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De La Hoya: “Dopo Belfort voglio Mayweather o Trinidad!”

Oscar De La Hoya tra circa due settimane sta per fare il suo ritorno tra le sedici corde dopo tredici anni di lontanaza dal ring contro l’ex MMA fighter Vitor Belfort e con in testa l’idea di continuare a combattere ancora. Tuttavia i piani sul suo futuro sembrano ridimensionarsi. Difatti il Golden Boy, dopo aver millantato a lungo la sua volontà e soprattutto capacità di poter affrontare persino la superstar messicana Saul “Canelo” Alvarez, adesso ha affermato di aver altri piani per la testa.

“Ho cambiato idea [su Canelo]”, ha dichiarato ai giornalisti durante uno dei suoi allenamenti pubblici di promozione del suo incontro dell’11 settembre. “Non per qualcosa o perché mi metterebbe KO. È solo che ci ho pensato su e in realtà preferirei farne altre due di sfide, se Vitor non mi metterà KO. Magari una entro dicembre e un’altra ancora durante il Cinco De Mayo. Non ho avrei nessuna esitazione: chiamerei Floyd Mayweather o Felix Trinidad. Abbiamo dei conti in sospeso. La rivincita non è mai accaduta, sarebbe fantastico! Dipende tutto da come apparirò [sul ring] e da come mi sentirò. Adesso sto benissimo. Vedrete, la mia velocità e la mia potenza, il mio gioco di gambe, ci sono ancora tutte. Vedremo come me la caverò contro un peso mediomassimo. Avrò un bel po’ da fare. Ma ehi, andiamo!”.

De La Hoya non ha mai digerito le sue sconfitte patite da professionista contro Trinidad prima e Mayweather poi. In entrambi i casi il Golden Boy è sceso dal ring con la convinzione di aver fatto abbastanza per vincere, stessa convinzione dei suoi numerosissimi tifosi che ancora oggi si dicono sdegnati per quei verdetti. Nel cosiddetto “Match del millennio” tra DLH e Trinidad, Oscar adottò una strategia molto conservativa, girando attorno al rivale per buona parte del combattimento e cercando di ridurre al minimo gli scambi, un atteggiamento troppo prudente secondo i giudici che, seppur di stretta misura diedero la vittoria al più aggressivo fighter portoricano, anche in virtù del suo sprint nelle ultime riprese. Contro Floyd Mayweather invece, De La Hoya interpretò il ruolo dell’aggressore e nel corso della prima metà del match diede l’impressione di potersela giocare alla pari col talentuoso rivale o persino di farsi preferire. Anche in questo caso però gli ultimi round di Oscar non furono particolarmente brillanti, tanto che la maggior parte degli esperti, contrariamente ai fan, ritiene che PBF si sia aggiudicato la vittoria con merito.

Comunque la si pensi su quei verdetti, è chiaro che l’intenzione di De La Hoya è quella di prendersi una rivincita personale sui pugili che da pro lo hanno sconfitto in maniera controversa. Ce la farà? E se anche ce la facesse, conterà davvero qualcosa dopo così tanti anni?

De La Hoya contro Canelo: “Perchè no? Ha solo potenza e io ho un buon mento!”

 

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