccandosi così un punto di penalità; DeGale dal canto suo ha continuato a evitare lo scontro sfiorando la debacle nel finale di match ma riuscendo con enorme fatica a sentire l’ultima campana. Due dei tre giudici devono decisamente aver preso sonno durante la contesa dato che il loro margine striminzito in favore di Eubank è assolutamente insufficiente al punto da destare più di un sospetto. Decisamente più consono il terzo cartellino che con i suoi 8 punti di distacco ha ben fotografato un match che DeGale ha rinunciato a vincere sin dalle prime difficoltà.

Difficile trarre giudizi troppo netti dopo un match così spezzettato, confuso e caotico. Eubank ha dato la sensazione di portarsi dietro i soliti difetti già evidenziati in passato, dalla staticità sulle gambe, allo scarso e discontinuo uso del jab, alla fragilità caratteriale. D’altro canto per ballare il tango occorre essere in due e questa sera il suo dirimpettaio non voleva saperne di prendere parte allo spettacolo, costringendolo a una doppia fatica. La sensazione è che a Junior manchi qualcosa per essere un vero pugile d’elite, ma di certo la sua fisicità straripante sarà difficile da contenere per tutti. Non si può invece che consigliare il ritiro a James DeGale, pugile dalla discreta carriera che in passato ci ha regalato combattimenti pregevoli ma che oggi appare più che mai l’ombra di sé stesso e che non sembra aver davvero più nulla da dire ai massimi livelli di questo sport.

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