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Cotto: “Tutto questo non deve avvenire”

Miguel Cotto, ex campione del mondo in quattro categorie di peso differenti,  ha raccomandato a tutte le commissioni statali di boxe e le federazioni di condurre rigorosi esami dopo i combattimenti, in modo che i pugili, i loro staff e loro stesse abbiano una migliore percezione di eventuali infortuni post-combattimento.

Cotto fa il suggerimento sulla scia dei due pugili morti a causa di lesioni riportate durante alcuni incontri: “Il mio parere è che devono creare una sorta di regolamento per aumentare i test medici, come requisito post-combattimento”.

La preoccupazione di Cotto nasce dalla morte di due pugili a fine luglio: il russo Maxim Dadashev e l’argentino Hugo ‘Dinamita’ Santillán.

Il pugile russo è morto il 23 luglio all’età di 28 anni dopo aver subito ferite alla testa da colpi,  che aveva riportato quattro giorni prima nel suo incontro contro il portoricano Subriel Matías. Dadashev è stato ricoverato in ospedale e operato dopo il combattimento, che è stato fermato dal suo angolo solo all’undicesimo round.

Da parte sua, Santillán, 23 anni, è morto due giorni dopo in un ospedale nella provincia di Buenos Aires, dove è stato ricoverato in coma dopo essere svenuto a seguito della sua sfida con l’uruguaiano Eduardo Abreu, proprio durante il verdetto. Santillán dopo essere svenuto sul ring, gli è stato dato ossigeno ed è stato trasferito all’ospedale di San Felipe, dove è stato ricoverato in terapia intensiva, fino al decesso pochi giorni dopo.

Cotto ha continuato: “È difficile pensare a una soluzione.Grazie a Dio che durante la mia carriera le cose sono state fatte come avrebbero dovuto essere fatte.”

L’ex pugile portoricano ha affermato che l’eccessiva perdita di peso può influenzare il risultato sfortunato. Anche lui ha subito, dopo alcuni incontri, fortissime emicranie che lo hanno costretto a delle pause dall’allenamento.

Tuttavia ha concluso la sua intervista dicendo: “È dovere dell’allenatore vedere e capire se il suo pugile ha ricevuto una punizione eccessiva. L’allenatore, è lui che deve essere consapevole di tutto”.

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