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Arum e Warren: “Hearn è in ritardo e Fury è stanco di aspettare!”

La sfida tra Anthony Joshua e Tyson Fury sembra non fare passi avanti, almeno stando alle parole dei due promoter del Gipsy King. Se da un lato si parla di cifre da capogiro offerte per la messa in scena della riunificazione delle cinture dei massimi tra i due britannici (addirittura di 150 milioni dollari messi sul piatto dall’Arabia Saudita) con Eddie Hearn che continua a dire sempre che manca poco alla finalizzazione di tutto, dall’altro sia Bob Arum che Frank Warren iniziano ad avere qualche dubbio.

“Eddie Hearn è impegnato a cercare di vendere il London Bridge! Lasciate che ve lo dica – l’ultima volta che ho parlato con Eddie è stato all’inizio della scorsa settimana e ha detto che avrebbe avuto un accordo firmato dai sauditi in 24 ore. Bene, è un po’ in ritardo! Non sareste anche voi pessimisti se non aveste notizie da lui o da chiunque altro da una settimana? Io e Frank siamo i promoter di Fury e non abbiamo notizie di Eddie da una settimana!”, ha dichiarato Arum. “So che Tyson ne ha abbastanza di perdere tempo. Vuole combattere a giugno o luglio ed è quello che succederà se questa cosa non si risolverà molto velocemente”, gli fa eco Warren.

Il Ceo della Top Rank ha anche svelato che il probabile luogo della sfida, da quanto dettogli da Hearn la scorsa settimana, sarebbe un nuovo stadio al coperto a Gedda e che la data una tra 24 luglio, 31 luglio e 7 agosto. Per questo, visti i tanti dettagli, fino a sette giorni fa erano tutti fiduciosi, ma adesso iniziano ad avere delle perplessità sulla riuscita: “Eddie mi ha inviato la bozza ma non era un accordo vincolante e avrebbe dovuto essere trasformato in un accordo vincolante in 24 ore e da allora Frank e io non abbiamo più parlato con Eddie. È in silenzio radio! Forse daremo una ventata di vita a Wilder, e Fury combatterà contro di lui!”.

Gli appassionati di tutto il mondo restano dunque col fiato sospeso in attesa di ulteriori sviluppi dopo aver pregustato l’emozionante prospettiva di assistere nel 2021 a due sfide epocali tra i due colossi britannici con tutte e quattro le principali cinture mondiali in palio. Mandare all’aria un simile scontro al vertice col rischio che gli eventi lo rendano meno appetibile in futuro sarebbe un autentico delitto contro la nobile arte e i suoi tifosi, motivo per cui non ci resta di augurarci che il sospirato accordo venga raggiunto e reso ufficiale quanto prima.

 

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