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Alvarez spinge Yildirim al ritiro in tre riprese: ora tocca a Saunders!

È durato appena tre riprese il match valido per i titoli mondiali WBC e WBA (Super) dei supermedi tra il detentore Saul “Canelo” Alvarez (55-1-2, 37 KO) e lo sfidante Avni “Mr Robot” Yildirim (21-3-0, 12 KO) svoltosi presso l’Hard Rock Stadium di Miami. La superstar messicana ha infatti dominato senza alcun affanno il main event della riunione targata Matchroom Boxing spingendo al ritiro il suo avversario al termine del terzo round dopo averlo colpito a piacimento per nove minuti e dopo avergli inflitto anche un atterramento. Ora per Canelo si prospetta una sfida intrigante con Billy Joe Saunders già fissata per l’8 maggio.

Non solo una vittoria di Yildirim era considerata praticamente impossibile dagli esperti, ma persino il fatto che potesse superare indenne il giro di boa e affacciarsi alla seconda metà del combattimento era ritenuto ben poco probabile. Le previsioni in questo caso si sono rivelate corrette, poiché il pugile turco si è dimostrato assolutamente non all’altezza di un impegno di questa portata. Il suo nuovo allenatore, il cubano Joel Diaz, si era speso molto nel promuovere il ragazzo alla vigilia, promettendo sorprese e miglioramenti tecnici, ma le sue parole al momento della verità si sono scontrate con la cruda realtà dei fatti: Yildirim ha messo in luce gli stessi difetti di sempre e ne ha pagato ben presto le conseguenze.

Lento, prevedibile e legnoso, lo sfidante era fatto su misura per esaltare le qualità di incontrista puro di Canelo che difatti fin dal primo round ha iniziato a esplorare le sue traiettorie preferite, con particolare predilezione per il montante al corpo, autentico marchio di fabbrica dell’atleta di Guadalajara. Non intravedendo nel rivale alcuna reazione degna di nota, il campione ha poi alzato i ritmi nel secondo round che si è rivelato un vero e proprio tiro al bersaglio, con il turco che cercava vanamente di proteggersi ma vedeva costantemente e immancabilmente perforata la sua guardia.

Incitato dal suo angolo a fare finalmente qualcosa, lo sfidante ha peggiorato ulteriormente la sua situazione nella terza ripresa facendosi trovare impreparato da un perfetto uno-due che lo ha spedito al tappeto. Rialzatosi con le gambe un po’ rigide, è riuscito faticosamente a ritrovare lucidità e a concludere il round, ma la sua espressione dopo essere tornato sullo sgabello era quella del pugile sconfitto. E infatti, dopo che Diaz ha provato a scuoterlo sul piano psicologico dicendogli che gli avrebbe concesso soltanto un altra ripresa prima di gettare la spugna, è stato lo stesso Yildirim a non voler proseguire.

Naturalmente il vincitore non ha alcuna colpa del fatto che la sfida si sia rivelata tanto squilibrata e poco interessante: Canelo ha dovuto accettare questo avversario specifico per imposizione della WBC, non avendo intenzione di farsi revocare la cintura. Oltretutto occorre sottolineare che sono passati appena due mesi dal suo incontro precedente con Callum Smith e che quindi una difesa di semplice rodaggio in vista del prossimo match di riunificazione non deve destare scandalo. Proprio a questo proposito le parole di Eddie Hearn, salito sul ring al termine della breve contesa, non hanno lasciato adito a dubbi: Alvarez se la vedrà con l’inglese Billy Joe Saunders l’8 maggio e tenterà di strappargli lo scettro WBO di categoria.

Relativamente allo sconfitto della serata invece, occorre dire che per quanto nessuno lo considerasse in grado di competere con il grande campione messicano sul piano tecnico, ci si aspettava senz’altro di più su quello caratteriale. Yildirim è parso infatti timoroso e sfiduciato sin dal suo ingresso sul quadrato e al primo momento critico si è tirato fuori dalla battaglia. Era la sua chance della vita e se l’è giocata molto male; ora non sarà semplice per lui riproporsi in maniera credibile e ottenere nuove sfide di grido.

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