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Crawford si impone per KO tecnico al decimo round su un lodevole Porter

Per la prima volta nella sua intera carriera professionistica, Shawn “Showtime” Porter (31-4-1, 17 KO) è stato sconfitto prima del limite: al Mandalay Bay Resort & Casino di Las Vegas, nonostante una performance lodevole che gli ha permesso di tenere a lungo il match in bilico, lo sfidante al titolo WBO dei pesi welter è stato messo al tappeto due volte dal detentore Terence “Bud” Crawford (38-0-0, 29 KO) e fermato dal suo stesso angolo nel decimo round. Al momento dello stop i cartellini erano tutti favorevoli al campione in carica ma con scarti minimi: 87-84, 86-85 e 86-85.

Nessuno è mai riuscito a dominare un match contro Porter e neppure il fortissimo Crawford potrà appuntarsi questa medaglia al petto, avendo dovuto sudare le proverbiali sette camicie per domare il valente avversario e scendere dal ring di Las Vegas con la cintura in vita. Averlo fatto prima della dodicesima ripresa rappresenta però un unicum di cui il fuoriclasse di Omaha potrà andare fiero d’ora in avanti, soprattutto tenendo conto del valore dei pugili che in passato non erano andati oltre la semplice vittoria ai punti, compreso il formidabile campione WBC e IBF di categoria Errol Spence Jr.

Contrariamente alle aspettative di molti, il main event della serata organizzata da Bob Arum e Tom Brown si è aperto nel segno di Porter. Dopo un primo round di studio, in cui lo sfidante si è fatto preferire per la maggiore attività, gli animi si sono infiammati già nelle due riprese successive nel corso delle quali i tentativi di Crawford di controllare la distanza per poi esplodere il suo gancio destro d’incontro sono stati vanificati dalla straordinaria reattività del suo avversario, pronto a partire come un meccanismo a molla ogni volta che vedeva un varco favorevole. Neppure la ferita all’occhio scaturita da una testata involontaria è parsa impensierire l’atleta nato in Ohio i cui successi iniziali hanno visibilmente innervosito Crawford, resosi protagonista di un paio di spinte plateali nel corso della terza ripresa.

Abbiamo dunque dovuto attendere i primi frangenti del quarto round per veder finalmente emergere le qualità del campione che si è scatenato con le sue celebri combinazioni dalla lunga distanza trovando ottimi risultati, ma è tornato ben presto ad abbassare i ritmi senza dare seguito al momento favorevole. Il suo atteggiamento sembrava quasi spazientito: emblematica la fase della quinta ripresa in cui Porter ha potuto lavorare a piacimento contro un avversario statico e chiuso a riccio che lo sfidava a fare del suo meglio nella convinzione di poter poi ribaltare la situazione in qualunque momento.

La condotta troppo pigra da parte di Crawford, contrapposta a quella volitiva di Porter ha fatto sì che i due pugili giungessero alla fase centrale del match con lo sfidante in leggero vantaggio su tutti e tre i cartellini. Il campione ha però operato il necessario cambio di passo a partire dal sesto round, aumentando il suo workrate, trovando la misura con frequenza crescente e dando la netta impressione di aver trovato il bandolo della matassa pur dovendo fare i conti egli stesso con una piccola ferita dovuta a un nuovo scontro di teste.

Proprio quando tutto lasciava presagire una progressiva rimonta di “Bud”, apparentemente destinato a far sue le riprese rimanenti per poi essere riconfermato campione, due bellissimi destri a tutto braccio messi a segno da Shawn Porter nella splendida decima ripresa hanno rimesso tutto in discussione. Crawford, colpito in pieno alla testa, ha perso per un attimo il suo caratteristico aplomb ed è stato costretto ad arretrare, ma è uscito dal momento difficile da vero campione, placando i bollenti spiriti del rivale con una serie di terribili montanti al corpo che hanno reso mansueto lo sfidante per i successivi tre minuti.

Tornato padrone del match, il fuoriclasse di Omaha ha trovato il varco nel decimo round per chiudere la contesa in grande stile: subito dopo aver mandato a vuoto due colpi caricati con rabbia da Porter, lo ha infatti castigato con un meraviglioso montante alla punta del mento che ha provocato il primo knockdown della serata. Lo sfidante si è prontamente rialzato e ha certato con coraggio di restare in partita, ma poco dopo un violento gancio alla tempia con effetto ritardato lo ha fatto nuovamente precipitare al suolo. “Showtime” ha reagito al momento nefasto con la consueta grinta, prendendo a pugni il tappeto del ring e dicendo convintamente all’arbitro Celestino Ruiz di voler continuare a combattere, ma Kenny Porter,  padre e allenatore di Shawn, deve aver visto qualcosa nello sguardo e nella postura del figlio che non lo ha convinto e ha quindi deciso di interrompere il match.

La prova del nove di Terence Crawford nella categoria dei welter è dunque andata a buon fine. Pur vincendo e convincendo in tutti e cinque i precedenti incontri disputati al limite delle 147 libbre, l’americano non aveva ancora affrontato a questo peso un avversario del valore di Porter e averlo battuto con le maniere forti rilancia quindi le sue quotazioni come potenziale numero uno assoluto della categoria. Naturalmente per essere proclamato tale, il pugile di Omaha dovrà necessariamente incrociare i guantoni con l’altro grande nome della divisione, ovvero il connazionale Errol Spence Jr, possessore di due cinture mondiali e anche lui imbattuto. Ora che gli obblighi contrattuali che legavano Crawford alla Top Rank di Bob Arum sono esauriti, forse il big match che tutti attendono con trepidazione potrà finalmente andare in porto.

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