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Il derby russo regala spettacolo: Besputin si impone su Butaev

Nel main event della riunione di Montecarlo andata in onda su DAZN, i due pugili russi residenti in USA Alexander Besputin (14-0-0, 9 KO) e Radzhab “The Python” Butaev (12-1-0, 9 KO) hanno dato vita a una sfida emozionante e ricca di contenuti tecnici contendendosi il Titolo Mondiale “regular” WBA dei pesi welter. A imporsi è stato Besputin, emerso vincitore ai punti con un triplice e meritato 116 a 112.

Diciamolo subito: il “vero” campione dei welter per sigla WBA è Manny Pacquiao e la versione “regular” del titolo rappresenta dunque un riconoscimento di ordine inferiore. Nondimeno, il match andato in scena nel Principato di Monaco ha dato visibilità a due atleti provvisti di qualità indiscutibili che in futuro potranno dire la loro ai piani alti della categoria. Del resto, per quanto poco testati nel mondo pro, sia Besputin che Butaev hanno accumulato una straordinaria esperienza dilettantistica con numeri da capogiro: 300 vittorie su 315 match per il primo, 392 vittorie su 400 match per il secondo.

Il confronto di stili è stato oltremodo interessante: da una parte la mobilità incessante di Besputin, abilissimo nello sfruttare il suo gioco di gambe per cambiare continuamente angolazione dei colpi e per non concedere bersaglio fisso al rivale, dall’altra l’avanzare inarrestabile ma un po’ robotico di Butaev, pugile dalla mascella granitica e dai colpi pesanti e improvvisi, con predilezione per il montante sinistro. Benché le prime schermaglie siano state favorevoli al mancino Besputin, più vario offensivamente e più continuo nell’azione, i fendenti con cui nel terzo round Butaev ha momentaneamente scosso l’avversario hanno fatto presagire una battaglia incerta e dai possibili risvolti sorprendenti.

Besputin tuttavia non è caduto nella trappola del più potente dirimpettaio e sfoderando una condizione atletica ineccepibile ha dato vita a un match dispendiosissimo ma elettrizzante, fatto di combinazioni prolungate, spostamenti laterali e schivate millimetriche. Un Butaev sempre più frustrato e impotente è riuscito a far bene soltanto nelle fasi in cui il rivale si fermava a scambiare e gli permetteva di far valere le sue doti di guerriero. Nel finale di nono round in particolare la contesa si è accesa trasformandosi in uno scontro furibondo e una serie di ganci destri del “Python” hanno fatto sussultare gli spettatori.

Tra le diverse qualità evidenziate da Besputin tuttavia c’è stata anche la capacità di riemergere con grande velocità e scaltrezza dalle situazioni potenzialmente pericolose: ogni volta che è stato colpito duramente, il russo ha sempre trovato il modo di spezzare l’azione del connazionale e di divincolarsi ricominciando a tessere la sua trama vincente, arrivando ad affacciarsi così all’ultimo round in chiaro vantaggio, nonostante il volto sanguinante.

Butaev ha affrontato gli ultimi tre minuti con cieca determinazione, nella consapevolezza di aver drammaticamente bisogno di centrare il KO per ribaltare le sorti di un match ormai segnato, ma il suo forcing si è rivelato confusionario e poco produttivo con l’unico risultato di accrescere la sua frustrazione e il suo nervosismo, sfociati in un brutto gesto dopo il gong finale, quando ha cercato di colpire il volto del rivale con una testata, fortunatamente appena accennata.

I cartellini hanno dunque premiato giustamente Besputin con il margine ragionevole di quattro punti. Il russo nell’intervista di rito ha dichiarato di aver intenzione di difendere il titolo al più presto per poi mirare alla riunificazione, confrontandosi con gli altri campioni di categoria. Difficile dire oggi quali siano le sue probabilità di successo nei confronti dei nomi di grido della divisione dei welter; di certo la prestazione di ieri lascia ben sperare e potrebbe averci consegnato un nuovo contender di livello da aggiungere ai tanti nomi di spessore che rendono lo scenario delle 147 libbre affascinante e imprevedibile.

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