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Le elezioni proclamano D’ambrosi nuovo presidente FPI. Clamorosa uscita di Locatelli

Si è svolta ieri presso l’hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino l’assemblea elettiva nazionale della Federazione Pugilistica Italiana, quella che ha permesso di rinnovare, per il quadriennio olimpico 2021/2024, le cariche federali di Presidente, Consiglio e Revisore dei Conti.

Sei da un lato il risutato in ambito presidenziale non ha lasciato spazio a sorprese, premiando il favorito della vigilia Flavio D’ambrosi con l’86% dei consensi contro il 14% di Angelo Musone e proclamandolo il nuovo leader del movimento pugilistico come previsto, dall’altro ha regalato un inaspettato colpo di scena.

Un paio di mesi fa, il maggior concorrente del vicequestore romano, Andrea Locatelli aveva fatto un passo di lato rinunciando alla candidatura da Presidente e passando a quella da Consigliere. Una scelta fatta per favorire un percorso comune che li avrebbe visti supportarsi a vicenda e lavorare insieme alla nuova gestione della FPI. Tuttavia ciò pare non essere accaduto, quanto meno da parte di uno dei due fronti.

Lo spoglio elettorale ha clamorosamente lasciato fuori l’imprenditore di origini livornesi. I membri del Consiglio che sono stati nominati hanno in parte facce conosciute e in parte no. Si confermano il lucano Fabrizio Baldantoni, tra i più suffragati, il siciliano Giancarlo Ottavio Ranno e l’emiliano Sergio Rosa. Tra le novità appaiono due quote rosa, Mariangela Verna e Carlotta Rigatti Luchini, e poi Salvatore Cherchi e Marco Consolati. In quota atleti vengono eletti invece Roberta Bonatti e Antonio De Vitis, anch’egli tra i riconfermati. Tra i rieletti troviamo altresì il maestro Biagio Zurlo in quota tecnici e il dottor Sergio Melai in quella di revisore dei conti.

Con questo quadro oggi si apre ufficialmente il nuovo quadriennio. Auguriamo al presidente e al suo entourage un buon lavoro, ma soprattutto auspichiamo per tutti noi praticanti, appassionati e adetti ai lavori un pugilato italiano migliore di quello già visto finora. La campagna è finita, adesso è il tempo di usare meno parole e passare a più fatti, quelli veri.

 

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