fbpx

Charlo nega a Derevyanchenko il sogno mondiale: vittoria ai punti per Hit Man

Non c’è due senza tre dice il proverbio. E infatti il terzo tentativo iridato di Sergiy “The Technician” Derevyanchenko (13-3-0, 10 KO) si è concluso pressappoco come i primi due, con una sconfitta ai punti dopo un match cruento, emozionante ed equilibrato. A negargli il sogno mondiale questa volta è stato Jermall “Hit Man” Charlo (31-0-0, 22 KO) che al Mohegan Sun Casino di Uncasville ha conservato la sua cintura WBC dei pesi medi per decisione unanime dei giudici. Questi i cartellini ufficiali, decisamente troppo larghi rispetto al reale andamento della sfida: 116 – 112, 118 – 110 e 117 – 111.

Ci si aspettava una sfida esplosiva e le attese non sono andate tradite benché il pubblico amante degli scambi mozzafiato abbia dovuto attendere un paio di round prima che i due pugili si lasciassero andare abbandonando la fisiologica prudenza iniziale. Le prime schermaglie hanno infatti visto entrambi gli atleti piuttosto coperti e attenti a non commettere passi falsi, con il campione che azionava a ripetizione il suo jab sfruttando il maggiore allungo e lo sfidante che provava di tanto in tanto a piazzare combinazioni rapide senza forzare.

In sede di presentazione vi avevamo anticipato che una possibile chiave della sfida sarebbe stata la capacità di Charlo di far sentire i suoi colpi al rivale al fine di renderlo meno baldanzoso. Una prima risposta in questo senso l’americano l’ha data già nel corso della terza ripresa, quando con un gancio destro alla tempia, lo stesso colpo con cui Jacobs e Golovkin avevano messo l’ucraino al tappeto, ha scosso visibilmente Derevyanchenko, pur senza riuscire ad atterrarlo. Lo sfidante ha fatto buon viso a cattivo gioco restando concentrato e rientrando rapidamente in carreggiata, ma non c’è dubbio che l’episodio abbia avuto il suo peso sul piano psicologico nel proseguo della sfida.

La fase migliore di Derevyanchenko si è articolata tra il quinto e il sesto round, quando The Technician, lasciandosi alle spalle ogni timore reverenziale, è finalmente riuscito a dare continuità alle fasi di scambio ravvicinato mettendo in difficoltà il rivale col suo ritmo e col suo pressing asfissiante. In questi frangenti Hit Man si è rivelato un po’ impacciato nel gestire il corpo a corpo e ha lasciato ingenuamente qualche varco di troppo in difesa, ma nello stesso tempo ha messo in luce il proprio vantaggio in termini di efficacia dei colpi. Al termine di due riprese chiaramente favorevoli all’ucraino infatti, era proprio Derevyanchenko a mostrare chiaramente sul volto i segni della lotta.

Proprio come un predatore che si avventa sulla preda ferita dopo aver avvertito l’odore del sangue, Charlo ha prontamente approfittato della tangibile preoccupazione dello sfidante per la ferita apertasi in prossimità del suo occhio destro. L’americano ha dunque alzato i ritmi dominando la scena nel settimo e nel nono round e trovando il modo di vincere anche l’ottavo, in cui Derevyanchenko si stava ben comportando, facendo nuovamente sbandare il rivale poco prima della campana. L’incontro a questo punto sembrava volgere irreparabilmente in favore del campione, anche e soprattutto in virtù del volto sempre più tumefatto del suo avversario, ma il cuore del generoso fighter nato in Crimea non era ancora stato domato.

Derevyanchenko si è reso infatti protagonista di un tentativo commovente di ribaltare la situazione nel corso della decima e dell’undicesima ripresa, quando pur con una visuale ormai ridotta a due fessure e a un viso “da film di Rocky” ha coraggiosamente cercato di attaccare, riuscendo persino a ricavarne parziali successi. Il contemporaneo calo del campione, probabilmente adagiatosi sugli allori dopo la fase precedente, ha permesso quindi a The Technician di rimettere tutto in discussione e di affacciarsi all’ultima ripresa in un clima di incertezza. Proprio l’ultimo round ha ribadito però con fermezza quanto si era visto nell’arco dei precedenti undici: alla generosità inesauribile di Derevyanchenko si è contrapposta la maggiore efficacia di Charlo, nuovamente protagonista dei fendenti più duri, violenti e significativi.

La vittoria del campione dunque, pur nell’ambito di un sostanziale equilibrio, è apparsa legittima, per quanto interpretazioni differenti possano considerarsi comunque ragionevoli. Ciò che invece di ragionevole ha davvero poco sono i cartellini dei giudici David Sutherland e Steve Weisfeld che dando rispettivamente a Charlo otto e sei punti di vantaggio non hanno reso un buon servizio al nostro sport. Col loro operato fazioso questi signori hanno dato ragione a quanti alla vigilia di questo match sostenevano che Derevyanchenko in caso di finale ai punti sarebbe stato condannato a prescindere dalla sua performance.

Jermall Charlo si è dunque rivelato un peso medio di grande livello avendo battuto per la prima volta da quando ha fatto il suo ingresso nelle 160 libbre un avversario di vertice. Lo ha fatto evidenziando pregi importanti, specialmente nel campo della potenza e della boxe dalla lunga e media distanza e nello stesso tempo potrà fare tesoro delle difficoltà riscontrate per aggiungere ulteriori armi al suo arsenale. Con Saul Alvarez apparentemente destinato a stabilizzarsi tra i supermedi, Hit Man sembra dunque possedere le qualità necessarie per giocarsi la vetta di quella che molti considerano la più nobile e spettacolare delle categorie di peso.

Dal canto suo Derevyanchenko merita elogi e apprezzamenti per l’ennesima prova da guerriero indomabile offerta al grande pubblico. Innumerevoli pugili molto inferiori all’ucraino nel corso degli ultimi decenni sono diventati campioni di sigla; lui ha avuto la sfortuna di trovarsi di fronte avversari durissimi in occasione di tutte e tre le sue grandi chance e alla fine è rimasto con un pugno di mosche in mano nonostante le splendide battaglie che ha saputo regalarci. Non c’è dubbio che The Technician possa riprovarci ancora, e magari fare centro al quarto tentativo, ma dopo aver terminato il secondo match consecutivo con il volto letteralmente martoriato, una riflessione sull’opportunità di continuare oltre i 35 anni per un pugile dotato di uno stile tanto logorante potrebbe rivelarsi opportuna.

Condividi su:
  • 312
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X