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Deontay Wilder VS Bermane Stiverne il 4/11 a New York

Da settimane quando si sente il nome di Deontay Wilder ( 38-0, 37 KO) lo si abbina alle frecciate verbali con Eddie Hearn sull’incontro che il promoter della Matchroom sta cercando di mettere in piedi con Whyte ( 25-1, 16KO); si sa già che il vincitore poi potrà affrontare Anthony Joshua ( 19-0, 19 KO) per la riunificazione delle cinture dei massimi.
Passa quasi in sordina il fatto che Wilder, il 4 novembre al Barclay Center di Brooklyn, affronterà Bermane Stiverne (25-2-1, 21 KO) in quello che è un rematch visto che i due si sono affrontati nel gennaio del 2015 quando Wilder strappò la cintura WBC al pugile di origine haitiane. Stiverne prende il posto di Luis Ortiz ( 27-0, 23 KO), trovato positivo a un controllo antidoping.
Stiverne rimane il pugile più forte battuto ad oggi da “ The Bronze bomber” che nel suo cesto non ha scalpi prestigiosi e per questo il suo record immacolato non impressiona molti addetti ai lavori e tifosi. Stiverne è anche l’unico pugile che ha sentito l’ultima campana, complice una frattura alla mano che tolse potenza a Wilder.
Quella sera Wilder comunque rischiò in alcune occasioni, mettendo in mostra un mento non così granitico, ma alcune cose fanno pendere l’ago della bilancia dalla sua parte: Stiverne ha ora 38 anni ( contro i 31 del rivale), non combatte da due anni e secondo Joe Joyce ( 1-0, 1 KO) che ci ha fatto sparring recentemente “ E’ stato come fare 12 riprese con il sacco!”.
“ Se perdo contro Stiverne, mi ritiro.” e “ Voglio essere il salvatore della divisione dei massimi.” , sono due frasi di un Wilder che ostenta sicurezza e punta Joshua per il 2018.

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