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Charlo torna Campione: ma che battaglia con Harrison!

Nella nottata appena trascorsa si sono sfidati nuovamente, sul ring della Toyota Arena di Ontario, California, Tony Harrison (28-3-0, 21 KO), detentore della cintura WBC dei pesi superwelter, e Jermell Charlo (33-1-0, 17 KO), a cui lo stesso Harrison aveva tolto la cintura in un match incerto e combattuto, che aveva generato non poche polemiche a causa di un verdetto apparso a molti ingiusto.

A distanza di un anno esatto da quel primo incontro, che aveva scombinato i piani di Jermell oltre che sparigliato le carte in una categoria ipercompetitiva come quella dei superwelter, i due si sono ripresentati sul quadrato e hanno dato vita ad un confronto duro che ha visto prevalere Jermell dopo undici round di grande boxe.

I contendenti sono partiti subito forte. Harrison da subito comincia ad imporre il suo ottimo jab di sbarramento, capace di frenare l’avanzata del gemello e costringerlo ad una condotta più accorta. Charlo dal canto suo è apparso concentrato e reattivo, sebbene poco preciso. Ha iniziato a lavorare bene al corpo, cercando di alternare l’azione con la ricerca del bersaglio al volto. Poi un bel uno due jab diretto di Harrison nel secondo sembra far perdere il controllo a Jermell, che si avventa con inutili e telefonati ganci larghi su Tony. Sul finire della ripresa Charlo pare ricomporsi ed ecco quello che non ti aspetteresti:  Harrison tenta la sortita e indugia dalla corta, Charlo si chiude e lascia partire un gancio sinistro poderoso che impatta sulla mascella  e manda Harrison al tappeto. Il campione si rialza e riesce a giungere al suono della campanella.

Alla ripartenza, Charlo è subito aggressivo e cerca la corta distanza, da cui può annullare il jab del campione.  Harrison appare inizialmente un po’ in difficoltà, ancora frastornato dal precedente atterramento.

Poi, col seguire dei round, si ricompone ed inizia nuovamente a lavorare col jab. Per vie interne Harrison è sempre efficace e i diretti precisi e rapidi, alternati con ganci al corpo a loro volta precisi. L’azione di Harrison si fa più aggressiva e ora è lui a condurre il match, con Charlo a muoversi lungo le corde. Jermell è sempre pericoloso, e col gancio sinistro riesce a mettere in difficoltà il rivale.

I due si scambiano colpo su colpo in un incontro davvero combattuto. I diretti destri di Harrison sono sempre di ottima fattura: tuttavia al campione manca un po’ di potenza e Charlo riesce ad assorbirli senza particolari problemi. Col proseguire dei round viene fuori la maggior pulizia, precisione e perizia tecnica di Tony, uno degli ultimi protetti di Emanuel Steward, storico ed indimenticato trainer, tra gli altri, di Lennox Lewis: i risultati sono visibili e davanti agli occhi di tutti.

L’abilità con cui Harrison mette a segno i suoi colpi  e sporca quelli di Jermell fa si che il campione si aggiudichi round su round. Harrison riesce ad essere efficace anche dalla corta.

Charlo è comunque vivo e lucido. Dotato di grande fisicità, il gemello è rapido e reattivo, e con un singolo colpo è in grado di mandare al tappeto chiunque.  E infatti è proprio quello che succede. In un match che Harrison controlla con grande sicurezza, una singola distrazione costa cara al campione: accorcia ma lascia il destro a protezione leggermente basso e Jermell lo colpisce con un altro pesante gancio sinistro al volto. Harrison finisce al tappeto, e questa volta appare decisamente in difficoltà. Si rialza, ma Charlo si avventa nuovamente su di lui e Tony finisce nuovamente al tappeto dopo una lunga serie a due mani conclusa da  montante sinistro e gancio destro.

Harrison si alza di nuovo ma non accenna ad una benché minima reazione e non appena Jermell comincia a colpirlo nuovamente l’arbitro ferma l’incontro. Vince Jermell Charlo per TKO alla undicesima ripresa ed è campione del mondo WBC dei pesi superwelter per la seconda volta.

Ennesimo paradosso di una disciplina che sa essere a volte crudele come nessun’altra: in una sfida in cui Harrison ha mostrato inequivocabilmente superiori qualità tecniche, che stava vincendo senza dubbio in modo ben più convincente del primo confronto nonostante l’atterramento alla seconda ripresa, è bastata una minima distrazione per cambiare le sorti dell’incontro.

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