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Beterbiev schianta Gvozdyk e unifica i titoli

Due combattenti feroci, imbattuti, capaci di infliggere KO a ripetizione in virtù di una potenza non comune.

Il Liacouras Center di Philadelphia è stato teatro, nella notte, della sfida di riunificazione dei mediomassimi tra il campione IBF, il russo Artur Beterbiev (15-0-0, 15 KO) e quello WBC, l’ucraino Oleksandr Gvozdyk (17-1-0, 14 KO). Un match dall’altissimo contenuto tecnico e fisico, che ha visto Beterbiev consegnare alla storia il proprio nome con una prestazione da vero fuoriclasse.

Una sfida d’altri tempi, tra due picchiatori di livello assoluto, simili per la capacità di portare colpi devastanti eppure interpreti di stili decisamente diversi: più mobile e ricercato quello di Gvozdyk, un vero e proprio assalto frontale quello di Beterbiev. Un confronto affascinante tra un degno rappresentante della scuola ucraina, capace di muoversi costantemente per tutto il perimetro del ring, e un brutale assalitore dal pugno letale. Un confronto anche tra Teddy Atlas, all’angolo di Gvozdyk, e Marc Ramsay, a quello di Beterbiev. Due grandi motivatori, due trainer di fama mondiale.

Il match poteva essere risolto in qualsiasi momento da un singolo colpo ben assestato dei due. Invece è stata più un’opera di demolizione messa in atto con grande determinazione e lucidità da Beterbiev.

Come era lecito aspettarsi, è Beterbiev ad interpretare il ruolo dell’aggressore, con Gvozdyk a muoversi lungo le corde, cercando l’attimo giusto per lasciar partire i colpi con cui tenere a distanza di sicurezza il russo. Gvozdyk porta i diretti con rara perizia, ed è capace di infliggere grossi danni con questi, in particolare col diretto destro. Beterbiev è pugile generalmente poco mobile, di gambe e tronco, eppure abile ad accorciare con sorprendente rapidità e a prendere il tempo all’avversario. Soprattutto, Beterbiev è in grado di rendere ogni match claustrofobico per chi se lo trova davanti. Gvozdyk è partito bene ma, sottoposto alla costante pressione dell’incedere del russo, ha perso mano a mano lucidità, complici i colpi pesantissimi e l’ottimo lavoro al corpo di Beterbiev.

Parte subito spingendo Beterbiev, ma Gvozdyk mette belle combinazioni rapide ed efficaci a sbarrarne l’avanzata. A fine primo round Gvozdyk viene contato ingiustamente, per un clinch che lo sbilancia e lo fa finire al tappeto [conteggio poi annullato, ndr.]. I due si scambiano bei colpi, rapidi e potenti. A fine seconda ripresa un overhand di Beterbiev coglie Gvozdyk di sorpresa, scuotendolo.

Ma al terzo Gvozdyk restituisce il colpo al russo, con un gran diretto. Alla quarta l’ucraino pare aver preso un po’ le misure al russo, e lavora efficacemente con rapide combinazioni al corpo e al volto. Beterbiev, invece, pare costantemente alla ricerca del bersaglio grosso, che trova sul finire del round con un bel gancio sinistro, con Gvozdyk alle corde. Al quinto round è Beterbiev a lavorare bene al corpo.

Nonostante un match equilibrato, Il russo dà costantemente sensazione di pericolosità estrema. I fendenti sembrano più impattanti e temibili.

Al sesto i due si scambiano colpi splendidi: un diretto di Gvozdyk a cui segue un gancio destro di Beterbiev. L’ucraino scivola nuovamente durante un clinch ma questa volta non viene contato da Gary Rosato, arbitro del match.

Beterbiev cerca lo scontro fisico, mentre Gvozdyk prova a metterla più sulla tecnica. Nel settimo il russo continua a lavorare bene al corpo. A fine settima ripresa, il numero di colpi a segno è simile, 89 a 87 per Beterbiev, ma quest’ultimo pare più efficace. Due belle combinazioni di Gvozdyk nell’ottava ripresa colgono il rivale impreparato. A fine round uno scambio di ganci destri di gran fattura certifica l’assoluta qualità di un match davvero spettacolare.

Nella nona ripresa, il gran lavoro al corpo di Beterbiev comincia a dare i suoi frutti e sul finire del round il russo prende il sopravvento. Una micidiale combinazione montante gancio scuote pesantemente Gvozdyk, che riesce in qualche modo a sopravvivere.

All’angolo, Atlas prova a motivare l’ucraino, ricordandogli che è un campione, ma la costante pressione e la straordinaria potenza di Beterbiev sembrano demolire secondo dopo secondo Gvozdyk. Alla decima ripresa un destro pesantissimo di Beterbiev spedisce l’ucraino al tappeto. Contato, si rialza, ma viene nuovamente assalito dal russo. Nonostante provi a reagire, Gvozdyk è ormai in balia di Beterbiev, che lo mette nuovamente al tappeto dopo un gancio sinistro deflagrante. Si rialza, ma è evidente a tutti che ormai non ne ha più. Il russo si scaraventa nuovamente contro di lui e lo investe nuovamente di colpi. Al terzo knock down, l’arbitro dice basta. Beterbiev è ora il nuovo campione del mondo dei mediomassimi WBC, oltre che IBF. Un riconoscimento meritatissimo per un pugile dalle doti eccezionali, che ha faticato non poco ad emergere e che ora ha la possibilità di farsi finalmente conoscere dal grande pubblico. Intervistato a fine match in merito a chi vorrebbe ora incontrare, ha così risposto: “Chiunque! Sono concentrato sul titolo, non sul nome”. C’è da credergli.

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