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Ennesima figuraccia per Chavez Jr: il 46enne Anderson Silva si impone ai punti!

Il figlio d’arte Julio Cesar Chavez Jr (52-6-1, 34 KO) continua a gettare fango sulla propria carriera, che un tempo lo aveva visto competere a ottimi livelli, mettendo in fila un fiasco dopo l’altro. Stavolta la figuraccia è arrivata per mano dell’ex lottatore di MMA Anderson “Spider” Silva (2-1-0, 1 KO) che nonostante i suoi 46 anni ha vinto buona parte degli otto round disputati all’Estadio Jalisco di Guadalajara ed è stato proclamato vincitore dai giudici con un verdetto di Split Decision che avrebbe dovuto essere unanime.

Che Chavez si sarebbe presentato sul ring in condizioni quantomeno “discutibili” era già preventivabile dopo le operazioni di pesatura in cui aveva fatto registrare un chilo in eccesso rispetto al limite concordato in sede di contratto, venendo conseguentemente multato. La scarsissima serietà con cui questo match improbabile è stato preparato dal messicano è stata poi confermata dopo il primo sono del gong, quando un Chavez appesantito, goffo e poco coordinato ha iniziato a mettere in mostra un pugilato semplicemente indecoroso.

I primi sei minuti sono scivolati via nella noia più totale, senza che nessuno dei due pugili facesse alcunché di significativo, dopodiché Silva, nel corso della terza ripresa, ha iniziato a provocare platealmente il rivale, fermandosi all’angolo, abbassando la guardia e invitandolo ripetutamente a colpire. Il messicano tuttavia ne ha approfittato poco e male, portando esclusivamente colpi lenti e telefonati senza l’ombra dell’incisività che un tempo caratterizzava i suoi fendenti.

Silva, che in passato aveva disputato appena due match nel pugilato professionistico, uno perso rovinosamente nel lontano 1998 e uno vinto nel 2005, si è dunque reso conto di aver ben poco da temere e a partire dalla quarta ripresa ha preso saldamente in mano l’iniziativa e con essa le redini del match. I rapidi colpi del brasiliano non davano l’impressione di essere particolarmente potenti, ma risultavano comunque di gran lunga preferibili rispetto al nulla offerto da Chavez, immobile per larghi tratti e costretto a fare i conti con una respirazione affannosa nonostante i ritmi blandi del combattimento.

L’ex superstar delle arti marziali miste ha dunque fatto il bello e il cattivo tempo, colpendo da varie angolazioni e facendo apparire sul volto del rivale diverse escoriazioni oltre a un taglio in prossimità dell’occhio destro. Pur perdendo gradualmente terreno, Chavez non ha mai dato la sensazione di voler reagire, limitandosi a sporadici montanti indirizzati al corpo che il più delle volte impattavano contro le braccia di Silva senza alcuna conseguenza tangibile per il brasiliano. Al termine dell’ottava e ultima ripresa, entrambi gli atleti hanno alzato le braccia al cielo in segno di trionfo per quanto fosse evidente a chiunque abbia dimestichezza con i meccanismi di valutazione del pugilato che a meritare il verdetto fosse il 46enne nato a Sao Paulo.

Grande festa dopo la lettura dei cartellini per il team di Anderson Silva che si è tolto indubbiamente una bella soddisfazione. Occorre augurarsi tuttavia che il brasiliano non si illuda con questo successo di potersi costruire una seconda carriera nel pugilato, poiché in questa circostanza è stato agevolato dalle condizioni di forma pietose del suo avversario ma contro pugili di buona caratura rischierebbe seriamente di rimetterci la salute. Inspiegabile invece l’accanimento di Chavez Jr nello screditare il proprio nome: il messicano era stato protagonista un decennio fa di un percorso più che dignitoso che lo aveva portato a conquistare il mondiale WBC dei pesi medi e a difenderlo più volte con successo prima di essere detronizzato dall’argentino Sergio Martinez in un match caratterizzato da un drammatico finale al cardiopalma. Da allora Chavez ha smarrito completamente la bussola e dopo l’ennesima brutta figura farebbe bene a contemplare l’ipotesi di appendere i guantoni al chiodo.

Nella stessa riunione, anche il fratello di Chavez Jr, Omar Chavez, ha perso ai punti il suo terzo match contro Ramon Alvarez (fratello di Canelo). Si può dunque affermare che, paradossalmente, il leggendario Julio Cesar Chavez, nonostante stia per compiere 59 anni, abbia fatto più bella figura rispetto ai figli mettendo in mostra un fisico ancora invidiabile e dando spettacolo nella sua esibizione disputata coi caschetti protettivi contro Hector Camacho Jr.

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