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Crawford vince ma è battaglia vera con Kavaliauskas

Questa notte il Madison Square Garden di New York ha ospitato l’atteso ritorno sul ring di Terence “Bud” Crawford (36-0-0, 27 KO). In una serata di grande boxe, il clou è stato riservato a Bud, che ha affrontato il lituano Egidijus Kavaliauskas (21-1-1, 17 KO) in un match valevole per il titolo mondiale WBO dei pesi welter, detenuto dallo stesso Crawford.

Un match che sulla carta non pareva avere molto da dire, nonostante il curriculum da imbattuto del picchiatore lituano. Così non è stato. Si è visto un confronto vero, a tratti una battaglia dura tra due pugili pronti a tutto, anche a scambiare furiosamente. Per onestà chi scrive crede che metterla sul piano dello scontro sia stata una precisa scelta di Crawford volta a garantire un certo spettacolo al pubblico pagante. Con la qualità che lo contraddistingue, il campione avrebbe potuto tranquillamente giostrare per il ring comportandosi da elusivo, utilizzando maggiormente i diretti ed i suoi continui dentro e fuori, gestendo la distanza come suo solito. Così non è stato, e Bud ha scelto la via più spettacolare, quello dello scontro, dalla media e dalla corta distanza.

Ad ogni modo Kavaliauskas è stato contendente vero e degno di tale sfida, a conferma che il pugilato è una disciplina che non consente distrazioni e sottovalutazione di alcun avversario.

Il match è stato anche una conferma del talento di Crawford, senza ombra di dubbio uno dei top pound for pound odierni, un fighter dall’altissimo QI ma anche dalla tecnica sublime e dalle doti fisiche straordinarie.

Ad una prima ripresa di studio ha fatto seguito una seconda in cui Crawford ha cominciato a spingere col jab e a mettere a segno buoni colpi, con Kavaliauskas comunque pronto a rispondere colpo su colpo. Alla terza quello che non ti aspetti: il lituano mette a segno un gran gancio destro che coglie il campione alla tempia. Crawford appoggia per un istante il ginocchio al tappeto. Parrebbe un knockdown, ma l’arbitro decide per la scivolata, complice la spinta di Kavaliauskas. Il match prosegue con i due a scambiare pesantemente, ed è lampante che Crawford subisca più colpi del solito. Il match è incerto e le tre riprese successive paiono di difficile assegnazione.

Dalla settima comincia però lo show vero, quello di Crawford. Nonostante qualche colpo di troppo, Bud inizia a spingere con più forza e a mettere combinazioni rapidissime, al corpo e al volto. Le braccia saettano e i fendenti sono veloci e precisi. Crawford accetta lo scambio ma è evidente che la qualità dell’azione è diversa. Su un jab di Kavaliauskas, l’americano anticipa con uno splendido gancio destro alla tempia che spedisce il lituano al tappeto. Kavaliauskas si rialza, e nonostante l’assalto di Crawford riesce a giungere a fine round.

Nell’ottava Crawford tenta di chiudere la contesa ma un eccesso di confidenza lo espone ai colpi pesanti del rivale. Giunge così la nona ripresa e con essa la combinazione finale con cui Bud chiude il match, un vero capolavoro: da mancino, gancio sinistro in uscita, gancio destro e diretto sinistro che lasciano il lituano barcollante, cambio di guardia rapidissimo e montante destro a spegnere le luci. Il lituano si rialza ancora ma viene investito dal campione che lo mette nuovamente a sedere. L’arbitro ferma giustamente l’incontro per evitare una punizione troppo severa a Kavaliauskas, apparso frastornato.

Troppa differenza di qualità, sia da un punto di vista tecnico che fisico, eccezion fatta per la mera potenza dei colpi: un epilogo forse scontato, ampiamente previsto da chiunque mastichi anche solo minimamente la materia, e preannunciato da un coro unanime, ma giunto in modi e tempi inattesi.

Crawford vince per TKO al nono round. Queste le dichiarazioni post match: “Ho pensato che dovevo intrattenervi per un po’. Lui è un combattente forte, resistente e ho pensato di dare alla folla qualcosa per cui tifare… Combatterò chiunque. Lo dico da non so quanto tempo. Non sto schivando nessuno dal lato PBC o dalla piattaforma Top Rank. Voglio combattere tutti i migliori.

 

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