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Battaglia di fuoco per Katie Taylor: piega la Persoon ai punti ed è regina indiscussa

Al Madison Square Garden di New York è andata in scena una storica riunificazione mondiale per la boxe femminile: a emergere vincitrice per Majority Decision dopo un match di rara bellezza è stata l’irlandese Katie Taylor (14-0-0, 6 KO) che ora possiede tutte e 4 le cinture iridate dei pesi leggeri. A farne le spese è stata invece la fortissima belga Delfine Persoon (43-2-0, 18 KO), costretta a cedere alla rivale lo scettro WBC di categoria. Questi i cartellini ufficiali: 95 a 95 e due volte 96 a 94 per la Taylor.

Contrariamente alle previsioni Delfine Persoon non ha provato neppure per un attimo a far valere il proprio allungo superiore dalla lunga distanza: l’atleta belga ha innestato le marce alte sin dal primo suono del gong facendo suo il centro del ring e cercando di costringere l’avversaria da arretrare. Dal canto suo Katie Taylor si è adeguata con intelligenza al ruolo di pugile di rimessa affidandosi alla propria proverbiale velocità di gambe e di braccia.

La prima parte della sfida è stata favorevole alla popolare atleta irlandese: pur riuscendo a mettere alcuni colpi pesanti nel secondo round la Persoon ha faticato a trovare la misura al cospetto della maggiore rapidità della sua dirimpettaia venendo spesso e volentieri anticipata e incrociata, senza tuttavia perdere convinzione nei propri mezzi e continuando imperterrita nella sua avanzata.

Inferiore sul piano della tecnica e della velocità, la belga ha compreso di dover trascinare l’avversaria nella bagarre per colmare il gap e far valere le proprie superlative doti fisiche da guerriera del ring. Lo ha fatto con successo nella quinta ripresa, nella quale tra clinch, colpi sporchi, intensità e scambi serrati ha portato il match sul terreno a lei favorevole iniziando a prosciugare le energie di una Taylor apparsa a disagio nelle fasi concitate e confusionarie.

L’angolo della fuoriclasse di Bray ha tuttavia dato consigli intelligenti alla propria pugile, invitandola a non concedere bersaglio frontale alla rivale, muovendosi piuttosto sulle gambe per cambiare angoli di attacco e far valere le proprie doti migliori. Istruzioni applicate alla perfezione per due round nei quali è stata Katie a guidare le danze con una tattica “mordi e fuggi” tanto efficace quanto dispendiosa. Non è un caso che l’atleta irlandese sul finire della settima tornata abbia iniziato a mostrare segni di stanchezza, inevitabili in virtù del tipo di match portato avanti fino a quel momento tra mobilità incessante, raffiche di colpi, dentro-fuori continuo.

A quel punto è emersa prepotentemente Delfine Persoon, autrice di un ottavo round strepitoso, inarrestabile nel suo forcing fatto di fendenti durissimi, pressing disperato e stoica resistenza fisica. Katie Taylor ha speso le ultime energie residue in una commovente nona ripresa in cui pur respirando affannosamente con la bocca aperta è riuscita a contenere per quanto possibile l’incedere della rivale, ma è rimasta completamente a secco nell’ultimo drammatico round, dominato dal primo all’ultimo istante da Delfine Persoon, giunta più volte a un soffio dal siglare un atterramento.

Gli ufficiali di gara alla fine hanno attribuito un lieve margine alla talentuosa combattente irlandese, un’interpretazione che trova d’accordo chi vi scrive: pur meritando i complimenti per il prodigioso finale, la Persoon ha lasciato per strada troppi punti nella prima metà della sfida per sperare di capovolgere lo score sui cartellini. Persuasa di aver fatto comunque abbastanza per vincere, la belga ha abbandonato il ring in lacrime, disperata per non essere riuscita nell’impresa storica di diventare campionessa indiscussa e contrariata per il verdetto.

Una Katie Taylor esausta e stravolta ha riconosciuto i meriti alla rivale durante l’intervista di rito ammettendo di aver appena sostenuto il match più duro della sua carriera. La vincitrice ha parlato di incontro molto equilibrato e si è detta disponibile per un re-match, pur manifestando la sua preferenza per sfide dal più elevato valore mediatico come l’eventuale chiacchieratissimo confronto con la pluricampionessa portoricana Amanda Serrano.

Quel che è certo è che la battaglia che stasera queste due formidabili atlete ci hanno regalato ha smentito per l’ennesima volta gli imbecilli secondo cui la boxe non sarebbe uno sport per donne. L’incontro tra Taylor e Persoon per intensità, valori tecnici ed emozioni fa impallidire il ricordo di tanti mondiali maschili e ogni appassionato degno di questo nome che abbia assistito all’evento sarà ansioso di rivedere le due pugili all’opera al più presto.

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