fbpx

Castaño-Lara: è pari! Il cubano sfiora il titolo

Sono passate poche ore dal match che ha visto fronteggiarsi il cubano Erislandy Lara (25-3-2, 14 ko) e il giovane argentino Brian Castaño (15-0-0, 11 ko). L’incontro, valevole per la cintura regular WBA dei superwelter, non ha tradito le attese: un confronto di stili affascinante, tra uno dei migliori boxer usciti da Cuba, col suo stile elusivo fatto di continui spostamenti e uno due jab diretto, e l’emergente argentino, pugile dotato di uno stile aggressivo e tecnico, capace di generare un volume di colpi elevatissimo.

Un confronto anche motivazionale: da un lato il talento di Buenos Aires a cercare la definitiva consacrazione, dopo i grandi match disputati contro Michel Soro e Cedric Vitu, dall’altro Lara, con i suoi 35 anni, a sbarrare la strada al pugile emergente e a cercare di dimostrare di essere ancora padrone del ring, dopo la sconfitta – per altro giunta dopo una battaglia durissima e secondo alcuni immeritata – contro Jarrett Hurd.

Al Barclay Center di Brooklyn, New York, è andato in scena un match combattuto. I due pugili non si sono risparmiati e hanno dato vita ad un incontro incerto, fatto di round di difficile assegnazione, grande equilibrio e una continua alternanza di momenti favorevoli all’uno o all’altro.

Come previsto, a prendere il centro del ring è stato Castaño, con Lara a muoversi come suo solito lungo le corde, non dando bersaglio fisso e cercando di sorprendere l’argentino con i suoi fendenti rapidi e precisi.

Una delle chiavi di lettura del match era data dalla capacità di Lara di resistere all’estenuante pressione esercitata da Castaño, capace di sottoporre l’avversario ad un forcing continuo. Lara è parso da subito in ottima forma, mobile come suo solito e più a suo agio rispetto al confronto con Hurd, in cui aveva patito la mole da vero colosso – specie per la categoria – dell’americano.

Castaño, non dotato delle misure e quindi dell’allungo di Hurd, ha avuto bisogno di un paio di round per inquadrare l’avversario, molto scaltro nel non farsi chiudere.

Ma l’argentino, abituato a confrontarsi con pugili strutturalmente più grossi di lui – complici misure non certo da gigante – è stato abile a non perdere la concentrazione, e a mettere in mostra frequenti cambi di ritmo, cercando il momento più opportuno per attaccare con combinazioni di pregevole fattura.

Dopo un paio di riprese Castaño riesce a prendere le misure e comincia ad attaccare con maggiore continuità, pressando Lara e lavorando bene al corpo. Nelle fasi dalla corta il cubano è evidentemente in difficoltà nell’arginare l’azione del rivale più giovane. La quinta ripresa vede Lara ricomporsi e riprendere a muoversi con costrutto, utilizzando jab e diretto come colpi di sbarramento. Alla sesta ripresa è però Castaño a farsi preferire, grazie ad una pregevole serie a due mani, con il diretto destro corto ad impattare e ad aprire la strada alla successiva serie a due mani.

La prima parte dell’incontro è in sostanziale equilibrio.

Complice un calo d’intensità nell’azione di Castaño, l’iniziale seconda metà del match vede però Lara gestire con maggior facilità le riprese. All’ottava un gran diretto sinistro di Lara coglie di sorpresa l’argentino. Castaño appare meno continuo e più guardingo e Lara è abilissimo a sporcare le sortite del rivale. La produzione offensiva di Castaño appare meno intensa e Lara ne approfitta per mettere a segno un bel diretto sinistro alla nona, seguito da un ulteriore uno due jab diretto.

All’undicesima una bella combinazione di Castaño, che torna a farsi più aggressivo e a colpire al corpo, mette però in difficoltà Lara. Il dodicesimo round è un alternarsi continuo di azioni, con i due pugili a dare sfogo alle residue energie.

Si giunge così alla lettura dei cartellini: 115-113 per Castaño, 115-113 per Lara e 114-114. L’incontro è pari. Nelle dichiarazioni post match, entrambi i pugili hanno rivendicato il successo.

A giudizio di chi scrive Lara avrebbe forse meritato la vittoria, in virtù di una seconda parte di match condotta per larghi tratti con autorevolezza. Ma va sottolineato come tra gli addetti ai lavori non ci sia giudizio unanime, bensì una sostanziale divisione tra chi ha visto il cubano trionfare e chi ha visto invece l’argentino prevalere.

Condividi su:
  • 34
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X