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Haney batte Abdullaev per KO. Vincono anche Serrano e Hunter

Nella riunione del Madison Square Garden di New York andata in onda su DAZN sono saliti sul ring diversi pugili di livello mondiale. Nel main event della serata, la stella nascente Devin “The Dream” Haney (23-0-0, 15 KO) ha dominato il malcapitato Zaur Abdullaev (11-1-0, 7 KO) costringendolo al ritiro dopo appena quattro riprese. Prima di loro si era messa in evidenza la straordinaria Amanda “The Real Deal” Serrano (37-1-1, 27 KO) che ha avuto la meglio ai punti sulla rivale Heather “The Heat” Hardy (22-1-0, 4 KO) in un match senza storia. Affascinante è stato inoltre il confronto tra pesi massimi emergenti che ha visto Michael “The Bounty” Hunter (18-1-0, 12 KO) imporsi nettamente sul russo Sergey Kuzmin (15-1-0, 11 KO) per decisione unanime dei giudici.

Devin Haney vs Zaur Abdullaev

Nel match più atteso della serata, il talentuoso ventenne americano Devin Haney si è aggiudicato il Titolo ad Interim WBC dei pesi leggeri grazie ad una performance semplicemente perfetta. Il russo Abdullaev, sovrastato dalla velocità fulminante del rivale, non è praticamente mai entrato in partita: i suoi colpi andati a segno si contano sulle dita di una mano, la sua guardia è stata continuamente perforata e le sue iniziative lette e disinnescate con largo anticipo. Colpo dopo colpo Haney ha iniziato a danneggiare visibilmente il volto dell’atleta russo finché al termine della quarta ripresa Abdullaev, tornato all’angolo col naso sanguinante e una sospetta frattura allo zigomo, ha deciso di alzare bandiera bianca per non rischiare danni permanenti. Dopo una sfida talmente impari, vinta senza correre alcun rischio, è difficile trovare appunti da fare al giovane vincitore. Forse la continua ricerca della massima velocità lo porta talvolta a non chiudere tutte le traiettorie, andando a bersaglio con la parte interna del guantone, ma alla sua età si tratta di un difetto di poco conto, soprattutto se paragonato alle innumerevoli qualità lasciate intravedere anche stasera. Interrogato al termine dell’incontro su un’eventuale sfida al fuoriclasse Vasiliy Lomachenko, Haney si è mostrato estremamente spavaldo chiamando ironicamente l’ucraino “No-machenko” e accusandolo di non volerlo affrontare.

Heather Hardy vs Amanda Serrano

La sfida tra le due esponenti del gentil sesso, valida per il mondiale WBO dei pesi piuma, ha rischiato di terminare molto presto. Amanda Serrano, già campionessa in sette categorie di peso ma oggi sfidante, si è infatti resa protagonista di un primo round dominante, aggredendo la rivale e non lasciandole un attimo di respiro. Heather Hardy, celebre per i suoi look appariscenti sfoderati in conferenze e pesature, si è trovata sommersa da una grandinata di colpi restando in difesa passiva per buona parte della ripresa al punto che un eventuale stop arbitrale sarebbe apparso agli occhi di molti pienamente giustificato. Forse per via della convinzione di avere ormai il match in pugno, la Serrano ha abbassato leggermente il ritmo a partire dal secondo round e la Hardy, seppur sofferente e ferita, è riuscita pian piano a recuperare lucidità e a rimettersi in carreggiata. Il resto della contesa è stato comunque contraddistinto dalla netta superiorità della sfidante portoricana che dava la sensazione di digerire con estrema disinvoltura gli sporadici colpi della campionessa, producendo al contrario grandi danni con i propri. Una Hardy eroica, badando principalmente alla propria sopravvivenza ma non disdegnando qualche sortita offensiva, è riuscita quindi nell’impresa di sentire l’ultima campana ma è stata dichiarata giustamente sconfitta dai tre giudici con i seguenti cartellini: 98-91, 98-91, 98-92. Al termine del match, Amanda Serrano ha invocato il nome di Katie Taylor dicendosi pronta ad affrontarla e a batterla.

Michael Hunter vs Sergey Kuzmin

I due “giganti” della serata, impegnati per il Titolo Intercontinentale WBA, non hanno deluso le aspettative dando vita a un match vibrante disputato su ritmi piuttosto alti per la categoria. Hunter ha evidenziato sin dalle primissime battute una velocità nettamente superiore a quella del suo più pesante avversario anticipandolo costantemente e muovendosi sulle gambe per non dargli bersaglio. Kuzmin, intento ad avanzare lentamente andando alla ricerca del singolo colpo risolutore, non ha saputo trovare contromisure alle movenze frenetiche dell’americano, ritrovandosi anche al tappeto a inizio quarto round, incrociato da un superbo gancio sinistro. Il russo ha dato sempre la sensazione di essere pericoloso andando a segno di tanto in tanto con colpi violenti, ma Hunter ha messo in mostra, oltre alla velocità, una mascella molto solida e pur facendosi occasionalmente sorprendere non ha mai realmente rischiato la debacle. Col passare dei round le fasi di corpo a corpo si sono intensificate e persino nel clinch l’americano è riuscito a non soffrire il maggior peso del rivale disimpegnandosi egregiamente. Al termine delle dodici riprese un triplice 117 a 110 ha premiato giustamente Michael Hunter che nell’intervista di rito ha sfidato apertamente Alexander Povetkin invocandolo come suo prossimo avversario.

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