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Boschiero è intramontabile: vince di un soffio sul coriaceo Gonzalez

39 anni e non sentirli: altri pugili a quell’età sono giunti da tempo al capolinea, ma Devis “Boom Boom” Boschiero (49-6-2, 22 KO) continua a presentarsi sul ring in condizioni atletiche impeccabili, al punto da superare rivali insidiosi e più giovani. Stavolta è toccato al venezuelano trapiantato in Italia Samuel “El Pana” Gonzalez (22-8-0, 13 KO) arrendersi all’esperienza e alla determinazione del pugile veneto non senza ingaggiare battaglia. I giudici hanno premiato Boschiero con una striminzita Split Decision, sancita dai seguenti cartellini: 96-94, 94-96, 96-94.

Doveva essere l’ennesima grande chance della sua carriera e invece quest’anno sfortunatissimo ha finito col penalizzare anche lui: Boschiero avrebbe dovuto battersi per il vacante titolo WBC Silver dei pesi leggeri, ma il match è saltato a causa della positività al COVID-19 del suo avversario designato, l’italo-belga Francesco Patera. Per non mandare all’aria altri mesi di dura preparazione e soprattutto per non impoverire il livello della riunione targata Opi Since 82 – Matchroom Boxing, Boom Boom è stato dunque contrapposto al 32 enne Gonzalez, che dovendosi battere nella stessa serata è stato ben felice di cogliere l’inattesa e prestigiosa opportunità.

Gonzalez è cresciuto “a pane e messicani” disputando proprio nel paese centroamericano i primi quattro anni della sua carriera professionistica. Tale imprinting lo ha forgiato abituandolo alle battaglie a viso aperto e dotandolo di una boxe essenziale e pragmatica, resa ancor più efficace dalla sua straripante forza fisica. Trasferitosi in Italia nel 2017, il pugile venezuelano si è stabilizzato nella categoria dei superleggeri salvo scendere di una divisione in questa circostanza. Considerando che Boschiero ha disputato gran parte della carriera nei superpiuma, non deve dunque stupire che sul ring fosse lampante una cospicua differenza di corporatura.

I primi due round hanno messo subito in luce l’aspetto cruciale del combattimento, ovvero che a prendere vantaggio sarebbe stato il fighter capace di conquistare il centro del ring e costringere il rivale a indietreggiare. Se nella prima ripresa infatti è stato Boschiero a guidare le danze, spingendo l’avversario contro le corde con il suo incedere, nella seconda Gonzalez è venuto fuori pigiando col piede sull’acceleratore ed evidenziando le difficoltà di Boom Boom nell’agire di rimessa. L’alternanza di momenti favorevoli si è protratta fino al termine del quarto round, con i due maestri, Gino Freo da una parte e Franco Cherchi dall’altra, impegnati a sgolarsi per dare consigli utili ai rispettivi pugili. Se Freo prediligeva indicazioni di natura tecnica, cercando di “telecomandare” il suo Devis nelle azioni da eseguire, Cherchi puntava sul lato motivazionale accorgendosi che El Pana otteneva i risultati migliori quando ingaggiava battaglia.

A inizio quinto round un episodio potenzialmente decisivo ha messo a dura prova l’arbitro Eros Rozza: Gonzalez ha messo a segno un sinistro al mento, passato tra i guantoni del rivale, facendolo seguire da un destro sporco tra tempia e nuca che ha messo al tappeto un Boschiero già sbilanciato. Il direttore di gara ha deciso di non procedere al conteggio, una scelta molto discutibile che ha lasciato incredulo e contrariato El Pana, motivandolo tuttavia ad aumentare il ritmo. Le riprese a cavallo del giro di boa sono state dunque le più difficili per Boom Boom, messo a dura prova dalla strabordante fisicità del rivale i cui colpi al corpo portavano il marchio della famigerata scuola messicana.

Proprio quando il match sembrava nelle sue mani tuttavia, Gonzalez ha incomprensibilmente tirato il freno a mano, affidandosi di colpo a una controproducente tattica attendista. Nonostante gli incitamenti continui del suo angolo a lasciar andare le mani, El Pana dal settimo round in poi ha trascorso buona parte del tempo spalle alle corde e sulla difensiva, limitandosi a contenere gli assalti generosi dell’avversario e ad accendersi esclusivamente negli ultimi venti secondi delle varie frazioni. Tornato sorprendentemente in possesso del centro del quadrato, Boschiero ne ha prontamente approfittato per gettarsi all’attacco con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto facendosi preferire per l’atteggiamento più propositivo.

Punto dopo punto Devis è dunque riuscito a risalire la china strappando infine un successo di strettissima misura su due dei tre cartellini ufficiali, quanto basta per mantenere intatte le sue aspirazioni di ottenere un’ulteriore chance di caratura internazionale. Ai microfoni di DAZN il pugile veneto ha ammesso le difficoltà connesse al gap di struttura fisica, manifestando l’intenzione di mettere su un po’ di massa muscolare aggiuntiva per sormontare un problema che nella categoria dei leggeri gli si ripresenterà inevitabilmente anche nei prossimi impegni. Boom Boom si è anche lamentato un po’ per l’arbitraggio del signor Rozza affermando che a suo avviso le spinte del rivale avrebbero dovuto essere sanzionate in maniera più energica.

Molto contrariato e polemico è apparso invece Gonzalez, convinto di aver fatto abbastanza per aggiudicarsi il verdetto. Il venezuelano si è spinto ad affermare che il match gli sia stato “rubato” e a sostegno della sua tesi ha spiegato che seppur portati in gran quantità, i colpi di Boschiero non gli avevano procurato alcun danno, mentre i suoi, benché meno numerosi, erano a suo dire da premiare per la loro efficacia. Per la verità il match è stato equilibratissimo, al punto che una vittoria di stretta misura dell’uno o dell’altro pugile non può essere considerata uno scandalo. El Pana però, pur trovandosi legittimamente in disaccordo con la giuria, dovrebbe anche fare un po’ di autocritica per aver regalato troppi minuti della seconda metà del match al suo avversario.

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