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Casimero batte Rigondeaux per Split Decision: un verdetto che lascia dubbi

Al Dignity Health Sports Park di Carson John Riel Casimero riesce a trionfare ai punti contro Guillermo Rigondeaux al termine di un match molto equilibrato e di difficile lettura. Il filippino si impone per split decision, con i giudici che esprimono tre cartellini molto diversi. A quello di Tim Cheatham di 113 e 115 in favore di Rigondeaux rispondono infatti quelli di Robert Hoyle (117 a 111) e Daniel Sandoval (116 a 112) che conferiscono la vittoria a Casimero e gli permettono di restare campione del mondo dei pesi gallo per la WBO.

Dopo una naturale fase di studio, il match si apre bene per Casimero che in chiusura del primo round chiude il suo avversario alle corde e dopo una serie di colpi, alcuni dei quali per la verità alla nuca, lo induce a inginocchiarsi. L’arbitro giustamente non conta e il match prosegue ma il cubano è costretto poco dopo a legare per placare la furia del rivale e riprendere il filo conduttore dell’incontro.

Rigondeaux risponde nella seconda ripresa con il suo solito pugilato molto attendista, assicurandosi la frazione grazie a due diretti sinistri potenti e precisi, incurante dei fischi del pubblico che lo vorrebbe più aggressivo.

Casimero fatica terribilmente a leggere i movimenti del pugile cubano, che dopo una terza ripresa equilibrata, quasi priva di colpi a bersaglio, si aggiudica il quarto round mettendo a segno i due colpi decisivi che valgono la ripresa, mentre il suo avversario non riesce a trovare la distanza giusta.

Il campione WBO fa meglio nella quinta e nella sesta ripresa piazzando dei buonissimi colpi al corpo che però non rallentano il movimento sgusciante di Rigondeaux, abile nel non dare mai punti di riferimento. Da segnalare un colpetto volontario scagliato dal cubano al termine del sesto round ben oltre il suono della campanella.

Tornano in auge il movimento incessante e le schivate millimetriche di Rigondeaux che si impossessa tra i fischi del pubblico del settimo e dell’ottavo round. I fan accorsi al match vorrebbero una guerra all’arma bianca, ma il cubano non se ne cura e gioca di rimessa, muovendosi e schivando ogni attacco del filippino, canzonandolo ad ogni schivata plateale.

Nella nona frazione Casimero piazza nuovamente degli ottimi colpi al corpo, che gli permettono di aggiudicarsi la frazione, visto che il suo avversario in questa ripresa ha un approccio totalmente passivo: si limita solo a schivare e a muoversi, senza tentare alcuna risposta. Colpi di rimessa che però trova nel decimo round, quando incalza il suo avversario modificando ritmo, velocità e direzione dei suoi spostamenti laterali e facendo ancora una volta perdere i pochi punti di rifermento trovati al campione filippino.

Il match si conclude con due riprese molto equilibrate, caratterizzate da pochissimi colpi puliti ma con un Rigondeaux che boxa in punta di fioretto disinnescando ogni azione del suo avversario, mentre Casimero lo insegue con scarsi risultati.

Casimero dunque ha conservato la sua cintura in occasione della sua seconda difesa titolata pur facendo emergere notevoli lacune sul piano offensivo. Infatti il pugile filippino ha costantemente faticato a trovare la giusta distanza per condurre l’incontro e mettere a segno i suoi colpi caricati; d’altro canto Rigondeaux, pur dando la sensazione di essere un pugile di livello superiore, si è trincerato in una difesa perpetua senza portare alcun colpo in alcune frazioni che avrebbero potuto indirizzare il match in maniera più chiara in suo favore.

L’incontro in definitiva è stato molto difficile da giudicare e forse avrebbe avuto nel pareggio il risultato più giusto per non penalizzare nessuno dei due contendenti. In questi casi una vittoria di stretta misura per l’uno o per l’altro pugile non può essere considerata uno scandalo, ma appaiono quantomeno dubbi i cartellini dei due giudici che hanno concesso ampi scarti in favore dei Casimero, decisamente eccessivi rispetto a quanto si è visto sul ring.

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