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Atlas: “Con Ruiz abbiamo un problema con il cibo da risolvere, è come una dipendenza”

Teddy Atlas sembra davvero interessato a lavorare con Andy Ruiz Jr.

Ma prima che il celebre allenatore accetti questo ruolo, vorrebbe che Ruiz faccia un salto a New York per passare qualche giorno nella sua palestra. Visto che passerebbero diversi mesi insieme, Atlas ha bisogno di capire se Ruiz sarà collaborativo durante il loro training camp, e soprattutto se l’ex campione del mondo si impegnerà seriamente nel cambiare atteggiamento e abitudini alimentari.

Atlas ad ogni modo non è convinto del fatto che Ruiz abbia perso la sua rivincita con Anthony Joshua solo perché pesava 283 libbre e mezza, 15 e mezza in più rispetto alla prima sfida con il pugile inglese che lo aveva issato sul tetto del mondo.

“Non ho accettato nulla, ho solo detto che se è una persona seria, deve venire a New York e trascorrere un paio di giorni con me”, ha detto Atlas durante un recente episodio di “The Ak and Barak Show” su SiriusXM. “Durante quel lasso di tempo, lavorerei in palestra, vedrei se è collaborativo e se è piacevole parlare e stare con lui. Vorrei porgli delle domande: ‘perché è importante per te adesso? Sei un multimilionario. Perché è importante per te? Perché vuoi continuare a farlo? Quali sono le tue aspettative?’ Lo ascolterei e poi prenderei una decisione”.

Atlas ritiene che sia importante per il trentenne Ruiz allenarsi al di fuori dell’ambiente della California meridionale in cui l’ex campione dei pesi massimi IBF, IBO, WBA e WBO vive circondato da troppi agi.

Rapportarsi a un ragazzo come Ruiz è quasi come avere a che fare con un tossicodipendente; so che questo può sembrar duro e non voglio che suoni così, ma la verità a volte può risultare spiacevole. È quasi così. Lui ha un problema con il cibo. E se aveste per le mani un ragazzo che state cercando di salvare dalla droga, cosa fareste? Non c’è bisogno di essere uno specialista per capire che lo allontanereste dalle comodità. Lo allontanereste da ciò che lo circonda. Bene, la stessa cosa vale per Ruiz: dovrei allontanarlo da ciò che lo circonda. ‘Oh, Teddy, non lo vuoi con suo padre? Oh, non lo vuoi con la sua famiglia? Oh, vuoi essere un dittatore’. ‘Uh, sì. Sì. Se vuoi chiamarmi così, vai pure avanti e chiamarmi così’. Io devo fare ciò che possa cambiare le cose”.

A chi gli chiede se Ruiz debba incolpare il suo storico allenatore Manny Robles per la sua scadente performance in Arabia, Atlas risponde in maniera secca: “Penso che sarebbe sbagliato. Sarebbe un ulteriore errore. Ed è una delle cose che gli chiederei. ‘Quindi, pensi che altre persone siano colpevoli dei tuoi errori? E non dipende forse da te?’ Essere in grado di assumersi le proprie responsabilità ed essere leale è un grosso segno di forza, mentre non essere in grado di farlo rappresenta un punto debole”.

Come accaduto per gran parte dei match in giro per il mondo, il ritorno sul ring di Ruiz è stato ritardato a causa della pandemia di COVID-19. Il pugile messicano-americano Chris Arreola è uno dei nomi più gettonati come potenziale avversario e non sembra poter offrire una strenua resistenza. Lo stesso Atlas si è detto convinto che il prossimo match di Ruiz filerà liscio e che soltanto in seguito arriveranno le vere difficoltà. Ma i due saranno insieme ad affrontarle?

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