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Campione sul ring e nella vita. I progetti di Badou Jack e della sua fondazione

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Aveva promesso che sarebbe tornato, e così è stato. I bambini del campo profughi di Baqaa, in Giordania, hanno avuto così la possibilità di rivedere e riabbracciare il popolare pugile Badou Jack.

Non è infatti la prima volta che Jack visita il campo profughi di Baqaa e non sarà nemmeno l’ultima. La visita, inaspettata ma non inattesa, fa parte di un programma di viaggio che porterà Badou Jack nei prossimi mesi a visitare la regione attraverso la Badou Jack Foundation.

“Ho promesso ai miei amici al campo di Baqaa che sarei tornato ed ero così felice di vederli e passare del tempo con loro”, ha detto Jack. “Sono davvero benedetto per essere in grado di aiutare questi bambini bisognosi. Come musulmano, il mio compito è di aiutare chi ne ha bisogno: per servire Dio devi servire l’umanità. Vedere i sorrisi sui loro volti quando mi hanno visto di nuovo ha significato per me più di ogni altra cosa.”

Del resto lo aveva già detto, dopo il match che lo aveva visto combattere per dodici riprese contro Marcus Browne, nonostante un taglio in fronte che gli ha causato una perdita di più di un litro di sangue. Le motivazioni di Jack vanno ben oltre la semplice gloria sul ring: “Io non combatto per me. Combatto per i rifugiati. A questo pensavo. Loro vedono le bombe, vivono in mezzo alla guerra. Cosa vuoi che sia un taglio in mezzo alla fronte?

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Uomo di fede, filantropo e imprenditore: l’ex campione del mondo dei pesi supermedi e mediomassimi è questo e altro ancora. Durante la sua visita è stato ufficialmente inaugurato il Badou Jack Education Center, una struttura all’avanguardia che permetterà ai bambini del campo profughi di acquisire alfabetizzazione, abilità informatiche e linguistiche. Jack, accolto dal Primo Ministro di Giordania Omar Al Razzaz all’arrivo, non ha esitato ad esprimere tutta la sua soddisfazione per un progetto in cui crede davvero:

“Il Badou Jack Education Center è qualcosa di cui sono molto orgoglioso, per aiutare questi ragazzi a creare una vita migliore per se stessi. Mia moglie Yasemin ha visitato il campo con me durante questo viaggio, e siamo entrambi impegnati a dare a questi bambini tutti gli strumenti necessari per avere successo e avere una possibilità di lottare nella vita.”

L’impegno del pugile svedese va ben oltre gli aspetti burocratici. Jack si prende cura di 15 orfani presenti nel campo, fornendo loro il necessario per una vita più serena: pasti, vestiti, spese aggiuntive. Sarà poi compito dalla Badou Jack Foundation prepararli offrendo loro un’educazione informatica, tecnologica e linguistica, strumenti necessari perché possano costruirsi un futuro. Jack sta inoltre sostenendo personalmente l’educazione di un ragazzo affetto da paralisi cerebrale, finanziando un educatore speciale affinché possa insegnargli a leggere e dotando il campo del necessario per sostenere chi ha degli handicap.

Oltre agli sforzi per sostenere la Fondazione, Jack è impegnato con la sua linea nutrizionale, la Ripper Nutrition. A breve lancerà sul mercato una barra nutrizionale che andrà a beneficio diretto dei bambini rifugiati. I ricavati serviranno a fornire ai bambini del campo i nutrienti necessari per un corretto sviluppo.

“Amer Abdallah, business manager di Jack e co-fondatore di Ripper Nutrition ha sottolineato come a dedizione di Badou a questi bambini bisognosi è incredibile e pensiamo di supportarla attraverso i suoi vari sforzi negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Asia. Il cielo è il limite.”

In attesa di rivederlo sul ring, questa rappresenta senza dubbio la vittoria più importante di Jack.

badoujackfoundation.org

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