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Dalle parole ai fatti: Tyson Fury vs Tom Schwarz

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Sabato notte l’istrionico peso massimo Tyson “Gipsy King” Fury (27-0-1, 19 KO) tornerà ad esprimere il suo talento sul ring dell’MGM Grand di Las Vegas. A fronteggiarlo ci sarà l’imbattuto tedesco Tom Schwarz (24-0-0, 16 KO) ed in palio ci sarà una posizione privilegiata nella classifica ufficiale della WBO, il cui titolo mondiale è attualmente nelle mani del messicano Andy Ruiz Jr.

Tyson Fury: veloce di lingua, veloce di piedi

Tyson Fury

Tyson Fury

Non passa giorno senza che il Gipsy King rilasci qualche dichiarazione ad effetto. Stare al centro dell’attenzione gli piaceva sin dagli inizi, quando si presentava alle conferenze stampa vestito da Batman e non riusciva a tenere a freno la lingua al cospetto di un microfono. Talvolta si è reso protagonista di uscite infelici, come quando ha equiparato omosessualità, aborto e pedofilia; altre volte ha destato ammirazione, come quando ha espresso l’intenzione di destinare ai senzatetto la borsa guadagnata nel match stellare contro Deontay Wilder. La sua imprevedibilità di fronte alle telecamere si conserva quando il gigante di origini irlandesi si esibisce sul quadrato: finte incessanti, gioco di gambe, flessioni sul tronco quasi fosse fatto di gomma, colpi portati da angolazioni inusuali: Fury si è rivelato un rebus a tratti insolubile per qualsiasi avversario affrontato fino ad oggi ed ha tutta l’intenzione di continuare su questa strada. La sua “resurrezione”, che lo ha condotto a riproporsi ai piani alti della categoria dopo essere precipitato nel baratro della depressione, ha del miracoloso ma in un certo senso è coerente con la natura bipolare del soggetto, capace di allenarsi come non mai all’inseguimento del successo e di autodistruggersi subito dopo aver tagliato il sospirato traguardo.

Tom Schwarz: il prototipo della scuola tedesca

Tom Schwarz

Tom Schwarz

Fino a qualche anno fa, finché il pugilato in Germania ha prodotto buoni risultati di pubblico e di titoli, lo stile caratteristico della scuola tedesca era ben noto a tutti gli appassionati: tronco rigido, guardia ermetica, sfuriate improvvise intervallate da fasi prolungate di studio e difesa passiva. Su tale impostazione pugili come Arthur Abraham e Marco Huck hanno costruito buona parte delle proprie fortune mantenendosi a lungo ai vertici mondiali, talvolta agevolati da una gestione manageriale oculata. Tom Schwarz è tornato a proporre al mondo la boxe dei suoi illustri predecessori e lo ha fatto fino ad oggi con buoni risultati, mantenendo il proprio record immacolato e spingendosi fino al secondo posto della classifica WBO. Il suo percorso tuttavia, nonostante il livello modesto degli avversari affrontati, non è stato tutto rose e fiori: il giovane Ilja Mezencev, all’epoca appena ventenne, lo mise al tappeto nel 2015 prima di finire anzitempo la benzina facendosi mettere KO; il modesto Senad Gashi lo scosse più volte un anno fa, venendo provvidenzialmente neutralizzato da una squalifica molto discutibile. Insomma, Schwarz è un pugile scorbutico e arcigno ma manca di classe e fantasia, e ha già palesato limiti importanti.

Il mistero targato WBO

Perché proprio Schwarz? Perché preferire il semisconosciuto tedesco a tanti pugili più noti mediaticamente e più appetibili per il grande pubblico? La risposta potrebbe averla fornita lo stesso Tyson Fury in una delle sue interviste più recenti, quando ha ventilato l’ipotesi, per la verità molto improbabile, che il suo match di sabato diventi valido in extremis per il Titolo Mondiale WBO dei pesi massimi. La cintura in questione è oggi in possesso del paffuto Andy Ruiz Jr, capace di strapparla a sorpresa dalla vita di Anthony Joshua dieci giorni fa, ma non è da escludere che il messicano ne venga privato a tavolino nel prossimo futuro. Ruiz sembra infatti intenzionato a concedere a Joshua una rivincita multimilionaria, ma la scelta potrebbe rivelarsi poco gradita alla federazione WBO, pronta a imporre il proprio sfidante ufficiale e a minacciare la revoca del titolo qualora venisse snobbata in favore del rematch. Al momento Schwarz e Fury occupano le posizioni numero 2 e numero 3 della classifica dell’ente, motivo per cui la loro sfida imminente potrebbe tramutarsi in un lasciapassare succulento verso la cintura, tanto più che Dillian Whyte, primo in graduatoria, sembra intenzionato a prediligere la strada della WBC.

L’angolo del pronostico

Tra i due pugili che saliranno sul ring di Las Vegas sabato notte c’è una notevolissima differenza in termini di talento. Lo stile rigido, canonico e prevedibile di Schwarz sembra fatto apposta per esaltare le qualità di Tyson Fury, abilissimo nel leggere in anticipo le intenzioni del rivale di turno per vanificarne le velleità offensive e mandarlo regolarmente “a farfalle”. La necessità di Fury di testarsi sulla lunga distanza, per migliorare ulteriormente una condizione atletica in costante crescita dopo il rientro, potrebbe spingere l’anglo-irlandese a forzare poco i colpi, limitandosi ad accumulare punti sui cartellini col minimo rischio e ad allenare riflessi e colpo d’occhio in vista di impegni più pericolosi. Tale condotta tattica, già applicata l’estate scorsa contro il nostro Francesco Pianeta, renderebbe assai probabile una conclusione ai punti, verosimilmente con ampi margini in favore di Tyson Fury.

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