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Spence è tornato: The Truth batte Garcia come nessuno aveva fatto prima!

Il ritorno sulla scena di Errol “The Truth” Spence Jr (26-0-0, 21 KO) dopo il grave incidente che lo aveva coinvolto poco più di un anno fa è stato travolgente: il campione del mondo WBC e IBF dei pesi welter ha difeso con successo le sue cinture infliggendo allo sfidante Danny “Swift” Garcia (36-3-0, 21 KO) la sconfitta più netta mai subita in carriera. Il verdetto è stato di decisione unanime con i seguenti cartellini: 117 a 111 e due volte 116 a 112, fin troppo benevoli nei confronti dello sconfitto.

Chi si domandava in quale stato psicofisico si trovasse Errol Spence dopo essere scampato alla morte per un soffio e dopo più di un anno di inattività, ha avuto le sue riposte. Ciò che però lascia maggiormente stupiti è che tali risposte siano arrivate già nel corso del primo round del suo match di rientro: quasi a voler dimostrare ai fan e a sé stesso di essere quello di prima, The Truth ha infatti aggredito il rivale fin dal primo suono del gong parandoglisi davanti e lavorando ad alto ritmo senza timore di essere incrociato.

L’inizio garibaldino del campione ha lasciato a Garcia qualche chance di mettere a segno i suoi colpi che però non hanno sortito effetti apprezzabili e soprattutto non hanno arrestato l’incedere del favorito della vigilia. Quest’ultimo infatti nell’arco dei primi tre round ha soffocato il suo avversario con un workrate superlativo, alternando bordate al corpo e al volto senza fare mezzo passo indietro. Soltanto nella seconda metà della quarta ripresa Garcia, notoriamente uno “slow starter”, è riuscito a entrare parzialmente in partita affidandosi soprattutto al diretto destro e ai colpi alla figura, ma il suo si è rivelato ben presto un fuoco di paglia.

Dal quinto round in poi infatti, Errol Spence ha aggiustato la difesa seguendo diligentemente i consigli dell’angolo che gli suggeriva di uscire lateralmente dopo aver portato le sue combinazioni ed è tornato prepotentemente padrone dell’azione. Emblematica è stata l’espressione del volto di Garcia al termine del quinto e del sesto round: la tipica smorfia stupita di chi si trova di fronte un ostacolo molto più duro di quanto si aspettasse. È possibile che “Swift”, così come molti addetti ai lavori avevano teorizzato, sia salito sul ring pensando di affrontare una versione ammorbidita o timorosa di Spence e sia rimasto quindi doppiamente sbalordito al cospetto del talento del campione.

La supremazia di The Truth è dunque proseguita senza intoppi al netto di uno scontro involontario di teste che lo ha lasciato disorientato per un attimo al termine della settima ripresa, senza ulteriori conseguenze. Soltanto dal nono round il detentore delle cinture ha finalmente abbassato i giri del suo motore, conservando saggiamente le energie per il gran finale, nella consapevolezza di aver messo ormai in cantiere un vantaggio rassicurante. Garcia ne ha approfittato per conquistare il centro del ring e mettere a segno i colpi più significativi aggiudicandosi un paio di riprese, senza tuttavia mai dare l’impressione di essere in procinto di capovolgere l’esito della sfida.

Del resto Spence è tornato alla ribalta nei championship round, scatenandosi soprattutto nell’ultimo, disputato a tutta birra. Da parte dello sfidante hanno lasciato un po’ perplessi gli ultimi dieci secondi del combattimento, in cui si è finalmente esibito in un coraggioso scambio a due mani caricando i colpi senza remore: una sfuriata tardiva e isolata che avrebbe dovuto essere preceduta da un maggior numero di tentativi analoghi nel corso del match. Ancora una volta dunque Garcia ha dato la sensazione di essere un pugile troppo calcolatore e conservativo per ambire all’Olimpo della boxe, un limite caratteriale che ha sempre costituito il principale freno alle sue ambizioni di grandezza.

Se dopo le sue battute d’arresto contro Keith Thurman e Shawn Porter aveva polemizzato con la giuria, questa volta Swift non ha avuto nulla da ridire e ha ammesso sportivamente che la vittoria di Spence sia stata ineccepibile. Interrogato su cosa l’abbia maggiormente sorpreso tra le doti del suo avversario, Danny non ha avuto dubbi e ha citato il jab, un autentico grimaldello che gli ha reso estremamente difficile ragionare e trovare il tempo per le sue repliche. Sereno e felice è apparso invece il vincitore, che ha ribadito la bontà della sua decisione di rientrare contro un pugile capace di metterlo alla prova e non ha voluto sbilanciarsi sul futuro affermando di volersi godere la famiglia e un po’ di meritato riposo.

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