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Crawford all’esame Kavaliauskas: test vero o vittoria scontata?

Sabato notte il Madison Square Garden ospiterà una riunione di altissimo livello il cui main event vedrà all’opera il fuoriclasse statunitense Terence “Bud” Crawford (35-0-0, 26 KO) opposto allo sfidante lituano Egidijus “Mean Machine” Kavaliauskas (21-0-1, 17 KO). Il match sarà valido per il Titolo Mondiale WBO dei pesi welter detenuto da Crawford che lo fece suo nel giugno del 2018 strappandolo all’allora detentore Jeff Horn.

Crawford elogia il rivale: sportività o coda di paglia?

Terence Crawford

“Kavaliauskas è un buon pugile. È imbattuto, forte e affamato”. Questa e altre dichiarazioni simili hanno caratterizzato l’avvicinamento di Terence Crawford al match di questo fine settimana. Parole al miele che ci si aspetterebbe di sentir proferire all’allenatore del proprio pugile o a un suo tifoso, non certo al suo avversario designato. La verità è che le ultime sfide che hanno visto protagonista il fenomenale welter statunitense sono state accolte con interesse tiepido da parte degli appassionati per via della poca incertezza dei risultati ed è ora paradossalmente premura del campione stesso convincere i potenziali spettatori a non dare per scontato l’esito finale. Da quando è salito di categoria dopo aver straordinariamente riunificato tutte e quattro le cinture dei superleggeri, Crawford è divenuto vittima della singolare maledizione che spesso ha coinvolto grandi pugili: la troppa facilità nel collezionare successi spinge la gente a domandarsi se non siano gli avversari a non essere all’altezza piuttosto che il vincitore a essere un fenomeno.

Kavaliauskas: la potenza c’è, ma il resto sarà all’altezza?

Egidijus Kavaliauskas

Che il picchiatore lituano faccia male non è materia di opinione: 17 dei 22 avversari affrontati fino ad oggi se ne sono accorti a loro spese venendo messi brutalmente KO. La “macchina malvagia”, come viene soprannominato l’atleta dei paesi baltici, ha tuttavia mostrato anche qualche limite e in almeno due circostanze è stato severamente impegnato da pugili che sulla carta non avrebbero dovuto impensierirlo. La prima volta risale all’ottobre del 2016, quando l’americano di origini filippine Cameron Krael, che all’epoca aveva più sconfitte che vittorie, lo ferì e lo scosse duramente andando vicino ad atterrarlo, arrendendosi poi ai punti di strettissima misura. Il secondo mezzo passo falso è più recente: il 30 marzo di quest’anno Kavaliauskas ha incrociato i guantoni con l’elusivo Ray Robinson per quello che avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni degli organizzatori, un banale collaudo in vista dell’imminente chance titolata. Contrariamente ai pronostici tuttavia l’atleta di Kaunas ha faticato molto a destreggiarsi contro la superiore velocità dello sgusciante rivale ottenendo soltanto un mediocre pareggio ai punti.

L’angolo del pronostico

Terence Crawford è il perfetto esempio di pugile “scientifico”. Se nelle categorie di peso più leggere accettava spesso e volentieri lo scambio selvaggio, come nella memorabile guerra all’arma bianca col cubano Yuriorkis Gamboa, da quando ha visto aumentare la stazza dei suoi rivali l’americano ha smesso di prendersi rischi inutili limitandosi a fare ciò che gli occorre per vincere. Tale condotta prudente naturalmente non gli impedisce di piazzare il colpo duro al momento giusto, ed infatti tutti e tre i pugili affrontati tra i pesi welter sono stati messi fuori combattimento. Se però Kavaliauskas spera di trovare terreno fertile per far valere con continuità il peso specifico dei suoi fendenti, rischia di andare incontro a un’amara sorpresa. Il lituano ha bisogno di un bersaglio statico per mettere in mostra le sue doti poiché la sua carenza di velocità e agilità lo rende un pugile prevedibile, poco adatto a tagliare il ring e a mettere sotto scacco un atleta mobile e fantasioso come il campione. Crawford sfrutterà certamente a pieno questo vantaggio stilistico punzecchiando il rivale a ripetizione e affondando le sue staffilate quando la situazione glielo consentirà. La percezione di chi vi scrive è che Kavaliauskas non abbia una mascella a prova di bomba e che, frustrato dalla boxe di un pugile di talento superiore, finirà per scomporsi incappando nel colpo del KO. Prevedo dunque un trionfo prima del limite per Terence Crawford poco dopo il giro di boa.

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