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Canelo e Saunders pronti a far la storia e al confronto di stili!

La sfida tra il campione messicano Saul “Canelo” Alvarez e quello britannico Billy Joe Saunders si avvicina ed entrambi i pugili si dicono pronti a far la storia.

Tra due settimane l’AT&T Stadium di Arlington ospiterà l’evento che li vedrà protagonisti nel tentativo di riunificare le cinture dei supermedi: da un lato ci saranno in palio quelle WBA “super” e WBC di Canelo, dall’altro quella WBO di Saunders. Uno dei due potrà tornare a casa con tre dei quattro titoli mondiali e puntare al trono assoluto della categoria. Un match questo che è molto atteso dai tifosi, curiosi di vedere il confronto stilistico tra i due campioni, ma anche da loro stessi. Tutti e due i combattenti sanno di doversi confrontare con un avversario ostico e aspettano di mettersi in gioco.

“È un combattente veloce che si muove molto. È un mancino, un avversario difficile. Ma a questo livello devo adattarmi a qualsiasi stile. La mentalità di un combattente messicano è quella di non dover mai cedere, quella di dare sempre il meglio di sé fino alla fine. Questo è un aspetto che fa una grande differenza“, ha dichiarato ad ESPN deportes il pugile di Guadalajara, aggiungendo anche qualche puntualizzazione riguardo al suo modo di gestire i match.

“Per me, lo stile messicano non è andare lì solo per scambiare, dare e prendere pugni, andare giù e rialzarsi; non penso che sia questo. Ci sono molti stili nella boxe messicana e ci sono stati molti stili di pugilato messicano nel corso della storia della boxe. Gilberto Román ad esempio, si muoveva molto bene; ci sono molti pugili con stili differenti… Penso che il pugilato messicano significhi anche sapere come muoversi, colpire e non farsi colpire. Sono pronto a fare la storia e pronto per qualsiasi stile”.

Le due caratteristiche che giocherebbero a favore di Saunders sono l’essere mancino e appunto la sua elusività. Tuttavia l’imbattuto supermedio britannico sa che potrebbero non bastare contro un pugile potente come Canelo e quindi dovrà calcolare bene la strategia da adottare: “Pugili come Lara o Trout non hanno vinto, quindi non penso che il movimento sia la chiave. Sono sicuro che aiuta, ma si tratta di essere intelligenti e capire dove spostarsi, quella è la chiave. Se arriva una di quelle bombe, devo togliermi di mezzo!”, le sue parole a Sky Sports.

Sulla certezza o meno di riuscire a resistere ai colpi di Canelo invece ha aggiunto:  “Non lo sappiamo finché non suona la campana. È il puncher più devastante del pianeta, l’uomo più temibile del pianeta. Ma [batterlo] significherebbe il mondo per me. Ho iniziato a boxare all’età di cinque anni e ora questo è l’apice della mia carriera. Questa sfida farà parte della mia legacy per quello che c’è in gioco. La mia storia è già scritta nella mia testa e devo solo seguire il copione. Fare quello che so fare meglio, dare tutto quello che ho, sarà storia in sé. Canelo è sul mio radar da quando sono diventato professionista. Ora è il mio momento di brillare”.

Ai due campione e ai fan non resta che attendere l’8 maggio ed il ring, per avere tutte le risposte che cercano.

Sasso, carta, forbici: tutti gli stili del pugilato

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