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Conceicao batte agevolmente Martinez: merita una nuova chance mondiale!

Dopo la controversa sconfitta ai punti contro il messicano Oscar Valdez, Robson “Nino” Conceicao (17-1-0, 8 KO) è tornato in sella: il brasiliano ha infatti battuto agevolmente ai punti lo statunitense Xavier Martinez (17-1-0, 11 KO) in un’eliminatoria dei pesi superpiuma targata WBC. Il match, svoltosi sulle dieci riprese all’Hard Rock Hotel & Casino di Tulsa sotto l’egida della Top Rank di Bob Arum, si è concluso con un verdetto unanime emesso con i seguenti cartellini: 99 a 91, 100 a 90 e 98 a 92.

Benché i due pugili siano saliti sul ring con lo stesso numero di incontri professionistici, Conceicao aveva dalla sua l’esperienza derivante dai suoi trascorsi dilettantistici, culminati nella medaglia d’oro di Rio 2016, ed era stato già temprato dalla precedente opportunità iridata. Il 10 settembre dello scorso anno infatti, il brasiliano ha sfidato il campione in carica Oscar Valdez venendo superato di strettissima misura ai punti in un match che ha destato negli appassionati e negli addetti ai lavori non poche perplessità. Al di là del verdetto infatti, che ha suscitato opinioni e prese di posizione tra di loro contrastanti, molti sono rimasti scioccati dal lassismo con cui la WBC ha “perdonato” un caso di positività al doping del campione, permettendogli di salire sul ring e conservare la cintura.

Quella sconfitta, ancorché dolorosa e mal digerita, ha però consentito a Conceicao di apprendere moltissimo e di accrescere oltretutto la fiducia nei propri mezzi. Una consapevolezza emersa chiaramente nel corso delle prime riprese della sfida con Martinez, contraddistinte da un ritmo piuttosto alto impresso dal pugile di Salvador de Bahia a cui si contrapponeva un approccio timido e insicuro del suo avversario. Messo in soggezione dall’inizio veemente del rivale, Martinez ha infatti prodotto ben poco per almeno due round e mezzo, limitandosi a curare la difesa e rispondere sporadicamente con fendenti innocui.

A spezzare il ritmo tambureggiante di Conceicao ci ha pensato, in chiusura di terzo round, un bellissimo gancio sinistro del 24enne di Sacramento che si è finalmente scrollato la tensione di dosso riuscendo a far barcollare il suo dirimpettaio per una frazione di secondo. L’accaduto ha tolto al brasiliano un pizzico di ardore, spingendolo a una condotta più accorta e più imperniata sul controllo della distanza, ma l’inerzia del match non gli è mai sfuggita di mano. Martinez infatti, pur riuscendo di tanto in tanto ad andare a segno, non ha mai dato vita al pressing forsennato che gli sarebbe servito per annullare la superiorità tecnica del rivale.

Accontentandosi di giocarsela sul piano della boxe pura, in una sfida basata sulla scelta di tempo e disputata quasi interamente dalla media e dalla lunga distanza, Martinez si è dunque autocondannato alla debacle, non avendo né i mezzi tecnici né le giuste misure antropometriche per contrastare Conceicao su quel terreno. I minuti sono quindi trascorsi senza grandi colpi scena, col brasiliano che scavava un divario sempre più consistente sui cartellini. Se nel nono round Martinez ha dato l’impressione di poter tentare un ultimo disperato assalto finale, nel decimo la sua azione si è nuovamente inabissata nell’inconcludenza, anche per merito dell’attenta fase difensiva del suo abile avversario, pronto anche a legare con perizia per non correre rischi nel corpo a corpo.

Nessun dubbio dunque per quanto concerne il verdetto: chi vi scrive aveva margini leggermente meno ampi rispetto a quelli dei giudici, ma l’identità del vincitore poteva essere una sola e il braccio di Robson Conceicao è stato giustamente alzato verso il cielo. Come già era emerso nella parte precedente della sua carriera, il brasiliano agisce meglio da incontrista, potendo disporre di ottimi colpi dritti, buona mobilità di gambe e considerevole tempismo. Convince meno quando invece cerca di prendere l’iniziativa, poiché in quei frangenti perde spesso la coordinazione ritrovandosi scoperto e rischiando di essere incrociato. La sua netta vittoria sul precedentemente imbattuto pugile americano dovrebbe comunque garantirgli una nuova chance mondiale in tempi brevi.

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