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Jacob Duran: “Fury non ha truccato i guantoni, non è quel tipo di ragazzo”

A distanza di più di una settimana dal big match tra Deontay Wilder e Tyson Fury andato in scena il 22 febbraio, lo stupore per il modo in cui il Gipsy King è riuscito a travolgere il rivale strappandogli la cintura WBC dei pesi massimi non si placa e sul web iniziano a circolare le prime ipotesi di complotto tra cui quella secondo cui Fury avrebbe truccato i propri guantoni per aumentare l’effetto dei suoi colpi. Tale voce è risultata particolarmente sgradevole al team dell’atleta britannico, al punto che il suo cutman Jacob Duran, ingaggiato appositamente per il grande match, ha deciso di replicare pubblicamente a quella che considera una diffamazione bella e buona. Queste le sue parole rilasciate a Boxing Social:

“Vi dirò come stanno i fatti, la Commissione Atletica dello Stato del Nevada è una delle migliori commissioni al mondo. Custodiscono i guantoni fino a quando arriva il momento di indossarli. Non c’è stata né manipolazione né altro, io ero lì. È soltanto una diceria. Lasciate perdere queste leggende metropolitane e queste voci, non è successo. È per questo che ci sono gli ispettori sul posto: per verificare che ogni cosa si svolga secondo le regole. Nulla di tutto ciò è avvenuto, ma fa comodo parlarne. Sono voci che finiranno con l’affievolirsi, perché non soltanto non sono vere ma non sono neppure vicine ad essere vere. Al massimo possono essere stati i duri colpi con cui ha bersagliato Wilder ad avergli alleggerito i guantoni e naturalmente sto soltanto scherzando, nulla di tutto ciò è avvenuto.

Fury non è quel tipo di ragazzo. Ho lavorato con Emanuel Steward per dodici anni al fianco di Wladimir Klitschko; Sugar Hill Steward segue lo stesso sistema di lavoro e anche Andy Lee segue lo stesso sistema. Ho lavorato con entrambi e nessuno dei due fa certe cose. Sono brave persone, sia sul piano umano che su quello professionale e semplicemente certe cose non le fanno, non ne sentono il bisogno”.

Duran, soprannominato “Stitch” (punto di sutura) per la sua straordinaria abilità nel trattare le peggiori ferite ed assunto da Fury in virtù di quanto gli accadde in occasione del match con Otto Wallin, condizionato da due orribili squarci in prossimità dell’occhio destro, ha probabilmente ragione nel profetizzare un graduale affievolimento di certe teorie su possibili cospirazioni. Del resto dopo ogni grande sorpresa nel pugilato c’è sempre chi, piuttosto che ammettere di aver sbagliato pronostico, preferisce incolpare dell’accaduto trucchi, inganni e accordi sotto banco. Nella circostanza la vittoria di Fury non era certo ritenuta impossibile dagli analisti, ma un suo successo prima del limite tanto dominante quanto quello a cui abbiamo assistito è risultato decisamente inatteso.

Ora che Deontay Wilder ha attivato la clausola di rivincita, con ogni probabilità ci attende un terzo match tra i due giganti da svolgersi in estate: il terzo capitolo di un’appassionante saga che per il momento vede il Gipsy King in vantaggio. Gran parte degli addetti ai lavori, dopo quanto abbiamo visto il 22 febbraio, si aspetterà una nuova affermazione del pittoresco massimo di Manchester che trionfando ancora una volta potrebbe aprirsi la strada verso un derby multimilionario con il connazionale Anthony Joshua. Vedremo se andrà davvero a finire così o se la categoria ci riserverà nuove sorprese.

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