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Dubois “spegne” Fujimoto in due round con un destro devastante!

Ci si aspettava uno spettacolo breve alla Copper Box Arena di Hackley Wick e le attese non sono state tradite: Daniel “Dynamite” Dubois (14-0-0, 13 KO) ha impiegato meno di due round a porre fine alla pratica Kyotaro Fujimoto (21-2-0, 13 KO) e a fare suo il Titolo Silver WBC dei pesi massimi. In palio c’era anche il Titolo Internazionale WBO di categoria, già in possesso del mastodontico atleta inglese.

Che Fujimoto non avesse grosse armi per impensierire l’idolo locale era chiaro fin dalla vigilia e per convincersene bastava esaminare il suo record. Incappato in un durissimo KO al suo sesto match da professionista, il giapponese aveva evitato altre debacle scegliendosi accuratamente gli avversari. Nonostante questo aveva sudato le proverbiali sette camicie per superare in due occasioni il connazionale Nobuhiro Ishida, un ex peso medio ormai quarantenne, salito di 21 chili in otto mesi appositamente per il derby.

Molti temevano addirittura che la sfida si potesse esaurire nel giro di una trentina di secondi, ma Dubois non ha spinto col piede sull’acceleratore in avvio, disputando al contrario un primo round di studio con pochi affondi per lo più evitati da Fujimoto. Quest’ultimo non ha sfigurato nella ripresa iniziale sul piano della difesa, esibendosi in buone schivate e ammortizzando i pochi fendenti subiti con rapidi spostamenti all’indietro, ma la sua produzione offensiva è stata pressoché inesistente.

Non appena l’atleta ospite ha provato a combinare qualcosa che esulasse dalla pura sopravvivenza, il castigo si è abbattuto su di lui: un perfetto diretto sinistro di Dubois lo ha colpito in pieno volto mentre provava a imbastire una fase di attacco nella prima metà del secondo round, facendolo cadere al tappeto. Fujimoto è apparso più sorpreso che scosso, ma l’atterramento è stato soltanto il preludio della fine.

“DDD”, come viene chiamato il giovane massimo inglese in virtù di quella che è l’iniziale del suo nome, del suo cognome e del suo soprannome, ha stretto l’avversario alle corde tempestandolo di colpi, lo ha lasciato apparentemente respirare per qualche secondo e infine gli ha spento le lampadine con un destro devastante alla mascella. Il giapponese è crollato al suolo in maniera talmente rapida che l’arbitro Victor Loughlin non ha neppure iniziato il conteggio, decretando immediatamente la fine delle ostilità. I minuti successivi hanno dato pienamente ragione al direttore di gara dato che Fujimoto è rimasto al tappeto per diverso tempo, circondato dal medico e dal suo staff, prima di essere prudentemente sollevato e messo a sedere sullo sgabello.

Il KO di Dubois si candida prepotentemente al riconoscimento di “KO Of The Year” insieme ad altri colpi spettacolari di questo 2019 come i destri di Deontay Wilder piazzati su Dominic Breazeale e Luis Ortiz o quello di Yuniel Dorticos ai danni di Andrew Tabiti. Il 22enne di Londra ha dunque superato brillantemente l’esame, ma come si è anticipato non si è trattato di un test realmente probante. Il suo promoter Frank Warren, durante la conferenza di presentazione della sfida, ha avuto l’ardire di dichiarare che il suo pugile sia già pronto per sfidare Anthony Joshua, ma al netto delle chiacchiere sa anche lui che un salto di qualità nel livello di opposizione sarà indispensabile per far crescere davvero il ragazzo e renderlo pronto a buttarsi nella mischia ai piani alti della categoria.

Nessuna sorpresa invece da parte di Kyotaro Fujimoto che ha lasciato stupiti unicamente per la sua singolare acconciatura di colore rosso-verde e per la bandiera giapponese disegnata sulla nuca. L’atleta di Tokyo, che per prepararsi al match più importante della sua carriera si era trasferito a Los Angeles vista la carenza di sparring partner adeguati in Giappone, ha dovuto fare i conti con un deficit di talento impossibile da colmare con la sola forza di volontà. La sua esperienza in altri sport di combattimento non gli è servita e le strade per i traguardi prestigiosi, a 33 anni compiuti, appaiono per lui definitivamente sbarrate.

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