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Lara torna campione con forza. Alvarez scaraventato via al 2° round!

Al Minneapolis Armory di Minneapolis, Minnesota, è andato in scena il match tra il campione cubano Erislandy Lara (26-3-3, 15 KO) e il messicano Ramon Alvarez (28-8-3, 16 ko), fratello maggiore di Saul Canelo Alvarez.

L’incontro ha visto solo Lara competere per la cintura WBA Regular [la super è detenuta da Julian Williams, ndr.] dei superwelter, resa vacante da Brian Castaño: Ramon si è presentato sulla bilancia con più di 4 libbre oltre il limite consentito, le 154 libbre, rinunciando da subito alla possibilità di conquista del titolo (QUI l’approfondimento).

Il match ha visto prevalere nettamente il 36enne cubano, che si è sbarazzato di Alvarez per KO tecnico in due soli round, in virtù di un bagaglio tecnico e di esperienza infinitamente superiore a quello dell’avversario.

Ramon non ha opposto la benchè minima resistenza. Nel primo round ha praticamente preso ogni jab e diretto di Lara sul volto, incapace anche solo di proteggere il viso chiudendo una guardia inesistente. Nel secondo si è ripartiti allo stesso modo, salvo assistere ad una sfuriata di Alvarez con colpi prevedibili al corpo che Lara ha assorbito senza grandi problemi. Dopo di che Lara ha subito risposto con una splendida combinazione jab jab diretto diretto jab diretto che ha quasi spedito Ramon fuori dalle corde. Conteggiato, Alvarez è parso da subito scosso. Lara, cavallerescamente, ha posto il guantone, toccato a sua volta dal messicano, per sincerarsi che fosse pronto a ripartire, quindi si è mosso verso un avversario inerme e, una volta alle corde, lo ha centrato con un altro pesante diretto sinistro, concludendo la pratica con una serie a due mani bloccata solo dall’intervento dell’arbitro, che ha così salvato Ramon da una punizione durissima.

Lara veniva dall’ottima prova fornita contro Brian Castaño, (di cui vi avevamo parlato QUI) ed in cui, a giudizio di chi scrive, aveva prevalso, seppur di poco, nonostante il verdetto di parità dica diversamente.

Una storia già vista più volte, nella carriera di Lara: come non ricordare, guarda caso, la controversa decisione che lo vide uscire sconfitto contro Saul Alvarez, in cui un giovane Canelo non sembrò mai trovare la chiave di volta per impensierire seriamente il cubano? Al tempo la mobilità e la sorprendente rapidità di Lara avevano messo in grande difficoltà l’attuale stella della boxe mondiale.

Questa volta non c’è stata proprio storia. Va detto, per onor di cronaca, che siamo distanti anni luce dal talento e dalla classe di Canelo: Ramon non è nemmeno lontanamente accostabile al fratello minore. Non possiede le combinazioni del fratello, men che meno la sua scelta di tempo, la sua mobilità di tronco e quindi la sua capacità di schivare sul posto. È un pugile carente da un punto di vista difensivo, a causa di una guardia pressoché assente, e offensivo: è piantato sulle gambe, poco coordinato, quasi goffo nei movimenti e lentissimo nel portare i colpi, che tende a caricare come se dovesse abbattere un muro.

La carriera di Ramon parla abbastanza chiaramente: sette sconfitte [ora otto, ndr.] e tre pareggi, contro avversari tutt’altro che trascendentali – come un Margarito in età pensionistica – non fanno altro che certificare l’assoluta inconsistenza di un pugile che non aveva alcuna arma da opporre ad un campione come Lara, come ampiamente prevedibile.

Ora per Lara, nuovamente campione WBA, sebbene in versione regular, si parla di una possibile nuova sfida contro Canelo, che avrebbe il sapore di una resa dei conti, a distanza di anni da quel verdetto controverso.

 

 

 

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