fbpx

Jacobs supera Rosado per un soffio ma la sua prestazione non brilla

Doveva essere poco più di un match di rodaggio quello di Daniel “Miracle Man” Jacobs (37-3-0, 30 KO) contro il veterano Gabriel “King” Rosado (25-13-1, 14 KO) al Seminole Hard Rock Hotel and Casino di Hollywood. E invece il quotato pugile americano si è imposto per il rotto della cuffia con una sottilissima Split Decision decretata dai giudici al termine di un match scialbo e del tutto privo di colpi di scena. Questi i cartellini ufficiali: 113 a 115 per Rosado e due volte 115 a 113 per Jacobs.

Jacobs aveva detto alla vigilia di aver bisogno di una prestazione scintillante per farsi notare ai piani alti e proporsi come sfidante mondiale credibile nella sua nuova categoria di peso, quella dei supermedi. Nelle sue intenzioni, secondo le sue stesse parole, c’era un KO o in alternativa un dominio assoluto di ogni singola ripresa, ma alla prova dei fatti il talentuoso atleta di Brooklyn non è riuscito minimamente a tener fede ai suoi propositi: fin dal primo suono del gong il match è scivolato su binari di assoluto e noioso equilibrio e non si è praticamente mai acceso.

Di dominio nemmeno l’ombra dunque: i due pugili si sono rispettati, forse temuti, per dodici lunghi round senza che nessuno dei due desse fuoco alle polveri. I minuti passavano, ma l’impasse non si sbloccava, con Rosado astuto nel lasciare l’iniziativa al rivale, negandogli il suo caratteristico ruolo di attendista, e Jacobs inspiegabilmente disinteressato a imporre lo scambio serrato nonostante il vantaggio in termini di potenza. La contesa si è svolta per la sua intera durata sulla media distanza, in un gioco di finte, attacchi accennati e poco convinti e spasmodica attenzione dedicata alla difesa a discapito dell’attacco, tanto da sembrare una lunga seduta di sparring tra compagni di palestra piuttosto che un match di livello internazionale.

In circostanze simili stilare i cartellini dev’essere stata un’impresa piuttosto ardua per i giudici dato che la maggioranza delle riprese, vista l’assenza di azione, poteva essere assegnata indifferentemente all’uno o all’altro pugile lanciando in aria una monetina. Diversi round si decidevano negli ultimi dieci secondi, quando spronati dal segnale acustico di fine ripresa i due atleti tentavano quantomeno un affondo conclusivo per strappare furbescamente il punticino, ma sempre senza esporsi troppo al rischio di essere incrociati. Se nella prima metà della sfida Jacobs ha dato la sensazione di farsi lievemente preferire, nella seconda Rosado ha evidenziato un workrate leggermente superiore e di tanto in tanto ha trovato fortuna mirando al bersaglio grosso, ma alla fine delle ostilità non c’era un chiaro trionfatore.

L’unico brivido della serata lo ha regalato il ring announcer Jeremiah Gallegos che in occasione della lettura dei cartellini, riferendosi al vincitore, ha pronunciato per errore le parole “From Philadelphia”, lasciando intendere che la vittoria appartenesse a Rosado, salvo poi correggersi immediatamente dicendo “From Brooklyn” e attribuendo il successo a Jacobs. L’equivoco ha determinato qualche secondo di smarrimento sul quadrato, dato che lo sconfitto era già impegnato ad esultare quando si è accorto del malinteso e ha dovuto fare i conti con la cruda realtà.

Miracle Man ha ammesso di non aver brillato nel corso dell’intervista di rito rilasciata al giornalista di DAZN Chris Mannix dopo la proclamazione. L’americano si è assunto la responsabilità della scialba performance ma ha sottolineato al contempo che l’assenza di pubblico rende l’atmosfera di un match di pugilato un po’ strana e impedisce agli atleti di provare la giusta carica. Essendosi preparato molto bene, si è detto consapevole del fatto che avrebbe dovuto mettere in mostra molto di più, ma ha anche aggiunto di essere rimasto sorpreso per la Split Decision poiché non credeva che il match fosse così in bilico. Ha però riconosciuto che la sua indolenza può aver spinto i giudici a dargli poco credito.

Di diverso avviso è stato invece Gabriel Rosado, persuaso di aver fatto abbastanza per meritare il verdetto. L’atleta di lungo corso, che iniziò la carriera tra i superwelter e che è approdato recentemente nei supermedi dopo un gran numero di battaglie infernali, si è detto certo di aver disinnescato il rivale con il suo jab, di averlo mandato costantemente a vuoto e di averlo incrociato ogni volta che gli si avvicinava. Rosado ha anche sottolineato l’espressione delusa sul volto di Jacobs durante la lettura dei cartellini, segno tangibile a suo dire della consapevolezza di Miracle Man di non aver vinto.

Chi vi scrive ritiene che un pari avrebbe rispecchiato meglio quanto si è visto sul quadrato. Quel che è certo ad ogni modo è che Daniel Jacobs dovrà necessariamente aumentare e di molto il numero di giri del suo motore se vorrà impensierire i grandi nomi delle 168 libbre e puntare con decisione a una nuova cintura iridata.

Jacobs: “É il mio ultimo incontro con DAZN. Non vedo l’ora di dare spettacolo”

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X