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Bivol supera a i punti Richards senza infiammare però gli animi

In uno dei match del sottoclou della riunione di Manchester targata Matchroom Boxing il campione del mondo (super) dei mediomassimi della WBA Dmitry Bivol (18-0-0, 11 KO) ha rispettato i pronostici sconfiggendo ai punti l’inglese Craig Richards (16-2-1, 9 KO) e conservando così la sua imbattibilità. I cartellini dei giudici hanno evidenziato due chiavi di lettura molto diverse del match poiché al 118 a 110 del giudice polacco Grzegorz Molenda hanno fatto da contraltare il 115 a 113 e il 115 a 114 dei suoi colleghi, decisamente generosi nei confronti del pugile di casa. La performance di Bivol ad ogni modo non ha infiammato gli animi.

Grande pulizia tecnica, scelta di tempo, varietà di soluzioni offensive e un dentro-fuori da insegnare ai bambini: Dmitry Bivol rapisce l’occhio degli amanti della Nobile Arte declinata nella sua essenza più pura, ma non sembra incline ad accontentare quegli appassionati, ben più numerosi, che da un match vogliono trarre emozioni forti e saltare sulla sedia. Quasi fosse un cyborg programmato per portare a casa il risultato minimizzando i rischi, il pugile russo gestisce le riprese con la freddezza di un impresario delle pompe funebri, il volto impassibile e concentratissimo e il freno a mano tirato.

La sfida di Manchester non ha fatto eccezione, anche in virtù dell’atteggiamento tutt’altro che impavido esibito dallo sfidante, salito sul ring con l’intenzione primaria di portare a casa la pagnotta. Richards del resto era quotato nove volte la posta dagli allibratori e credendo poco lui stesso nelle proprie chance di far saltare il banco ha preferito lasciare costantemente l’iniziativa al più blasonato rivale, adagiandosi su ritmi bassi e usando il destro col contagocce. I suoi jab, portati a getto continuo per impedire al campione di accorciare la distanza, finivano quasi tutti sulla guardia alta di Bivol, decisamente più preciso ed efficace nella scherma.

Pur facendosi nettamente preferire in termini di accuratezza, il grande favorito della vigilia ha premuto tuttavia assai raramente col piede sull’acceleratore, limitandosi a reagire con sporadiche sfuriate a due mani nelle poche circostanze in cui ha dovuto incassare colpi puliti dell’avversario. Per il resto, un’enorme mole di jab al volto, qualche diretto destro occasionale al corpo e moltissimi ganci sinistri che però venivano in buona parte letti e disinnescati dall’attentissimo Richards.

L’incontro si è dunque trascinato in avanti stancamente senza squilli di tromba e con variazioni di ritmo minimali. A stupire, più dell’atteggiamento di Bivol, che ci ha già abituato a questo tipo di performance, è stato il perdurare della passività dello sfidante che, nonostante il passare dei minuti, non ha mai dato la sensazione di rendersi conto della necessità di sparigliare le carte prima dei championship round. Soltanto nell’undicesima ripresa Richards ha finalmente deciso di lasciarsi andare, provando per la prima volta a venire in avanti e alzando in maniera vertiginosa il suo workrate. In queste fasi finali Bivol, visibilmente meno fisicato del rivale, pur assorbendo sulle braccia e sui guantoni la stragrande maggioranza dei fendenti, ha dato l’impressione di non gradire lo scontro ravvicinato e di pagare leggermente il gap strutturale in favore del suo avversario.

Pur non chiudendo il match in maniera scintillante, il campione avrebbe meritato a parere di chi vi scrive un verdetto decisamente meno risicato rispetto a quanto sancito dai giudici Steve Gray e Yuri Koptsev. Occorre infatti molta benevolenza per assegnare a Richards più di tre riprese: l’inglese, pur difendendosi con ordine e pur non andando mai in seria difficoltà, non ha prodotto quasi nulla sul fronte offensivo, vedendo costantemente i suoi colpi infrangersi sulla guardia del suo dirimpettaio.

Bivol si è detto soddisfatto della sua performance, attribuendo alla solidità dell’avversario e all’anno e mezzo di inattività le difficoltà incontrate nell’imporre il suo pugilato. Il russo continua a sperare di ottenere un grande match e una grande borsa, con preferenza per una riunificazione dei titoli con il connazionale Artur Beterbiev o per una sfida stellare con il fuoriclasse più in vista del momento Saul “Canelo” Alvarez. Pur di affrontare il messicano, Bivol sarebbe disposto a scendere nei supermedi, categoria nella quale ha dichiarato più volte di poter competere senza problemi. Tale cambio di divisione, a giudicare dal gap fisico che in quasi tutti i suoi match il russo si trova costretto a pagare rispetto agli avversari delle 175 libbre, potrebbe rivelarsi la carta vincente per un definitivo salto di qualità.

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