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Billam-Smith strappa l’europeo dei cruiser a McCarthy per Split Decision!

Tanti brividi durante la lettura del verdetto, ma alla fine Chris Billam-Smith (13-1-0, 10 KO) ce l’ha fatta: al Matchroom Fight Camp di Brentwood “The Gentleman” ha strappato il Titolo Europeo dei pesi cruiser dalle mani di Tommy McCarthy (18-3-0, 9 KO) grazie a un verdetto di Split Decision. Al termine di un match caratterizzato da ritmi frammentati e tanta imprecisione da ambo le parti i giudici hanno dunque premiato la maggiore attività del fighter inglese con i seguenti punteggi: 115 a 114, 114 a 115, 116 a 112. In palio c’erano anche il titolo del Commonwealth e quello britannico.

Ci si aspettava un confronto stilistico tra la potenza brutale di Billam-Smith e la miglior tecnica di McCarthy, ma il primo round ha subito regalato un colpo di scena inatteso. L’atteggiamento tracotante dello sfidante, che ha disputato i primi tre minuti caricando in modo spasmodico tutti i colpi è stato infatti punito in chiusura di ripresa da un preciso destro di McCarthy che lo ha fatto traballare per un attimo. Il rischio corso ha dunque subito persuaso il 30enne di Bournemouth ad adottare una strategia più prudente lasciando perdere per un po’ i suoi ganci sinistri di prima intenzione che lo portavano a sbilanciarsi pericolosamente.

Allo scoppiettante round di apertura è seguita una fase equilibrata in cui paradossalmente il più alto Billam-Smith faceva le cose migliori da vicino, sfruttando la sua considerevole forza fisica nel corpo a corpo, mentre il più basso McCarthy si metteva in luce dalla lunga distanza col suo jab preciso e i suoi diretti destri d’acchito. Severamente impegnato anche l’arbitro Victor Loughlin poiché le fasi di clinch erano molteplici pur nell’ambito di una condotta priva di scorrettezze da parte dei due pugili.

A smuovere le acque scardinando il sottile equilibrio su cui il match stava andando avanti è stata una bella combinazione di Billam-Smith che in apertura di quinto round è riuscito a scuotere il rivale e a chiuderlo alle corde. McCarthy ha dovuto incassare altri colpi potenti ma si è avvalso della sua esperienza per attraversare la tempesta senza lasciarsi sopraffare prima di riprendere il filo del discorso nella ripresa seguente. Purtroppo per lui però un episodio sfortunato gli ha reso ulteriormente la vita difficile: una testata accidentale ha infatti aperto una brutta ferita in prossimità del suo occhio destro condizionandolo nei minuti successivi.

Quella dal settimo al decimo round è stata la fase migliore dello sfidante. Preoccupato dalla ferita e apparentemente bisognoso di rifiatare, McCarthy ha infatti abbassato notevolmente il suo workrate restando quasi esclusivamente sulla difensiva e preoccupandosi soltanto di disinnescare gli assalti caotici del rivale. Certo il lavoro di Billam-Smith, fatta eccezione per un eccellente gancio sinistro messo a segno nell’ottava ripresa, è stato tutt’altro che brillante: il fighter inglese attaccava in maniera macchinosa e prevedibile risultando il più delle volte impreciso e confusionario, ma quantomeno cercava lo scambio e muoveva le mani con più frequenza rispetto al suo avversario.

Il campione si è svegliato abbandonando la sua condotta rinunciataria soltanto nei championship round, quando ha ripreso finalmente a usare il destro con profitto. Una reazione tardiva che ha dunque movimentato il finale regalando al pubblico un ultimo round vivace ed equilibrato in cui i due atleti hanno speso le ultime energie residue cercando disperatamente di mettere a segno colpi significativi per impressionare la giuria in dirittura d’arrivo. Non ci sono stati però ulteriori colpi di scena e al suono della campana finale entrambi i pugili hanno alzato le braccia al cielo nella convinzione di aver fatto abbastanza per aggiudicarsi il verdetto.

Giusto a parere di chi vi scrive che il titolo passi nelle mani del pugile che ci ha creduto di più prendendosi maggiori rischi e cercando di sopperire con generosità ai suoi limiti tecnici. Qualcuno giudicherà eccessivi i quattro punti di margine del signor Ian John-Lewis, ma tenendo conto dell’elevato numero di riprese di dubbia attribuzione il suo è un cartellino legittimo. Sul piano tecnico ad ogni modo il combattimento ha deluso le aspettative: i ritmi bassi, le tanti fasi caotiche, l’incapacità dei contendenti di concretizzare i momenti favorevoli spingono a pensare che tra il titolo europeo dei cruiser e quelli mondiali ci sia al momento una considerevole differenza di livello. Sarà ora interessante scoprire se Billam-Smith cercherà di dar vita a un regno duraturo, un’informazione che ci interessa molto da vicino. Il nostro Fabio Turchi infatti pregustava già una rivincita con Tommy McCarthy, unico pugile che lo ha sconfitto da professionista, ma vista la sua detronizzazione potrebbe ora dover cambiare obiettivo.

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