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L’allenatore di Tyson Fury spiega la scelta di Otto Wallin

Dopo la facile vittoria sul mediocre tedesco Tom Schwarz, l’istrionico Tyson Fury (28-0-1, 20 KO) si prepara ad affrontare un altro pugile poco testato ad alti livelli, ovvero lo svedese Otto Wallin (20-0-0, 13 KO). I due saliranno sul ring il prossimo 14 settembre e nonostante l’atleta nordico sia ad oggi ancora imbattuto, la sua designazione quale avversario del Gipsy King ha fatto storcere il naso a molti appassionati.

Wallin infatti, pur avendo conservato un record immacolato dopo venti match da professionista, non ha mai sostenuto sfide di grande caratura internazionale, tanto che la sua vittoria più prestigiosa è arrivata nel match valido per il Titolo Europeo contro il connazionale Adrian Granat, già ampiamente ridimensionato in precedenza quando il modesto Alexander Dimitrenko lo mise KO in una sola ripresa. Non c’è da stupirsi dunque se il grande pubblico ha espresso sui social network la propria insoddisfazione per quello che si preannuncia un nuovo mismatch favorevole al gigante inglese.

Ben Davison, il giovane allenatore di Tyson Fury, ha provato a spiegare le ragioni che hanno condotto a tale decisione, evidenziando il fatto che molti altri nomi sono stati vagliati attentamente prima di quello di Wallin, ma che cause di forza maggiore hanno indirizzato la scelta verso lo svedese.

“C’è Al Haymon con la sua PBC, c’è la Top Rank, c’è DAZN con Anthony Joshua e tutti vogliono che i propri pesi massimi si affrontino tra di loro. Kubrat Pulev è primo in classifica per l’IBF, quindi non vuole rischiare di perdere il ruolo di sfidante ufficiale affrontando Fury. Era stata fatta un’offerta ad Alexander Povetkin, ma lui ha preferito affrontare Hughie Fury. È difficile trovare un grande nome disponibile. Tyson aveva chiesto di affrontare Jarrell Miller, ma quest’ultimo non riavrà la sua licenza in tempo dopo che gli è stata revocata per via del doping. Poi ha chiesto di battersi con Trevor Bryan, che però ha già firmato per combattere con Manuel Charr. È davvero difficile.”

Adam Kownacki è sotto contratto con la PBC. Ovviamente Anthony Joshua ed Andy Ruiz devono disputare loro rivincita. Anche Luis Ortiz e Deontay Wilder saranno impegnati nel loro rematch. Non è un segreto per nessuno che Fury e Wilder hanno intenzione di affrontarsi nuovamente nella prima parte del prossimo anno, quindi il match con Wallin non è la fine del mondo, essendoci tutti questi grandi incontri all’orizzonte.”

Le parole di Davison probabilmente non convinceranno i più scettici, ma occorre ammettere che la maggior parte dei pesi massimi di livello sia effettivamente impegnata nel percorrere altre strade e che le sfide multimilionarie che si prospettano a partire dal 2020 inducano l’entourage di Fury a fare scelte prudenti in attesa dei fuochi d’artificio. Inoltre in pochi sarebbero disposti a prendersi il rischio di battersi contro un rivale del calibro del Gipsy King senza una cintura mondiale in palio e da questo punto di vista occorre dare a Wallin il merito di non essersi tirato indietro di fronte alla classica montagna da scalare. Lo svedese ha affermato pubblicamente che la recente scomparsa di suo padre gli darà motivazioni aggiuntive per lasciare il mondo sotto shock, proprio come fece James “Buster” Douglas, che nel 1990 sconfisse Mike Tyson dopo aver perso la madre in un tragico incidente poche settimane prima.

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1 commento

  • Nino Frosini

    Fury è un gran bel pugile ma, e aldilà delle opportune e sensate spiegazioni dell’ottimo manager, avvicinarsi al rematch con Wilder attraverso passaggi troppo impegnativi sarebbe una sciocchezza. Quindi va bene così anche se Wallin si prospetta come un pugile assai migliore del buon Swartz.

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