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Badou Jack, un guerriero che non combatte solo per sè

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Badou Jack (22-2-3) non ha pensato neanche per un secondo di mollare. Lo scorso sabato ha perso la sua battaglia, valevole come pass per la successiva chance mondiale con il neocampione WBC dei mediomassimi Oleksandr Gvozdyk, contro Marcus Brown (23-0-0) alla MGM Arena di Las Vegas in maniera piuttosto netta procurandosi quello che a detta di Leonard Ellerbe è stato “il peggior taglio che abbia visto in quarant’anni di pugilato”

“Jack si toglieva semplicemente il sangue dalla faccia e continuava a farsi sotto rifiutando di arrendersi. Quel tipo di spirito guerriero indica che puoi affrontare tutto nella vita e che uno come Badou Jack non si arrenderà mai”.

Lascia quindi quel ring dopo 12 estenuanti riprese senza il salto sul trampolino mondiale, ma rientra ora di diritto in una categoria a parte. Quella dei guerrieri.

Uno scontro fra le teste dei due contendenti ha causato il taglio e la lotta continua e serrata ha fatto il resto. L’unica preoccupazione di Jack era che potessero fermarlo i dottori.

“Io sono un guerriero quindi non mollerò”, ha dichiarato Jack. “Non avrei mai detto di fermare l’incontro. Mi hanno portato dal dottore un paio di volte durante il match ma non mi sarei fermato. Il taglio stava sanguinando molto ma ho continuato e continuerò a combattere perché sono un guerriero. Pensavo che mi avrebbero fermato ma non l’hanno fatto”.

Marcus Brown ha imposto nettamente la sua maggior freschezza portando Jack a un punto di non ritorno, un punto dove il distacco dei punti accumulati e i problemi causati dalla ferita avrebbero indotto chiunque a mollare.

Ma dove ha preso questa determinazione? Cosa gli è passato per la mente?

Jack aveva un pensiero. Quello che aveva in mezzo alla fronte era un piccolo taglietto.

Da Maggio Jack ha fondato un’associazione che si impegna ad aiutare i rifugiati.

“Io non combatto per me. Combatto per i rifugiati. A questo pensavo. Loro vedono le bombe, vivono in mezzo alla guerra. Cosa vuoi che sia un taglio in mezzo alla fronte”.

Quello che lui chiama taglietto gli ha causato una perdita di più di un litro di sangue. Sempre Jack ha poi scherzato sul fatto che l’arbitro fosse ricoperto del suo sangue: “Ho visto la foto di Tony Weeks a fine match, sembrava avesse fatto nascere un bambino, ma va bene non combatto per me stesso lo faccio per tutti quei rifugiati e andrò avanti”.

Perfino ai dottori non faceva che chiedere se sarebbe stato in grado di prendere l’aereo per volare in medio oriente: “Quel taglio ha complicato le cose. Sapevo che sarebbe stata una battaglia dura ma altre volte ho navigato in acque profonde. Devo solo rimanere positivo e andare avanti nella vita come faccio sul ring”.

 

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