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Un verdetto scandaloso nega la gloria a Chocolatito: i giudici premiano Estrada

Siamo sempre stati cauti nell’esprimerci sui verdetti, nella consapevolezza che ci sia una componente soggettiva che li rende aperti a più interpretazioni. Quanto accaduto all’American Airlines Center di Dallas tra Juan Francisco “El Gallo” Estrada (42-3-0, 28 KO) e Roman “Chocolatito” Gonzalez (50-3-0, 41 KO) tuttavia non può che essere commentato con parole forti, anche e soprattutto per il danno prodotto alla carriera di un fuoriclasse che avrebbe meritato di vedersi accreditata l’ennesima impresa storica. I giudici hanno premiato inspiegabilmente il messicano Estrada per Split Decision permettendogli di riunificare le cinture WBC e WBA (super) dei supermosca con i seguenti cartellini: 115 a 113, 113 a 115 e 117 a 111, quest’ultimo da ufficio inchieste.

Era noto a tutti che avremmo assistito a un match diverso rispetto a quello che questi due piccoli grandi pugili ci regalarono otto anni fa. Nella circostanza infatti Gonzalez seppe far valere il vantaggio di esperienza contro uno sfidante ancora acerbo per quanto estremamente promettente e costringendolo a pedalare all’indietro per buona parte dell’intenso e affascinante combattimento si aggiudicò la posta in palio. Da allora il messicano di Sonora ha però fatto passi da gigante, tanto da presentarsi a questa attesa rivincita vestendo i panni del favorito. Gli anni e le battaglie parevano infatti aver tolto qualcosa alla reattività e ai riflessi del fortissimo Gonzalez che per avere nuovamente la meglio sul rivale avrebbe dovuto compiere un capolavoro.

E capolavoro è stato, a conti fatti. Dopo un primo round di studio in cui Estrada si è fatto preferire per la maggiore attività, Chocolatito ha innestato improvvisamente le marce alte andando ripetutamente a segno con le sue combinazioni di due e tre colpi portate in velocità e in avanzamento. El Gallo ha cercato di muoversi vorticosamente in circolo portando una gran quantità di fendenti di sbarramento, una strategia simile a quella attuata nel lontano 2012, che però proprio come allora non ha dato i suoi frutti e ha esaltato al contrario la strepitosa capacità di Gonzalez di tagliare il ring ed esercitare il pressing. Vedere il nicaraguense avanzare raccolto nella sua guardia caratteristica, passare sotto i colpi e cambiare ripetutamente angoli d’attacco come ai vecchi tempi è stata una gioia per gli occhi.

Consapevole di dover invertire la rotta, Estrada ha iniziato a stazionare a centro ring con maggior frequenza e nel corso della sesta e della settima ripresa è riuscito a dar vita ai suoi momenti migliori. Accettando lo scambio infatti il messicano ha potuto far valere potenza e fisicità, riuscendo a sorprendere un Gonzalez troppo sicuro di sé con alcune bordate al corpo e al volto che avrebbero potuto avere conseguenze temibili se Chocolatito non fosse stato un grande incassatore. Proseguendo su quella strada il match avrebbe certamente preso una piega favorevole a Estrada e così il 33enne di Managua ha tirato fuori il suo coniglio dal cilindro: invece di continuare ad attaccare a tutto spiano rischiando di essere incrociato, ha iniziato a giocare sul tempo mantenendosi sulla media distanza e mettendo in crisi l’avversario col suo dentro-fuori.

Impreparato a fronteggiare tale svolta tattica, El Gallo è parso indeciso sul da farsi e ha ripreso a perdere terreno, tanto che al termine del nono round il suo angolo gli ha addirittura detto che avrebbe avuto bisogno di un KO per aggiudicarsi l’incontro. Nonostante questo appello disperato a farsi valere però, il favorito della vigilia, pur mantenendosi sempre competitivo, non è riuscito a trovare la chiave di volta per annullare il gap tecnico che lo separava dal rivale e ha continuato a subire più di quanto riuscisse a produrre. Se poteva sussistere qualsiasi dubbio sull’identità del vincitore, l’ultima entusiasmante ripresa lo ha spazzato via senza appello: un Gonzalez a dir poco commovente ha imposto lo scambio furibondo dando vita a un finale al cardiopalma in cui è riuscito più volte a scuotere l’avversario portandolo sull’orlo dell’atterramento.

La proclamazione affidata al ring announcer David Diamante doveva dunque essere soltanto una formalità, ma una doccia fredda ha investito Chocolatito e i suoi fan: a fronte di un fin troppo striminzito 115 a 113 in suo favore, sono stati letti infatti due cartellini che lo vedevano perdente e così Estrada ha potuto alzare le braccia al cielo e sollevare le cinture in segno di trionfo. A lasciare particolarmente sconcertati sono stati i sei punti di vantaggio dati al messicano dal giudice Carlos Sucre, un autentico schiaffo al buon senso e al merito sportivo.

Non stupisce che Estrada abbia dichiarato ai microfoni di sentirsi il giusto vincitore dato che le ammissioni di sconfitta nel pugilato professionistico sono più rare delle giornate di sole a Londra. Ammirevole è stato invece assistere all’intervista del pugile trattato ingiustamente che con una serenità e una dignità encomiabili ha esordito con le parole: “È successo quello che doveva succedere”. Laddove altri avrebbero manifestato tutta la loro rabbia, Chocolatito ha preferito dirsi felice per tutto quello che è riuscito a realizzare nella boxe, esprimendo gioia per poter tornare a godere della compagnia della sua famiglia e non sbilanciandosi su eventuali sviluppi futuri di carriera. L’unico sassolino, col sorriso sulle labbra, se l’è tolto rispondendo alla domanda sull’eventuale terzo match: “Ho già vinto i primi due”. Impossibile dargli torto.

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