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Canelo Alvarez fa sembrare tutto facile: Smith dominato ai punti

Prestazione maiuscola all’Alamodome di San Antonio per il fuoriclasse messicano Saul “Canelo” Alvarez (54-1-2, 36 KO) che ha dominato il match contro l’inglese Callum “Mundo” Smith (27-1-0, 19 KO) strappandogli il titolo mondiale WBA (Super) dei supermedi e facendo sua anche la vacante cintura WBC di categoria. Lo sfidante ha destato particolare impressione per la sua capacità di far sembrare facile un’impresa che alla vigilia appariva densa di insidie. Questi i cartellini finali che hanno premiato Canelo all’unanimità: 119 – 109, 119 – 109, 117 – 111.

Com’era lecito attendersi, i due pugili si sono resi protagonisti di un avvio molto tattico, funzionale a studiare le mosse del rivale e adeguare la propria strategia. Lo sfidante, che doveva sormontare un consistente svantaggio in termini di statura e allungo, ha iniziato l’incontro avanzando a piccoli passi, senza forzare gli ingressi e limitandosi a pochi affondi finalizzati a saggiare la guardia ermetica del campione. Quest’ultimo, contrariamente alle sue abitudini, ha preferito tenere a bada l’indole del fighter muovendosi in circolo sulle gambe e cercando di far valere le braccia lunghissime di cui dispone. Ne sono conseguite tre riprese estremamente equilibrate e prive di grossi sussulti, in cui le difese hanno avuto decisamente la meglio sugli attacchi.

La sfida ha iniziato a infiammarsi nel corso del quarto round, quando Canelo, avendo ormai decifrato le caratteristiche del rivale, è riuscito a sorprenderlo in almeno due occasioni quando quest’ultimo si fermava spalle alle corde cercando di proteggersi con le braccia alte. Resosi conto della permeabilità della sua difesa, Smith ha provato a reagire mostrando un maggior temperamento nell’arco del quinto round, che lo ha visto protagonista di un avvio veemente e volitivo a cui però il possente atleta di Liverpool non è riuscito a dare continuità. Con il passare dei minuti infatti, “Mundo” ha progressivamente perso reattività, trovandosi sempre più spesso alla mercé dei pericolosi fendenti del rivale.

Dopo il giro di boa il campione in carica si è trovato di fronte a un rebus sostanzialmente privo di soluzione. Continuare a interpretare il ruolo del pugile elusivo violentando la sua natura lo stava facendo scivolare indietro nel punteggio e ne stava prosciugando le energie senza costrutto; d’altro canto piantare i piedi e scambiare con Alvarez non gli dava alcun risultato poiché la differenza di agilità, velocità e riflessi dalla corta distanza era abissale in favore del messicano. Le riprese centrali hanno quindi visto uno Smith confuso, apparentemente indeciso sul da farsi, che pur senza subire danni eccessivi risultava costantemente meno preciso e meno concreto rispetto al suo avversario.

Le cose si sono ulteriormente complicate per l’inglese a partire dalla nona frazione, quando Canelo, nel percepire la stanchezza del campione, ha alzato considerevolmente i ritmi andando ripetutamente a segno al corpo e al volto. Il messicano si apriva la strada con un jab portentoso, tanto più sorprendente se si pensa che anticipava quello di un pugile di venti centimetri più alto, e lo faceva seguire da ganci e montanti secchi e implacabili. Il volto di Smith ha mostrato ben presto i segni della crescente punizione in atto costringendo l’angolo a fare gli straordinari per tamponare la copiosa fuoriuscita di sangue dalle narici dell’atleta di Liverpool.

Sempre più in sofferenza e ormai disilluso sulla possibilità di tornare a casa con le cinture alla vita, il campione ha disputato gli ultimi tre round con il chiaro intento di arrivare in piedi alla campana finale. In alcuni momenti il KO è sembrato questione di secondi, ma la solidità e l’orgoglio di Smith alla fine hanno avuto la meglio e tra tanta sofferenza, gambe sempre più rigide e fisico allo stremo delle forze, l’inglese ha terminato le dodici riprese senza mai toccare il tappeto. Chi vi scrive aveva un cartellino conclusivo di 118 a 110 in favore di Canelo Alvarez, in linea dunque con quelli compilati dai giudici.

Il vincitore si è presentato ai microfoni di DAZN sereno e sorridente, con il volto quasi completamente pulito, felice per le ulteriori due cinture conquistate e per l’ottima performance offerta ai suoi fan. Rispondendo alle domande dell’intervistatore, il messicano ha affermato di voler rimanere nella categoria dei supermedi per non dover più fare il peso con fatica e ha aggiunto che il suo scopo ora è quello di riunificare tutte e quattro le cinture disponibili, senza esprimere però una preferenza su chi tra gli altri due campioni (Caleb Plant e Billy Joe Saunders) vorrebbe affrontare per primo. Immancabile è arrivata la domanda sull’eterno rivale Gennadiy Golovkin, il cui nome ha subito provocato un sorriso sul volto di Alvarez. Il messicano non ha chiuso le porte a un terzo match con Triple G, dicendosi pronto ad affrontare chiunque pur di accontentare il pubblico. La speranza degli appassionati naturalmente è che l’eventuale terza battaglia tra i due grandi campioni avvenga il prima possibile per evitare che l’età del kazako, che ad aprile compirà 39 anni, possa incidere in maniera troppo significativa sulle dinamiche del match.

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