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EBU: De Carolis sul ring contro Richards alla ricerca di un altro guizzo vincente!

Sabato sera la Manchester Arena sarà teatro di un evento da non perdere per gli appassionati italiani di boxe: il nostro portacolori Giovanni De Carolis (28-9-1, 13 KO) si batterà infatti contro il britannico Lerrone “Sniper The Boss” Richards (14-0-0, 3 KO) nell’ambito della riunione organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn. In palio ci sarà il titolo europeo dei supermedi, un riconoscimento che ancora manca al palmares di Giovanni che salirà sul ring dopo una lunga attesa e molteplici cambi di avversario. DAZN trasmetterà l’evento in diretta con collegamento a partire dalle ore 19:00.

Giovanni De Carolis è stato l’ultimo italiano a poter stringere tra le mani una cintura mondiale di una delle quattro federazioni principali: nel 2016 riuscì infatti a mettere KO in Germania l’idolo di casa Vincent Feigenbutz, appropriandosi così del titolo WBA dei supermedi, seppur nella sua versione “regular” (il “super campione” ai tempi era Felix Sturm). Da allora il nostro pugilato di acuti ne ha vissuti pochi, tutti concentrati in ambito continentale, ed è proprio in Europa che De Carolis vuole mettere a segno l’ennesimo colpo in trasferta di una carriera che lo ha visto recarsi spesso e volentieri nella tana del lupo. Inattivo da quasi due anni, anche e soprattutto per cause di forza maggiore, dallo scoppio della pandemia alle enormi difficoltà organizzative di un europeo rimandato di continuo, l’atleta laziale viene da una vittoria sul veterano Khoren Gevor, domato ai punti non senza qualche difficoltà nell’estate del 2019. Piuttosto alto per la categoria, con i suoi 184 centimetri, Giovanni propone sul ring uno stile un po’ atipico, facendo un uso abbastanza limitato dei diretti e affidandosi prevalentemente ai ganci caricati che lo rendono estremamente efficace dalla media distanza.

Il look esibito da Richards in occasione delle sue ultime performance sportive è davvero originale: pantaloncini a strisce gialle e nere, come quelle del corpo di un’ape, e guantoni abbinati, con tanto di ali posticce attaccate ai fianchi. Della regina degli insetti tuttavia il pugile inglese non sembra possedere la capacità di “pungere” il nemico, quantomeno a giudicare dai soli 3 KO messi a segno in 14 match disputati e vinti. L’efficacia non trascendentale dei suoi colpi non deve però spingerci a sottovalutare un atleta che ha altre armi nel suo arsenale e che sa adoperarle molto bene: molto mobile sulle gambe, difficile da inquadrare con la sua guardia mancina e abile nell’azionare il destro di sbarramento con traiettorie sempre diverse, Richards è il classico outfighter che sfrutta molto bene l’ampiezza del quadrato e costringe il rivale di turno a uno sfibrante inseguimento. Particolarmente insidiosi e di difficile lettura sono i suoi montanti destri di prima intenzione che tendono a infilarsi tra i guantoni dell’avversario e altrettanto imprevedibili sono le sue combinazioni di tre colpi, chiuse con il destro per tornare subito in posizione di attesa. Le uniche difficoltà evidenziate dall’inglese fino a oggi sono emerse quando è stato sottoposto alla pressione asfissiante del tenace ma tecnicamente limitato Lennox Clarke contro il quale Richards, pur imponendosi con merito, perse brillantezza nel finale.

Come spesso accade, anche in questo caso i ruoli che i due pugili adotteranno sul ring appaiono già scritti in partenza: a De Carolis spetterà quello dell’aggressore, mentre Richards, come da sua abitudine, cercherà di girare attorno al suo dirimpettaio punzecchiandolo col jab destro e aspettandolo al varco per azionare le sue combinazioni rapide. Tagliare il ring, chiudere gli spazi e imporre il pressing non sono esattamente i principali punti di forza di Giovanni, che predilige un approccio più ragionato e meno guerrafondaio, specialmente nelle fasi iniziali dei suoi combattimenti. Appare quindi probabile che il pugile di casa, finché sarà fresco e pieno di energia, possa avvantaggiarsi nel punteggio con la sua boxe sgusciante, impedendo a De Carolis di imporre la distanza a lui congeniale e di piantare i piedi per dar fuoco alle polveri. Col passare dei round quindi l’aggressività del nostro portacolori dovrà necessariamente crescere al fine di togliere il respiro all’inglese, tenerlo costantemente preoccupato e costringerlo alla battaglia non appena il suo moto perpetuo rallenterà sotto il peso della fatica. A quel punto il match da lineare e pulito potrebbe farsi caotico e vibrante, con i due pugili costretti a stringere i denti per dimostrare la propria volontà di salire salire sul tetto d’Europa. Il miglior De Carolis, quello che qualche anno fa seminava terrore in Germania guastando i piani dei promoter tedeschi, avrebbe avuto buone possibilità di compiere un’altra impresa in trasferta, capovolgendo il match dopo il giro di boa e facendolo suo con un finale in crescendo. I due anni di inattività e la conseguente ruggine potrebbero invece rendere più complesso il compito di convincere una giuria che a Manchester difficilmente gli concederà bonus, ma la nostra sincera speranza è che ciò possa avvenire e che il Giovanni riesca ancora a stupire.

Intervista a Giovanni De Carolis, dalle emozioni in Germania al sogno europeo

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